‘Nei nostri occhi restano impresse le dolenti immagini delle numerose vittime della fame nel Corno d'Africa, e ogni giorno un nuovo capitolo si aggiunge a quella che è una delle più gravi catastrofi umanitarie degli ultimi decenni’. Lo scrive il Papa nel messaggio al Direttore Generale della Fao, Diouf. E’ necessario pertanto – sostiene Benedetto XVI – ‘l'aiuto immediato, ma occorre anche approntare interventi a medio e lungo termine perché l'attività internazionale non sia ridotta a dare risposte solo alle emergenze’. ‘La situazione – aggiunge il Pontefice – è certamente resa ancora più complessa dalla difficile crisi che, a livello mondiale, sta investendo i diversi settori dell'economia e che colpisce duramente soprattutto i più indigenti, condizionando peraltro la produzione agricola e la conseguente possibilità di accesso agli alimenti’. Tutti, governi e comunità internazionale -conclude Papa Ratzinger - concentrino lo sforzo su ‘scelte efficaci, coscienti che la libertà dal giogo della fame è la prima e concreta manifestazione di quel diritto alla vita che, pur solennemente proclamato, resta spesso lontano da una effettiva attuazione’.
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lunedì 17 ottobre 2011
17 ottobre 2011- Il Papa: 'Nel diritto alla vita rientra anche la sconfitta della fame'
‘Nei nostri occhi restano impresse le dolenti immagini delle numerose vittime della fame nel Corno d'Africa, e ogni giorno un nuovo capitolo si aggiunge a quella che è una delle più gravi catastrofi umanitarie degli ultimi decenni’. Lo scrive il Papa nel messaggio al Direttore Generale della Fao, Diouf. E’ necessario pertanto – sostiene Benedetto XVI – ‘l'aiuto immediato, ma occorre anche approntare interventi a medio e lungo termine perché l'attività internazionale non sia ridotta a dare risposte solo alle emergenze’. ‘La situazione – aggiunge il Pontefice – è certamente resa ancora più complessa dalla difficile crisi che, a livello mondiale, sta investendo i diversi settori dell'economia e che colpisce duramente soprattutto i più indigenti, condizionando peraltro la produzione agricola e la conseguente possibilità di accesso agli alimenti’. Tutti, governi e comunità internazionale -conclude Papa Ratzinger - concentrino lo sforzo su ‘scelte efficaci, coscienti che la libertà dal giogo della fame è la prima e concreta manifestazione di quel diritto alla vita che, pur solennemente proclamato, resta spesso lontano da una effettiva attuazione’.
sabato 15 ottobre 2011
15 ottobre 2011 - Il Papa: 'L'economia deve salvaguardare la famiglia'
Ricevendo i partecipanti al Convegno Internazionale promosso dalla Fondazione Centesimus Annus - Pro Pontifice, Benedetto XVI ha avuto modo di ricordare che ‘anche l’economia con le sue leggi deve sempre considerare l’interesse e la salvaguardia di tale cellula primaria della società; la stessa parola economia nella sua origine etimologica contiene un richiamo all’importanza della famiglia: oikia e nomos, la legge della casa’. E’ in famiglia – ha aggiunto il Papa – ‘che si apprende come il giusto atteggiamento da vivere nell’ambito della società, anche nel mondo del lavoro, dell’economia, dell’impresa, deve essere guidato dalla caritas, nella logica della gratuità, della solidarietà e della responsabilità gli uni per gli altri’. Così ‘la famiglia da mero oggetto – ha proseguito - diventa soggetto attivo e capace di ricordare il volto umano che deve avere il mondo dell’economia’. Il pensiero del Pontefice è andato poi alla crisi economica che si abbatte anche sulla famiglia. ‘I conflitti di coppia, quelli generazionali, quelli tra tempi della famiglia e per il lavoro, la crisi occupazionale – ha detto Papa Ratzinger - creano una complessa situazione di disagio che influenza lo stesso vivere sociale. Occorre perciò una nuova sintesi armonica tra famiglia e lavoro’. ‘Non è compito della Chiesa – ha concluso Benedetto XVI - definire le vie per affrontare la crisi in atto. Tuttavia i cristiani hanno il dovere di denunciare i mali, di testimoniare e tenere vivi i valori su cui si fonda la dignità della persona, e di promuovere quelle forme di solidarietà che favoriscono il bene comune, affinché l’umanità diventi sempre più famiglia di Dio’.
