'La crisi economica in atto va presa in tutta la sua serietà: essa ha numerose cause e manda un forte richiamo ad una revisione profonda del modello di sviluppo economico globale. E’ un sintomo acuto che si è aggiunto ad altri ben più gravi e già ben conosciuti, quali il perdurare dello squilibrio tra ricchezza e povertà, lo scandalo della fame, l’emergenza ecologica e, ormai anch’esso generale, il problema della disoccupazione'. E' l'allarme lanciato stamane dal Papa nel corso dell'Angelus. Secondo Benedetto XVI 'in questo quadro, appare decisivo un rilancio strategico dell’agricoltura. Infatti, il processo di industrializzazione talvolta ha messo in ombra il settore agricolo, che, pur traendo a sua volta beneficio dalle conoscenze e dalle tecniche moderne, ha comunque perso di importanza, con notevoli conseguenze anche sul piano culturale. Mi pare il momento per un richiamo a rivalutare l’agricoltura non in senso nostalgico, ma come risorsa indispensabile per il futuro'. Il Pontefice ha lanciato poi un monito ai Paesi ricchi. 'Nell’attuale situazione economica, la tentazione per le economie più dinamiche è quella di rincorrere alleanze vantaggiose che, tuttavia, possono risultare gravose per altri Stati più poveri, prolungando situazioni di povertà estrema di masse di uomini e donne e prosciugando le risorse naturali della Terra. Inoltre, malgrado la crisi, consta ancora che in Paesi di antica industrializzazione si incentivino stili di vita improntati ad un consumo insostenibile, che risultano anche dannosi per l’ambiente e per i poveri. Occorre puntare, allora, in modo veramente concertato, su un nuovo equilibro tra agricoltura, industria e servizi, perché lo sviluppo sia sostenibile, a nessuno manchino il pane e il lavoro, e l’aria, l’acqua e le altre risorse primarie siano preservate come beni universali'. Concludendo l'Angelus Papa Benedetto ha rivolto il suo pensiero ad Haiti. 'Desidero rinnovare la mia vicinanza - ha detto - alle care popolazioni di Haiti, che, a causa del terribile terremoto del gennaio scorso, soffrono ora per una grave epidemia di colera. Incoraggio tutti coloro che si stanno prodigando per questa nuova emergenza e, mentre assicuro il mio particolare ricordo nella preghiera, faccio appello alla Comunità internazionale, affinché aiuti generosamente quelle popolazioni'.
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domenica 14 novembre 2010
14 novembre 2010 - Il Papa: 'La crisi va presa sul serio'
'La crisi economica in atto va presa in tutta la sua serietà: essa ha numerose cause e manda un forte richiamo ad una revisione profonda del modello di sviluppo economico globale. E’ un sintomo acuto che si è aggiunto ad altri ben più gravi e già ben conosciuti, quali il perdurare dello squilibrio tra ricchezza e povertà, lo scandalo della fame, l’emergenza ecologica e, ormai anch’esso generale, il problema della disoccupazione'. E' l'allarme lanciato stamane dal Papa nel corso dell'Angelus. Secondo Benedetto XVI 'in questo quadro, appare decisivo un rilancio strategico dell’agricoltura. Infatti, il processo di industrializzazione talvolta ha messo in ombra il settore agricolo, che, pur traendo a sua volta beneficio dalle conoscenze e dalle tecniche moderne, ha comunque perso di importanza, con notevoli conseguenze anche sul piano culturale. Mi pare il momento per un richiamo a rivalutare l’agricoltura non in senso nostalgico, ma come risorsa indispensabile per il futuro'. Il Pontefice ha lanciato poi un monito ai Paesi ricchi. 'Nell’attuale situazione economica, la tentazione per le economie più dinamiche è quella di rincorrere alleanze vantaggiose che, tuttavia, possono risultare gravose per altri Stati più poveri, prolungando situazioni di povertà estrema di masse di uomini e donne e prosciugando le risorse naturali della Terra. Inoltre, malgrado la crisi, consta ancora che in Paesi di antica industrializzazione si incentivino stili di vita improntati ad un consumo insostenibile, che risultano anche dannosi per l’ambiente e per i poveri. Occorre puntare, allora, in modo veramente concertato, su un nuovo equilibro tra agricoltura, industria e servizi, perché lo sviluppo sia sostenibile, a nessuno manchino il pane e il lavoro, e l’aria, l’acqua e le altre risorse primarie siano preservate come beni universali'. Concludendo l'Angelus Papa Benedetto ha rivolto il suo pensiero ad Haiti. 'Desidero rinnovare la mia vicinanza - ha detto - alle care popolazioni di Haiti, che, a causa del terribile terremoto del gennaio scorso, soffrono ora per una grave epidemia di colera. Incoraggio tutti coloro che si stanno prodigando per questa nuova emergenza e, mentre assicuro il mio particolare ricordo nella preghiera, faccio appello alla Comunità internazionale, affinché aiuti generosamente quelle popolazioni'.
