Pubblicata questa mattina la lettera che Benedetto XVI ha scritto al presidente iraniano Ahmadinejad. Nella missiva, consegnata al leader iraniano dal Cardinale Jean Louis Tauran, il Papa ha spiegato che 'la recente Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi è stato un significativo momento di riflessione e condivisione sulla situazione nel Medio Oriente e sui grandi cambiamenti che si trovano davanti le comunità cattoliche lì presenti. In alcuni Paesi queste comunità affrontano difficili circostanze, discriminazioni e anche violenze e a loro manca la libertà di vivere e professare pubblicamente la loro fede'. Tuttavia, ha proseguito Papa Benedetto, 'il dialogo interreligioso e interculturale è una via fondamentale verso la pace , un dono di Dio, che viene ricercato con la preghiera, ma è anche il risultato degli sforzi delle persone di buona volontà. In questa prospettiva, i credenti di ogni religione hanno una speciale responsabilità e possono giocare un ruolo decisivo, cooperando in iniziative comuni'. Dal Pontefice infine risposta positiva alla proposta iraniana dell'istituzione di una Commissione bilaterale che 'sarebbe particolarmente d'aiuto nell'affrontare questioni di comune interesse, compresa quella dello status giuridico della Chiesa Cattolica nel paese'. Benedetto XVI ha concluso la lettera esprimendo 'la speranza che le relazioni cordiali già felicemente esistenti tra la Santa Sede e l'Iran continuino a progredire, così come quelli della Chiesa locale con le autorità civili'.
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giovedì 11 novembre 2010
11 novembre 2010 - Il Papa scrive ad Ahmadinejad
Pubblicata questa mattina la lettera che Benedetto XVI ha scritto al presidente iraniano Ahmadinejad. Nella missiva, consegnata al leader iraniano dal Cardinale Jean Louis Tauran, il Papa ha spiegato che 'la recente Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi è stato un significativo momento di riflessione e condivisione sulla situazione nel Medio Oriente e sui grandi cambiamenti che si trovano davanti le comunità cattoliche lì presenti. In alcuni Paesi queste comunità affrontano difficili circostanze, discriminazioni e anche violenze e a loro manca la libertà di vivere e professare pubblicamente la loro fede'. Tuttavia, ha proseguito Papa Benedetto, 'il dialogo interreligioso e interculturale è una via fondamentale verso la pace , un dono di Dio, che viene ricercato con la preghiera, ma è anche il risultato degli sforzi delle persone di buona volontà. In questa prospettiva, i credenti di ogni religione hanno una speciale responsabilità e possono giocare un ruolo decisivo, cooperando in iniziative comuni'. Dal Pontefice infine risposta positiva alla proposta iraniana dell'istituzione di una Commissione bilaterale che 'sarebbe particolarmente d'aiuto nell'affrontare questioni di comune interesse, compresa quella dello status giuridico della Chiesa Cattolica nel paese'. Benedetto XVI ha concluso la lettera esprimendo 'la speranza che le relazioni cordiali già felicemente esistenti tra la Santa Sede e l'Iran continuino a progredire, così come quelli della Chiesa locale con le autorità civili'.
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giovedì 29 ottobre 2009
29 ottobre 2009 - Il Papa all'Iran: 'Collaborate con la comunità internazionale'
'L'Iran è una grande nazione che ha importanti tradizioni spirituali e il suo popolo ha una profonda sensibilità religiosa. Questo può essere motivo di speranza per una apertura crescente e una collaborazione fiduciosa con la comunita' internazionale'. Lo ha detto Benedetto XVI ricevendo stamane il nuovo ambasciatore iraniano presso la Santa Sede, Ali Akbar Naseri, in occasione della presentazione delle lettere credenziali. Dal Pontefice nessun riferimento esplicito alla spinosa questione del nucleare. La Santa Sede 'è sempre pronta a lavorare in armonia - ha ricordato il Papa al diplomatico - con coloro che servono la causa della pace e che promuovono la dignita' di cui il Creatore ha dotato ogni essere umano'. Da Benedetto XVI infine un grazie per le 'amabili parole' rivolte dall'ambasciatore Naseri a nome del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.
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