venerdì 23 settembre 2011
18 agosto 2011 - Il Papa: 'GMG sono una cascata di luce'
A bordo del volo che lo ha portato a Madrid per la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù, Benedetto XVI ha voluto come da tradizione incontrare i giornalisti. 'Direi che queste GMG - ha osservato il Papa - sono un segnale, una cascata di luce; danno visibilità alla fede, visibilità alla presenza di Dio nel mondo e creano così il coraggio di essere credenti. Spesso i credenti si sentono isolati in questo mondo, quasi perduti. Qui, vedono che non sono soli, che c’è una grande rete di fede, una grande comunità di credenti nel mondo, che è bello vivere in questa amicizia universale'. Il Pontefice ha poi parlato della crisi economica. 'La dimensione etica - ha ricordato - non è una cosa esteriore ai problemi economici, ma una dimensione interiore e fondamentale. L’economia non funziona solo con un’autoregolamentazione di mercato, ma ha bisogno di una ragione etica per funzionare per l’uomo'.
mercoledì 21 settembre 2011
19 giugno 2011 - Il Papa: 'La Chiesa lavora al servizio dell'uomo'
La visita pastorale del Papa a San Marino è proseguita con l’incontro con i membri del Governo, del Congresso e del Corpo Diplomatico accreditato presso la Repubblica di San Marino. ‘La Chiesa, rispettosa della legittima autonomia di cui il potere civile deve godere – ha sottolineato Benedetto XVI - collabora con esso al servizio dell’uomo, nella difesa dei suoi diritti fondamentali, di quelle istanze etiche che sono iscritte nella sua stessa natura’. In tal senso – ha proseguito il Pontefice – la Chiesa lavora ‘affinché le legislazioni civili promuovano e tutelino sempre la vita umana, dal concepimento fino al suo spegnersi naturale’. La famiglia – ha aggiunto – ha bisogno del ‘dovuto riconoscimento’ e di ‘un sostegno fattivo’. ‘Ben sappiamo infatti – ha incalzato ancora Papa Benedetto - come nell’attuale contesto l’istituzione familiare venga messa in discussione, quasi nel tentativo di disconoscerne l’irrinunciabile valore. A subirne le conseguenze sono le fasce sociali più deboli, specialmente le giovani generazioni, più vulnerabili e perciò più facilmente esposte al disorientamento, a situazioni di auto-emarginazione ed alla schiavitù delle dipendenze’. Di fronte alla crisi economica – ha concluso il Papa – ‘la mia vuole essere una parola di incoraggiamento’.
sabato 10 settembre 2011
16 maggio 2011 - Il Papa: 'Attuare la giustizia sociale'
‘La verità, l’amore, la giustizia assieme al principio della destinazione universale dei beni, quali criteri fondamentali per superare gli squilibri sociali e culturali, rimangono i pilastri per interpretare ed avviare a soluzione anche gli squilibri interni all’odierna globalizzazione’. Lo ha detto il Papa incontrando i partecipanti al Congresso Internazionale promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel 50° anniversario dell’Enciclica Mater et magistra. Riferendosi all’attualità Benedetto XVI ha rilevato che ‘non sono meno preoccupanti i fenomeni legati ad una finanza che, dopo la fase più acuta della crisi, è tornata a praticare con frenesia dei contratti di credito che spesso consentono una speculazione senza limiti. Fenomeni di speculazione dannosa si verificano anche con riferimento alle derrate alimentari, all’acqua, alla terra, finendo per impoverire ancor di più coloro che già vivono in situazioni di grave precarietà. Analogamente, l’aumento dei prezzi delle risorse energetiche primarie, con la conseguente ricerca di energie alternative guidata, talvolta, da interessi esclusivamente economici di corto termine, finiscono per avere conseguenze negative sull’ambiente, nonché sull’uomo stesso’. Di fronte a tutto ciò, ha concluso il Pontefice ‘la giustizia sociale va attuata nella società civile, nell’economia di mercato ma anche da un’autorità politica onesta e trasparente ad essa proporzionata, pure a livello internazionale’.