mercoledì 29 settembre 2010
29 settembre 2010 - Il Papa: 'Partecipare attivamente alla messa'
Intensificate l'amicizia con il Signore 'attraverso la preghiera quotidiana e la partecipazione attiva alla Santa Messa'. E' l'invito rivolto ai fedeli dal Papa nel corso dell'Udienza Generale di questa mattina in Piazza San Pietro. Parlando poi in francese, Benedetto XVI ha ricordato il dramma di Haiti - sconvolta a gennaio da un devastante terremoto. 'Continuo a portare gli haitiani nella mia preghiera - ha detto il Pontefice - supplicando Dio di alleviare la loro miseria'. Infine da Papa Benedetto anche un appello in favore delle popolazioni nigeriane colpite dalle inondazioni.
sabato 23 gennaio 2010
23 gennaio 2010 - Haiti, il Papa scrive al Presidente Preval
Benedetto XVI ha inviato una lettera al Presidente di Haiti, Preval, per assicurargli la vicinanza della Chiesa Cattolica dopo il devastante terremoto che ha distrutto l'isola caraibica. Nella missiva il Papa si appella affinchè durante la distribuzione degli aiuti internazionali 'sia mantenuta la calma nelle strade'. Il Pontefice ha apprezzato lo sforzo di quanti finora si sono prodigati per portare aiuto e che 'a volte rischiando compiono ogni sforzo per trovare e salvare i superstiti'. E in un messaggio inviato al Presidente della Conferenza Episcopale locale, Papa Benedetto esprime cordoglio per la morte dell'Arcivescovo di Port au Prince monsignor Serge Miot.
mercoledì 13 gennaio 2010
13 gennaio 2010 - Haiti, l'appello del Papa
A poche ore dal devastante terremoto che ha distrutto gran parte dell'isola di Haiti, immediato è giunto l'appello di Benedetto XVI. 'Il mio pensiero - ha esordito il Papa - va, in particolare, alla popolazione duramente colpita , poche ore fa, da un devastante terremoto, che ha causato gravi perdite in vite umane, un grande numero di senzatetto e di dispersi e ingenti danni materiali. Invito tui ad unirsi alla mia preghiera al Signore per le vittime di questa catastrofe e per coloro che ne piangono la scomparsa'. Il Pontefice ha garantito vicinanza spirituale 'a chi ha perso la propria casa e a tutte le persone provate in vario modo da questa grave calamità, implorando da Dio consolazione e sollievo nella loro sofferenza'. 'La Chiesa Cattolica - ha ancora aggiunto Benedetto XVI - non mancherà di attivarsi immediatamente tramite le sue istituzioni caritative per venire incontro ai bisogni piu' immediate della popolazione'. Infine l'appello del Papa 'alla generosità di tutti, affinchè non si faccia mancare a questi fratelli e sorelle che vivono un momento di necessità e di dolore, la nostra concreta solidarieta' e il fativo sostegno della comunità internazionale'.
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