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venerdì 14 ottobre 2011

14 ottobre 2011 - Il Papa: 'La Chiesa è realtà viva'

‘La Chiesa cattolica è ben radicata ed operante, in modo capillare, nel territorio italiano. È una realtà viva e vivificante, come il lievito di cui parla il Vangelo; una presenza significativa, caratterizzata da prossimità alla gente, per coglierne i bisogni profondi nella logica della disponibilità al servizio’. Lo ha detto il Papa ricevendo stamane in Vaticano i Prefetti della Repubblica Italiana. A loro Benedetto XVI ha poi ricordato che la Chiesa ‘rispettosa delle legittime autonomie e competenze, considera suo preciso mandato rivolgersi all’uomo in ogni contesto: nella vita culturale, del lavoro, dei servizi, del tempo libero. Consapevole che tutti dipendiamo da tutti, essa desidera costruire, insieme con gli altri soggetti istituzionali e le varie realtà territoriali, una salda piattaforma di virtù morali, su cui edificare una convivenza a misura d'uomo’. Infine il Pontefice ha ribadito che ‘il ruolo di chi lavora nella pubblica amministrazione non va concepito come qualcosa di impersonale o burocratico, bensì come un aiuto premuroso per i cittadini, esercitato con spirito di servizio’.

domenica 11 settembre 2011

26 maggio 2011 - Il Papa: 'Superare il precariato lavorativo'

‘La fede non è alienazione: sono altre le esperienze che inquinano la dignità dell’uomo e la qualità della convivenza sociale!’. Lo ha detto il Papa al termine della recita del Rosario insieme ai Vescovi Italiani in occasione del 150° anniversario dell’unità politica del Paese. L’Italia – ha rilevato Benedetto XVI – ‘celebrando i centocinquant’anni della sua unità politica, può essere orgogliosa della presenza e dell’azione della Chiesa. Essa non persegue privilegi né intende sostituirsi alle responsabilità delle istituzioni politiche; rispettosa della legittima laicità dello Stato, è attenta a sostenere i diritti fondamentali dell’uomo’. Anche oggi – ha proseguito il Pontefice – ‘la Chiesa continua a offrire il proprio contributo alla costruzione del bene comune, richiamando ciascuno al dovere di promuovere e tutelare la vita umana in tutte le sue fasi e di sostenere fattivamente la famiglia; questa rimane, infatti, la prima realtà nella quale possono crescere persone libere e responsabili, formate a quei valori profondi che aprono alla fraternità e che consentono di affrontare anche le avversità della vita. Non ultima fra queste, c’è oggi la difficoltà ad accedere ad una piena e dignitosa occupazione: mi unisco, perciò, a quanti chiedono alla politica e al mondo imprenditoriale di compiere ogni sforzo per superare il diffuso precariato lavorativo, che nei giovani compromette la serenità di un progetto di vita familiare, con grave danno per uno sviluppo autentico e armonico della società’. Rivolgendosi ai Vescovi Papa Benedetto li ha esortati ad incoraggiare ‘le iniziative di formazione ispirate alla dottrina sociale della Chiesa, affinché chi è chiamato a responsabilità politiche e amministrative non rimanga vittima della tentazione di sfruttare la propria posizione per interessi personali o per sete di potere’. Infine dal Papa l’auspicio che ‘le diverse e legittime sensibilità, esperienze e prospettive possano ricomporsi in un quadro più ampio per cercare insieme ciò che veramente giova al bene del Paese. L’esempio di Maria apra la via a una società più giusta, matura e responsabile, capace di riscoprire i valori profondi del cuore umano’.

mercoledì 7 settembre 2011

7 maggio 2011 - Il Papa: 'L'Italia ha bisogno di cattolici impegnati'