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lunedì 22 agosto 2011
16 aprile 2011 - Il Papa: 'La Chiesa veglia su vita e famiglia'
Ricevendo il nuovo Ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede il Papa ha parlato della situazione che sta vivendo il Paese iberico, e non solo, in questi ultimi tempi. Ci si trova – ha osservato Benedetto XVI – ‘in una situazione di grande difficoltà economica su scala mondiale che attanaglia anche la Spagna, con risultati veramente preoccupanti, soprattutto nel campo della disoccupazione, che genera sconforto e frustrazione soprattutto nei giovani e nelle famiglie meno favorite’. Da parte sua – ha aggiunto il Pontefice – ‘la Chiesa offre qualcosa che le è connaturale e che beneficia le persone e le nazioni: offre Cristo, speranza che incoraggia e rafforza, come un antidoto alla delusione di altre proposte fugaci e a un cuore carente di valori, che finisce con l'indurirsi al punto da non sapere percepire più l'autentico senso della vita e il perché delle cose’. Papa Benedetto ha proseguito rilevando ‘che in certi ambienti si tenda a considerare la religione come un fattore socialmente insignificante, e addirittura molesto, non giustifica il fatto che si cerchi di emarginarla, a volte mediante la diffamazione, la beffa, la discriminazione e persino l'indifferenza dinanzi a episodi di chiara profanazione, poiché così si viola il diritto fondamentale alla libertà religiosa inerente alla dignità della persona umana’. Poi un monito. ‘La Chiesa – ha scandito Benedetto XVI - veglia sui suoi diritti fondamentali, in dialogo sincero con tutti coloro che contribuiscono a renderli effettivi e a non farli limitare. Veglia sul diritto alla vita umana dal suo inizio al suo termine naturale, poiché la vita è sacra e nessuno può disporre di essa arbitrariamente’. Massima attenzione è riservata dalla Chiesa – ha concluso – ‘sulla tutela e sull'aiuto alla famiglia, e sostiene misure economiche, sociali e giuridiche affinché l'uomo e la donna che contraggono matrimonio e formano una famiglia abbiano il sostegno necessario per compiere la loro vocazione di essere santuario dell'amore e della vita. Sostiene anche un'educazione che includa i valori morali e religiosi secondo le convinzioni dei genitori, come è loro diritto, e come si addice allo sviluppo integrale dei giovani’.
domenica 21 agosto 2011
26 marzo 2011 - Il Papa: 'La precarietà del lavoro mina la società'
Ricevendo in udienza i pellegrini provenienti dalla diocesi di Terni-Narni-Amelia il Papa è tornato a parlare del tema del lavoro. ‘E’ importante tenere sempre presente – ha spiegato Benedetto XVI - che il lavoro è uno degli elementi fondamentali sia della persona umana, che della società. Le difficili o precarie condizioni del lavoro rendono difficili e precarie le condizioni della società stessa, le condizioni di un vivere ordinato secondo le esigenze del bene comune’. Il Pontefice ha poi chiesto di ‘mettere in campo ogni sforzo perché la catena delle morti e degli incidenti venga spezzata’. ‘E che dire poi – ha aggiunto – della precarietà del lavoro, soprattutto quando riguarda il mondo giovanile? E’ un aspetto che non manca di creare angoscia in tante famiglie’. Il lavoro – ha concluso Papa Benedetto – non sia visto ‘solo come strumento di guadagno, se non addirittura, in varie situazioni nel mondo, come mezzo di sfruttamento e quindi di offesa alla stessa dignità della persona’.
