Prima di lasciare Ancona Benedetto XVI ha voluto intrattenersi con i giovani fidanzati in Piazza del Plebiscito. 'La difficoltà di trovare un lavoro stabile - ha osservato il Papa - stende un velo di incertezza sull’avvenire. Questa condizione contribuisce a rimandare l’assunzione di decisioni definitive, e incide in modo negativo sulla crescita della società, che non riesce a valorizzare appieno la ricchezza di energie, di competenze e di creatività della vostra generazione'. Di fronte ad una situazione simile - ha proseguito il Pontefice - c'è la tentazione di 'muoversi in maniera individuale e autonoma, spesso nel solo perimetro del presente. La frammentazione del tessuto comunitario si riflette in un relativismo che intacca i valori essenziali; la consonanza di sensazioni, di stati d’animo e di emozioni sembra più importante della condivisione di un progetto di vita. Anche le scelte di fondo allora diventano fragili, esposte ad una perenne revocabilità, che spesso viene ritenuta espressione di libertà, mentre ne segnala piuttosto la carenza'. Papa Benedetto ha poi ricordato ai fidanzati di dire no alla banalizzazione della sessualità invitandoli a non avere paura. 'Non perdete mai la speranza - è stata l'esortazione del Papa - abbiate coraggio, anche nelle difficoltà, rimanendo saldi nella fede. Siate certi che, in ogni circostanza, siete amati e custoditi dall’amore di Dio, che è la nostra forza. Dio è buono'. Il matrimonio - ha concluso Benedetto XVI - è la scelta della 'indissolubilità'. Questa 'prima che una condizione, è un dono che va desiderato, chiesto e vissuto, oltre ogni mutevole situazione umana. E non pensate, secondo una mentalità diffusa, che la convivenza sia garanzia per il futuro. Bruciare le tappe finisce per bruciare l’amore, che invece ha bisogno di rispettare i tempi e la gradualità nelle espressioni.
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martedì 27 settembre 2011
11 settembre 2011 - Il Papa: 'L'indissolubilità del matrimonio è un dono'
Prima di lasciare Ancona Benedetto XVI ha voluto intrattenersi con i giovani fidanzati in Piazza del Plebiscito. 'La difficoltà di trovare un lavoro stabile - ha osservato il Papa - stende un velo di incertezza sull’avvenire. Questa condizione contribuisce a rimandare l’assunzione di decisioni definitive, e incide in modo negativo sulla crescita della società, che non riesce a valorizzare appieno la ricchezza di energie, di competenze e di creatività della vostra generazione'. Di fronte ad una situazione simile - ha proseguito il Pontefice - c'è la tentazione di 'muoversi in maniera individuale e autonoma, spesso nel solo perimetro del presente. La frammentazione del tessuto comunitario si riflette in un relativismo che intacca i valori essenziali; la consonanza di sensazioni, di stati d’animo e di emozioni sembra più importante della condivisione di un progetto di vita. Anche le scelte di fondo allora diventano fragili, esposte ad una perenne revocabilità, che spesso viene ritenuta espressione di libertà, mentre ne segnala piuttosto la carenza'. Papa Benedetto ha poi ricordato ai fidanzati di dire no alla banalizzazione della sessualità invitandoli a non avere paura. 'Non perdete mai la speranza - è stata l'esortazione del Papa - abbiate coraggio, anche nelle difficoltà, rimanendo saldi nella fede. Siate certi che, in ogni circostanza, siete amati e custoditi dall’amore di Dio, che è la nostra forza. Dio è buono'. Il matrimonio - ha concluso Benedetto XVI - è la scelta della 'indissolubilità'. Questa 'prima che una condizione, è un dono che va desiderato, chiesto e vissuto, oltre ogni mutevole situazione umana. E non pensate, secondo una mentalità diffusa, che la convivenza sia garanzia per il futuro. Bruciare le tappe finisce per bruciare l’amore, che invece ha bisogno di rispettare i tempi e la gradualità nelle espressioni.
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lunedì 26 settembre 2011
9 settembre 2011 - Il Papa torna ad attaccare il relativismo
Ricevendo il nuovo Ambasciatore di Gran Bretagna presso la Santa Sede, Benedetto XVI ha potuto ricordare che ‘quando le politiche non presumono né promuovono valori oggettivi, il conseguente relativismo morale, invece di condurre a una società libera, equa, giusta e compassionevole, tende a produrre frustrazione, disperazione, egoismo e disprezzo per la vita e per la libertà degli altri’. Secondo il Papa dunque ‘chi prende le decisioni politiche fa bene a cercare urgentemente nuove modalità per sostenere l’eccellenza nell’educazione, per promuovere opportunità sociali e mobilità economica, per studiare modi per favorire l’occupazione di lungo periodo e diffondere ricchezza in maniera molto più equa e ampia nella società. Inoltre, la promozione attiva dei valori essenziali di una società sana, attraverso la difesa della vita e della famiglia, la sana educazione morale dei giovani e una fraterna sollecitudine per i poveri e i deboli, contribuirà di certo a ricreare un senso positivo del proprio dovere, nella carità, verso gli amici e verso gli estranei nella comunità locale’. Dal Pontefice anche l’invito alla promozione di uno ‘sviluppo sostenibile delle popolazioni più povere del mondo attraverso un’assistenza ben mirata’. Ciò – ha spiegato Papa Ratzinger - ‘resta un obiettivo valido poiché le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo sono nostri fratelli e sorelle, di pari dignità e valore e meritevoli del nostro rispetto in ogni modo, e tale assistenza dovrebbe sempre mirare a migliorare le loro esistenze e le loro prospettive economiche’.