In un messaggio inviato alla XIV Assemblea Generale dell’Azione Cattolica Italiana, Benedetto XVI ha ricordato che ‘per educare occorre andare oltre l’occasione, il momento immediato, e costruire con la collaborazione di tutti un progetto di vita cristiana fondato sul Vangelo e sul magistero della Chiesa, mettendo al centro una visione integrale della persona’. Per i cattolici – ha aggiunto il Papa – ‘la formazione all’impegno culturale e politico rappresenta un compito importante, che richiede un pensiero plasmato dal Vangelo, capace di argomentare idee e proposte valide per i laici. E’ questo un impegno che si attua anzitutto a partire dalla vita quotidiana, di mamme e papà alle prese con le nuove sfide dell’educazione dei figli, di lavoratori e di studenti, di centri di cultura orientati al servizio della crescita di tutti’. ‘L’Italia – ha sottolineato ancora il Pontefice – ha attraversato periodi storici difficili e ne è uscita rinvigorita anche per la dedizione incondizionata di laici cattolici, impegnati nella politica e nelle istituzioni. Oggi la vita pubblica del Paese richiede un’ulteriore generosa risposta da parte dei credenti, affinché mettano a disposizione di tutti le proprie capacità e le proprie forze spirituali, intellettuali e morali’. Dal Papa anche un pensiero sul tema immigrazione. I migranti ‘hanno bisogno di pane, di lavoro, di libertà, di giustizia, di pace, di veder riconosciuti i propri inderogabili diritti di figli di Dio. Hanno bisogno di fede, e noi possiamo aiutarli, nel rispetto delle loro convinzioni religiose, in uno scambio libero e sereno, offrendo con semplicità, franchezza e zelo la nostra fede in Gesù Cristo’. Oggi – ha concluso Benedetto XVI – ‘l’Azione Cattolica può aiutare l’Italia a rispondere alla sua vocazione peculiare, collocata nel Mediterraneo, crocevia di culture, di aspirazioni, di tensioni che esigono una grande forza di comunione, di solidarietà e di generosità. L’Italia ha sempre offerto ai popoli vicini e lontani la ricchezza della sua cultura e della sua fede, della sua arte e del suo pensiero. Oggi voi laici cristiani siete chiamati ad offrire con convinzione la bellezza della vostra cultura e le ragioni della vostra fede, oltre che la solidarietà fraterna, affinché l’Europa sia all’altezza della presente sfida epocale’.

martedì 16 agosto 2011

16 marzo 2011 - Il Papa: 'I cattolici contribuirono all'Unità d'Italia'

In occasione del 150/mo anniversario dell’Unità politica dell’Italia il Papa ha inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un messaggio. Nel testo Benedetto XVI sostiene che ‘per ragioni storiche, culturali e politiche complesse il Risorgimento è passato come un moto contrario alla Chiesa, al cattolicesimo, talora anche alla religione in generale. Senza negare il ruolo di tradizioni di pensiero diverse, alcune marcate da venature giurisdizionaliste o laiciste, non si può sottacere l'apporto di pensiero - e talora di azione - dei cattolici alla formazione dello stato unitario’. Dopo aver dunque ricordato il contributo offerto dai cattolici il Pontefice ha spiegato che ‘il Cristianesimo ha contribuito in maniera fondamentale alla costruzione dell'identità italiana attraverso l'opera della Chiesa, delle sue istituzioni educative ed assistenziali, fissando modelli di comportamento, configurazioni istituzionali, rapporti sociali, ma anche mediante una ricchissima attività artistica: la letteratura, la pittura, la scultura, l'architettura, la musica’. Non è mancato poi un accenno alla spiritualità. Secondo Papa Benedetto infatti ‘anche le esperienze di santità, che numerose hanno costellato la storia dell'Italia, contribuirono fortemente a costruire tale identità, non solo sotto lo specifico profilo di una peculiare realizzazione del messaggio evangelico, che ha marcato nel tempo l'esperienza religiosa e la spiritualità degli italiani (si pensi alle grandi e molteplici espressioni della pietà popolare), ma pure sotto il profilo culturale e persino politico’.

lunedì 15 agosto 2011

12 marzo 2011 - Il Papa: 'In Italia coniugare unità e pluralità'

Ricevendo in udienza i Membri dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, il Papa ha ricordato – che in Italia ‘la molteplicità dei soggetti, delle situazioni, non è in contraddizione con l'unità della Nazione, che è richiamata dal 150/mo anniversario che si sta celebrando’. Secondo Benedetto XVI ‘unità e pluralità sono, a diversi livelli, compreso quello ecclesiologico, due valori che si arricchiscono mutuamente, se vengono tenuti nel giusto e reciproco equilibrio. Due principi che consentono questa armonica compresenza tra unità e pluralità sono quelli di sussidiarietà e di solidarietà, tipici dell’insegnamento sociale della Chiesa’. Il Pontefice ha anche voluto ‘ribadire che la Chiesa non domanda privilegi, ma di poter svolgere liberamente la sua missione, come richiede un effettivo rispetto della libertà religiosa. Essa consente in Italia la collaborazione che esiste fra la comunità civile e quella ecclesiale. Purtroppo, in altri Paesi le minoranze cristiane sono spesso vittime di discriminazioni e di persecuzioni’. Papa Benedetto ha, infine, parlato anche del fenomeno dell’immigrazione. ‘Di fronte a questa realtà – ha concluso - bisogna saper coniugare solidarietà e rispetto delle leggi, affinché non venga stravolta la convivenza sociale e si tenga conto dei principi di diritto e della tradizione culturale e anche religiosa da cui trae origine la Nazione italiana’.

sabato 25 dicembre 2010

25 dicembre 2010 - Natale, il Papa chiede pace e rispetto della libertà religiosa