domenica 14 novembre 2010
14 novembre 2010 - Il Papa: 'La crisi va presa sul serio'
'La crisi economica in atto va presa in tutta la sua serietà: essa ha numerose cause e manda un forte richiamo ad una revisione profonda del modello di sviluppo economico globale. E’ un sintomo acuto che si è aggiunto ad altri ben più gravi e già ben conosciuti, quali il perdurare dello squilibrio tra ricchezza e povertà, lo scandalo della fame, l’emergenza ecologica e, ormai anch’esso generale, il problema della disoccupazione'. E' l'allarme lanciato stamane dal Papa nel corso dell'Angelus. Secondo Benedetto XVI 'in questo quadro, appare decisivo un rilancio strategico dell’agricoltura. Infatti, il processo di industrializzazione talvolta ha messo in ombra il settore agricolo, che, pur traendo a sua volta beneficio dalle conoscenze e dalle tecniche moderne, ha comunque perso di importanza, con notevoli conseguenze anche sul piano culturale. Mi pare il momento per un richiamo a rivalutare l’agricoltura non in senso nostalgico, ma come risorsa indispensabile per il futuro'. Il Pontefice ha lanciato poi un monito ai Paesi ricchi. 'Nell’attuale situazione economica, la tentazione per le economie più dinamiche è quella di rincorrere alleanze vantaggiose che, tuttavia, possono risultare gravose per altri Stati più poveri, prolungando situazioni di povertà estrema di masse di uomini e donne e prosciugando le risorse naturali della Terra. Inoltre, malgrado la crisi, consta ancora che in Paesi di antica industrializzazione si incentivino stili di vita improntati ad un consumo insostenibile, che risultano anche dannosi per l’ambiente e per i poveri. Occorre puntare, allora, in modo veramente concertato, su un nuovo equilibro tra agricoltura, industria e servizi, perché lo sviluppo sia sostenibile, a nessuno manchino il pane e il lavoro, e l’aria, l’acqua e le altre risorse primarie siano preservate come beni universali'. Concludendo l'Angelus Papa Benedetto ha rivolto il suo pensiero ad Haiti. 'Desidero rinnovare la mia vicinanza - ha detto - alle care popolazioni di Haiti, che, a causa del terribile terremoto del gennaio scorso, soffrono ora per una grave epidemia di colera. Incoraggio tutti coloro che si stanno prodigando per questa nuova emergenza e, mentre assicuro il mio particolare ricordo nella preghiera, faccio appello alla Comunità internazionale, affinché aiuti generosamente quelle popolazioni'.
venerdì 17 settembre 2010
17 settembre 2010 - Il Papa: 'Salvare i Paesi poveri'
In serata Benedetto XVI ha incontrato nella Westminster Hall, a Londra, i rappresentanti della società civile inglese, compresi politici - quali gli ex primi ministri Brown, Blair, Major e Thatcher - ed imprenditori. Riprendendo alcuni temi sviluppati nell'Enciclica Caritas in Veritate il Papa ha invitato i governi che hanno salvato in piena crisi economica 'istituzioni finanziarie ritenute troppo grandi per fallire' ad agire parimenti con le Nazioni più svantaggiate. La mancanza di etica in economia - ha aggiunto - ha 'contribuito a creare la situazione di grave difficoltà nella quale si trovano ora milioni di persone nel mondo'. Il Pontefice è poi tornato sulla rilevanza pubblica della religione. Nel mondo di oggi - ha osservato - 'vi sono alcuni che sostengono che la voce della religione andrebbe messa a tacere, o tutt'al più relegata alla sfera puramente privata. Vi sono alcuni che sostengono che la celebrazione pubblica di festività come il Natale andrebbe scoraggiata, secondo la discutibile convinzione che essa potrebbe in qualche modo offendere coloro che appartengono ad altre religioni o a nessuna. E vi sono altri ancora che, paradossalmente con lo scopo di eliminare le discriminazioni, ritengono che i cristiani che rivestono cariche pubbliche dovrebbero, in determinati casi, agire contro la propria coscienza'.