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domenica 5 settembre 2010
5 settembre 2010 - Il Papa: 'La Chiesa non esalta la precarietà'
Sulle orme di Leone XIII. Benedetto XVI si è recato stamane in visita pastorale a Carpineto Romano, paese natale di Gioacchino Pecci, eletto Papa nel 1878 con il nome di Leone XIII. Nell'omelia, pronunciata davanti a cinquemila fedeli, il Pontefice ha ricordato come i cristiani siano una forza di cambiamento all'interno della società. 'All'interno della realtà storica - ha spiegato Papa Ratzinger - i cristiani, agendo come singoli cittadini, o in forma associata, costituiscono una forza benefica e pacifica di cambiamento profondo, favorendo lo sviluppo delle potenzialità interne alla realtà'. Riferendosi al Papa della Rerum Novarum, non è mancato un riferimento alle questioni sociali trattate ed affrontate da Leone XIII attraverso il dialogo e la mediazione. Rientrato a Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha recitato l'Angelus nel corso del quale è tornato a rivolgersi ai giovani. E il Papa ha precisato il suo pensiero circa la cosidetta questione del posto fisso (strumentalizzata da alcuni giornali nei giorni scorsi!). Chi se non la Chiesa oggi propone ai giovani - ha specificato Papa Benedetto - di 'essere radicati e saldi?' 'Piuttosto - ha continuato il Pontefice - si esalta l'incertezza, la mobilità, la volubilità. Tutti aspetti che riflettono una cultura indecisa riguardo ai valori di fondo, ai principi in base ai quali orientare e regolare la propria vita'. 'Il giovane - ha concluso - è come un albero in crescita: per svilupparsi bene ha bisogno di radici profonde, che, in caso di tempeste di vento, lo tengano ben piantato al suolo'.
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venerdì 3 settembre 2010
3 settembre 2010 - Il Papa ai giovani: 'I punti fermi si trovano nella fede'
Pubblicato stamane il messaggio di Benedetto XVI in occasione della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, in calendario a Madrid dal 16 al 21 agosto del 2011. 'La domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi - ha sostenuto il Papa - è un problema grande e pressante, ma i punti fermi si trovano nella fede e nell'insieme dei valori che sono alla base della società e che provengono dal Vangelo'. Benedetto XVI ha poi invitato i giovani a non lasciarsi sedurre dal laicismo 'che vuole emarginare Dio dalla vita delle persone e della società, prospettando e tentando di creare un paradiso senza di Lui'. 'L'esperienza insegna - ha aggiunto - che il mondo senza Dio diventa un inferno'. Poi un nuovo affondo contro il relativismo che disegna un mondo in cui 'prevalgono gli egoismi, le divisioni nelle famiglie, l'odio tra le persone e tra i popoli, la mancanza di amore, di gioia e di speranza'. Infine Papa Benedetto ha ricordato la sua giovinezza, segnata dal nazismo. 'Durante la dittatura nazionalsocialista e nella guerra - ha scritto il Papa - noi siamo stati rinchiusì dal potere dominante. Quindi volevamo uscire all'aperto per entrare nell'ampiezza delle possibilità dell'essere uomo. Ma credo che, in un certo senso, questo impulso di andare oltre all'abituale ci sia in ogni generazione'. 'È parte dell'essere giovane - ha concluso il Pontefice - desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare di un impiego sicuro e sentire l'anelito per ciò che è realmente grande. Si tratta solo di un sogno vuoto che svanisce quando si diventa adulti? No, l'uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l'infinito'.
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giovedì 27 maggio 2010
27 maggio 2010 - Crisi, il Papa: 'Arginare la disoccupazione'
'La crisi culturale e spirituale in Italia è altrettanto seria di quella economica'. Lo ha detto il Papa, stamane, incontrando i Vescovi della Cei riuniti in Vaticano per la 61/ma Assemblea Generale. E' necessario - l'auspicio di Benedetto XVI - lavorare per frenare la disoccupazione: 'rinnovo - ha detto - l'appello ai responsabili della cosa pubblica e agli imprenditori a fare quanto è nelle loro possibilità per attutire gli effetti della crisi occupazionale'. Dal Pontefice poi un nuovo riferimento allo scandalo pedofilia. 'La volontà di promuovere una rinnovata stagione di evangelizzazione non nasconde le ferite da cui la comunità ecclesiale è segnata, per la debolezza e il peccato di alcuni suoi membri'. 'Questa umile e dolorosa ammissione - ha proseguito Papa Benedetto - non deve, però, far dimenticare il servizio gratuito e appassionato di tanti credenti, a partire dai sacerdoti'. 'Ciò che è motivo di scandalo - ha concluso Benedetto XVI - deve tradursi per noi in richiamo a un profondo bisogno di re-imparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, dall'altra la necessità della giustizia'.
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domenica 31 gennaio 2010
31 gennaio 2010 - Il Papa: 'Tutelare l'occupazione'
L'ultima settimana, almeno in Italia, ha dimostrato come la crisi economica sia ben lungi dall'essere terminata. E le vertenze Alcoa e Fiat sono l'occasione per Benedetto XVI di lanciare un nuovo appello in favore della tutela dell'occupazione. 'La crisi economica - ha osservato il Papa - sta causando la perdita di numerosi posti di lavoro, e questa situazione richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti. Penso ad alcune realtà difficili in Italia, come, ad esempio, Termini Imerese e Portovesme'. 'Mi associo pertanto - ha aggiunto Papa Benedetto - all’appello della Conferenza Episcopale Italiana, che ha incoraggiato a fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l’occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie'.
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