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domenica 4 luglio 2010
4 luglio 2010 - Il Papa a Sulmona: 'Vicino a precari e terremotati'
'So bene che anche a Sulmona non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni: penso, in particolare, a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell'incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale e - come ha ricordato il Vescovo - del senso di smarrimento dovuto al sisma del 6 aprile 2009. A tutti voglio assicurare la mia vicinanza ed il mio ricordo nella preghiera, mentre incoraggio a perseverare nella testimonianza dei valori umani e cristiani così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione'. Lo ha detto Benedetto XVI questa mattina celebrando la Messa a Sulmona, in Abruzzo, meta della sua visita pastorale per rendere omaggio alle spoglie di Papa Celestino V. Nell'omelia il Pontefice non ha mancato di fare riferimento ai temi dell'ambiente, da lui stesso più volte difeso. Tutti noi - ha detto - siamo 'responsabili del proprio futuro, come pure di quello degli altri, anche rispettando e custodendo la creazione, frutto e segno dell'Amore di Dio'. Parlando poi durante l'Angelus Papa Benedetto ha voluto invitare i fedeli alla sobrietà. 'Anche noi, che viviamo in un'epoca di maggiori comodità e possibilità, siamo chiamati - ha osservato - ad apprezzare uno stile di vita sobrio, per conservare più liberi la mente ed il cuore e per poter condividere i beni con i fratelli'. Nel pomeriggio l'incontro tra il Pontefice e cinque detenuti del locale carcere, noto per il tasso elevato di suicidi. 'Vi auguro di cuore - l'auspicio di Benedetto XVI - che possiate trovare la vostra via e dare un contributo alla società secondo le vostre capacità e i doni che Dio vi ha dato'.
sabato 12 giugno 2010
12 giugno 2010 - Il Papa: 'Dignità umana unico capitale da salvare'
'L'economia e la finanza non esistono per sè stessi, sono solo uno strumento, mezzo. Il loro fine è unicamente la persona umana e la sua piena realizzazione nella dignità. È questo il solo capitale che vale la pena di salvare'. Lo ha detto questa mattina Benedetto XVI ricevendo in Vaticano i partecipanti alla Riunione comune della Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa. Da Papa Benedetto anche una critica al capitalismo. 'La liberazione dalle ideologie totalitarie - si è chiesto - non è stata utilizzata unilateralmente per il solo progresso economico a detrimento di uno sviluppo più umano che rispetti la dignità e la nobiltà dell'uomo?'. 'Il Cristianesimo - ha aggiunto il Papa - ha permesso all'Europa di comprendere ciò che è la libertà, la responsabilità e l'etica che impregna le sue leggi e le strutture sociali'. Sbagliato dunque secondo il Pontefice marginalizzare il Cristianesimo escludendone anche i simboli.
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giovedì 10 giugno 2010
10 giugno 2010 - Il Papa riceve il primo ministro spagnolo Zapatero
Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano il primo ministro spagnolo e presidente di turno dell'Unione Europea José Luis Rodríguez Zapatero. Nel corso del colloquio - durato circa mezz'ora - il Papa ed il capo del Governo di Spagna hanno avuto, afferma il comunicato della Santa Sede, 'uno scambio di vedute sull’Europa, sull’attuale crisi economico-finanziaria e sul ruolo dell’etica. Si è pure fatto riferimento ai Paesi dell’America Centrale e dei Caraibi, nonché ad altre situazioni, in particolare, al Medio Oriente'. 'Nel prosieguo della conversazione - continua la nota diffusa dalla Sala Stampa Vaticana - ci si è soffermati sui rapporti bilaterali, come pure su questioni di attualità e d’interesse per la Chiesa in Spagna, quali l’eventuale presentazione di una nuova Legge sulla libertà religiosa, la sacralità della vita fin dal concepimento e l’importanza dell’educazione. Riguardo alle Visite del Santo Padre a Santiago e a Barcellona nel corrente anno, e a Madrid nel prossimo per la Giornata Mondiale della Gioventù, si è riconosciuta la più ampia disponibilità del Governo spagnolo a collaborare alla loro preparazione ed al loro svolgimento'. 'Con il Papa - ha commentato successivamente Zapatero - abbiamo affrontato il tema della crisi economica e finanziaria e della risposta a questa crisi globale a livello europeo, che esige la riaffermazione di principi e valori perchè l'economia possa centrare i suoi obiettivi nella produzione e non nella speculazione'.
giovedì 27 maggio 2010
27 maggio 2010 - Crisi, il Papa: 'Arginare la disoccupazione'
'La crisi culturale e spirituale in Italia è altrettanto seria di quella economica'. Lo ha detto il Papa, stamane, incontrando i Vescovi della Cei riuniti in Vaticano per la 61/ma Assemblea Generale. E' necessario - l'auspicio di Benedetto XVI - lavorare per frenare la disoccupazione: 'rinnovo - ha detto - l'appello ai responsabili della cosa pubblica e agli imprenditori a fare quanto è nelle loro possibilità per attutire gli effetti della crisi occupazionale'. Dal Pontefice poi un nuovo riferimento allo scandalo pedofilia. 'La volontà di promuovere una rinnovata stagione di evangelizzazione non nasconde le ferite da cui la comunità ecclesiale è segnata, per la debolezza e il peccato di alcuni suoi membri'. 'Questa umile e dolorosa ammissione - ha proseguito Papa Benedetto - non deve, però, far dimenticare il servizio gratuito e appassionato di tanti credenti, a partire dai sacerdoti'. 'Ciò che è motivo di scandalo - ha concluso Benedetto XVI - deve tradursi per noi in richiamo a un profondo bisogno di re-imparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, dall'altra la necessità della giustizia'.
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sabato 22 maggio 2010
22 maggio 2010 - Crisi, il Papa: 'Governi deboli davanti alle speculazioni'
Nuovo intervento di Benedetto XVI sulla crisi economica mondiale. Ricevendo in udienza i partecipanti a un convegno promosso dalla Fondazione Centesimus Annus-Pro Pontifice, il Papa ha ribadito come la crisi non sia finita. 'La crisi e le difficoltà di cui al presente - ha sottolineato Papa Benedetto - soffrono le relazioni internazionali, gli Stati, la società e l'economia, infatti sono in larga misura dovute alla carenza di fiducia e di un'adeguata ispirazione solidaristica creativa e dinamica orientata al bene comune, che porti a rapporti autenticamente umani di amicizia, di solidarietà e di reciprocità anche dentro l'attività economica'. Riferendosi poi alla Caritas in Veritate, Benedetto XVI ha rilevato come uno dei maggiori rischi in questa fase sia dovuto al fatto che 'all'interdipendenza tra gli uomini e i popoli non corrisponda l'interazione etica delle coscienze e delle intelligenze, dalla quale possa emergere come risultato uno sviluppo veramente umano. Una tale interazione, ad esempio, appare essere troppo debole presso quei governanti che, a fronte di rinnovati episodi di speculazioni irresponsabili nei confronti dei Paesi più deboli, non reagiscono con adeguate decisioni di governo della finanza. La politica deve avere il primato sulla finanza e l'etica deve orientare ogni attività'.
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giovedì 18 marzo 2010
18 marzo 2010 - Il Papa ribadisce: 'La crisi diventi opportunità'
La crisi economica come opportunità per cambiare il modello di sviluppo. Benedetto XVI ribadisce, incontrando i membri dell'Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma, il concetto contenuto nell'Enciclica sociale 'Caritas in Veritate'. Secondo il Papa 'la crisi attuale ha sottoposto a dura prova i sistemi economici e produttivi dei vari Paesi'. Ma questa situazione - ha osservato il Pontefice - 'va vissuta con fiducia, perchè può essere considerata un'opportunità dal punto di vista della revisione dei modelli di sviluppo e di una nuova organizzazione del mondo della finanza, un tempo nuovo - com'è stato detto - di profondo ripensamento'.
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lunedì 15 marzo 2010
15 marzo 2010 - Il Papa ai giovani: 'Affrontate le sfide'
'Il cristianesimo non è primariamente una morale, ma esperienza di Gesù Cristo, che ci ama personalmente, giovani o vecchi, poveri o ricchi; ci ama anche quando gli voltiamo le spalle'. Lo scrive il Papa nel messaggio per la Giornata Mondiale delle Gioventu' 2010, pubblicato questa mattina. Di fronte alle domande esistenziali che i giovani si pongono, Benedetto XVI invita i ragazzi ad affrontarle perchè 'esse esprimono le grandi aspirazioni, che sono presenti nel vostro cuore. Pertanto, vanno ascoltate. Esse attendono risposte non superficiali, ma capaci di soddisfare le vostre autentiche attese di vita e di felicità'. Papa Benedetto ripete, poi, l'invito rivolto il giorno in cui ha iniziato il suo Pontificato: 'Accogliete con gioia l’invito alla sequela, per vivere intensamente e con frutto in questo mondo. Con il Battesimo, infatti, egli chiama ciascuno a seguirlo con azioni concrete, ad amarlo sopra ogni cosa e a servirlo nei fratelli'. Non abbiate paura - ha aggiunto ancora il Pontefice - a scegliere sia la vita religiosa, sia quella matrimoniale. I Comandamenti, ha inoltre ricordato Benedetto XVI, sono stati dati perché Dio 'ci vuole educare alla vera libertà, perché vuole costruire con noi un Regno di amore, di giustizia e di pace. Ascoltarli e metterli in pratica non significa alienarsi, ma trovare il cammino della libertà e dell'amore autentici, perché i comandamenti non limitano la felicità, ma indicano come trovarla'. Il Papa termina il suo messaggio con un riferimento chiaro all'attualità, alla crisi economica. 'Talora si può avere l'impressione di essere impotenti di fronte alle crisi e alle derive attuali. Nonostante le difficoltà, non lasciatevi scoraggiare e non rinunciate ai vostri sogni! Coltivate invece nel cuore desideri grandi di fraternità, di giustizia e di pace. Il futuro è nelle mani di chi sa cercare e trovare ragioni forti di vita e di speranza. Se vorrete, il futuro è nelle vostre mani, perché i doni e le ricchezze che il Signore ha rinchiuso nel cuore di ciascuno di voi, plasmati dall’incontro con Cristo, possono recare autentica speranza al mondo! Impegnatevi a costruire il vostro futuro attraverso percorsi seri di formazione personale e di studio, per servire in maniera competente e generosa il bene comune'. 'Sono sfide - ha concluso -alle quali siete chiamati a rispondere per costruire un mondo più giusto e fraterno. Sono sfide che chiedono un progetto di vita esigente ed appassionante, nel quale mettere tutta la vostra ricchezza secondo il disegno che Dio ha su ciascuno di voi. Non si tratta di compiere gesti eroici né straordinari, ma di agire mettendo a frutto i propri talenti e le proprie possibilità, impegnandosi a progredire costantemente nella fede e nell'amore'.
mercoledì 10 febbraio 2010
10 febbraio 2010 - Il Papa rilancia il rapporto tra economia ed etica
Nuovo intervento di Benedetto XVI sulla crisi economica mondiale. Nel corso dell'Udienza Generale di stamane, dedicata a Sant'Antonio di Padova, il Papa - citando l'Enciclica Caritas in Veritate - ha ribadito che 'l'economia ha bisogno dell'etica per il suo corretto funzionamento, non di un'etica qualsiasi, bensi' di un'etica amica della persona'. Ricordando che Sant'Antonio invitava a 'combattere l'inclinazione all'avidita', all'orgoglio, all'impurità', il Pontefice ha sottolineato come questi insegnamenti siano importanti 'anche oggi, quando la crisi finanziaria e i gravi squilibri economici impoveriscono non poche persone, e creano condizioni di miseria'.
domenica 7 febbraio 2010
7 febbraio 2010 - Il Papa: 'Nessuno è padrone della propria vita'
La crisi e i suoi effetti sulla famiglia. Anche di questo il Papa stamane ha parlato nell'Angelus in cui ha ricordato la Giornata per la Vita. Benedetto XVI ha ricordato l'importanza di politiche per la famiglia soprattutto in questo periodo di recessione internazionale. 'Nell’attuale periodo di difficoltà economica - ha detto il Pontefice - diventano ancora più drammatici quei meccanismi che, producendo povertà e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita'. L'esistenza umana va difesa in ogni sua fase, ha ammonito Papa Ratzinger. Nuovo no dunque - dopo quello pronunciato in settimana davanti ai Vescovi scozzesi - all'eutanasia. 'Nessuno - ha specificato il Papa - è padrone della propria vita, ma tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla, dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale'.
sabato 6 febbraio 2010
6 febbraio 2010 - Il Papa: 'L'impresa non si basi solo sul profitto'
L'incontro di stamane con i Rappresentanti dell'ACEA è l'occasione per il Papa di tornare a parlare della crisi economica. Benedetto XVI si rivolge, questa volta, al mondo dell'impresa invitandolo a non usare il profitto come unico parametro del modello di sviluppo. La grave crisi internazionale - ha sottolineato il Pontefice - 'ha portato il mondo a ripensare un modello di sviluppo basato soprattutto sulla finanza e sul profitto, per orientarsi a rimettere al centro dell’azione dell’uomo la sua capacità di produrre, di innovare, di pensare e costruire il futuro'. Riprendendo quanto affermato nell'Enciclica Caritas in Veritate, Benedetto XVI ha aggiunto che 'è importante che cresca la consapevolezza circa la necessità di una più ampia "responsabilità sociale" dell’impresa, che spinga a tenere nella giusta considerazione le attese e i bisogni dei lavoratori, dei clienti, dei fornitori e dell’intera comunità, e ad avere una particolare attenzione verso l’ambiente'. 'In questo modo - ha concluso Papa Ratzinger - la produzione di beni e servizi non sarà legata esclusivamente alla ricerca del profitto economico, ma anche alla promozione del bene di tutti'.
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domenica 31 gennaio 2010
31 gennaio 2010 - Il Papa: 'Tutelare l'occupazione'
L'ultima settimana, almeno in Italia, ha dimostrato come la crisi economica sia ben lungi dall'essere terminata. E le vertenze Alcoa e Fiat sono l'occasione per Benedetto XVI di lanciare un nuovo appello in favore della tutela dell'occupazione. 'La crisi economica - ha osservato il Papa - sta causando la perdita di numerosi posti di lavoro, e questa situazione richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti. Penso ad alcune realtà difficili in Italia, come, ad esempio, Termini Imerese e Portovesme'. 'Mi associo pertanto - ha aggiunto Papa Benedetto - all’appello della Conferenza Episcopale Italiana, che ha incoraggiato a fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l’occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie'.
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