Pace e libertà religiosa. Sono i temi portanti del tradizionale messaggio natalizio che il Papa, stamane, in occasione del Natale ha rivolto al mondo dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro. 'La luce del Natale - ha auspicato Benedetto XVI - risplenda nuovamente in quella Terra dove Gesù è nato e ispiri Israeliani e Palestinesi nel ricercare una convivenza giusta e pacifica. L’annuncio consolante della venuta dell’Emmanuele lenisca il dolore e consoli nelle prove le care comunità cristiane in Iraq e in tutto il Medio Oriente, donando loro conforto e speranza per il futuro ed animando i Responsabili delle Nazioni ad una fattiva solidarietà verso di esse'. Il Pontefice ha poi ricordato Haiti, Colombia, Venezuela, la Penisola Coreana, Somalia, Darfur e Costa d'Avorio. Poi rivolgendosi ai cattolici cinesi Papa Benedetto ha pregato 'affinché non si perdano d’animo per le limitazioni alla loro libertà di religione e di coscienza e, perseverando nella fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa, mantengano viva la fiamma della speranza. L’amore del Dio con noi doni perseveranza a tutte le comunità cristiane che soffrono discriminazione e persecuzione, ed ispiri i leader politici e religiosi ad impegnarsi per il pieno rispetto della libertà religiosa di tutti'. Successivamente gli auguri alle Nazioni. Alla 'amata Italia' Benedetto XVI ha augurato che 'il Cristo, nato per noi, ispiri i responsabili, perché ogni loro scelta e decisione sia sempre per il bene comune'. Il Papa ha infine concluso impartendo la solenne benedizione Urbi et Orbi.

venerdì 17 dicembre 2010

17 dicembre 2010 - Crocifisso, il Papa ringrazia l'Italia

'Vorrei assicurare che la mia preghiera accompagna da vicino le vicende liete e tristi dell’Italia, per la quale chiedo al Datore di ogni bene di conservarle il tesoro prezioso della fede cristiana e di concederle i doni della concordia e della prosperità'. Lo ha detto il Papa ricevendo in Vaticano il nuovo Ambasciatore italiano accreditato presso la Santa Sede. Ricordando la sentenza europea che prevedeva l'esposizione del Crocifisso dai luoghi pubblici, Benedetto XVI ha espresso apprezzamento 'al Governo italiano che a questo riguardo si è mosso in conformità a una corretta visione della laicità e alla luce della sua storia, cultura e tradizione, trovando in ciò il positivo sostegno anche di altre Nazioni europee'. L'Italia - ha infine concluso il Pontefice - ha 'dimostrato una particolare sensibilità per la sorte di quelle minoranze cristiane, che, a motivo della loro fede, subiscono violenze, vengono discriminate o sono costrette ad una forzata emigrazione dalla loro patria'.

giovedì 27 maggio 2010

27 maggio 2010 - Crisi, il Papa: 'Arginare la disoccupazione'

'La crisi culturale e spirituale in Italia è altrettanto seria di quella economica'. Lo ha detto il Papa, stamane, incontrando i Vescovi della Cei riuniti in Vaticano per la 61/ma Assemblea Generale. E' necessario - l'auspicio di Benedetto XVI - lavorare per frenare la disoccupazione: 'rinnovo - ha detto - l'appello ai responsabili della cosa pubblica e agli imprenditori a fare quanto è nelle loro possibilità per attutire gli effetti della crisi occupazionale'. Dal Pontefice poi un nuovo riferimento allo scandalo pedofilia. 'La volontà di promuovere una rinnovata stagione di evangelizzazione non nasconde le ferite da cui la comunità ecclesiale è segnata, per la debolezza e il peccato di alcuni suoi membri'. 'Questa umile e dolorosa ammissione - ha proseguito Papa Benedetto - non deve, però, far dimenticare il servizio gratuito e appassionato di tanti credenti, a partire dai sacerdoti'. 'Ciò che è motivo di scandalo - ha concluso Benedetto XVI - deve tradursi per noi in richiamo a un profondo bisogno di re-imparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, dall'altra la necessità della giustizia'.

giovedì 29 aprile 2010

29 aprile 2010 - Il Papa incontra Giorgio Napolitano

Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha offerto oggi pomeriggio in Vaticano un concerto per festeggiare il quinto anniversario di pontificato di Benedetto XVI. 'In questo atto premuroso - ha detto il Pontefice al Capo dello Stato - vedo anche un ulteriore segno dell'affetto che il popolo italiano nutre nei confronti del Papa, affetto che fu così fervido in santa Caterina da Siena, Patrona d'Italia, di cui oggi ricorre la festa'. 'Sono certo che nella discrezione e nel rispetto con cui seguiamo il quotidiano svolgersi della sua alta missione - ha replicato Napolitano al Papa - Ella possa ben cogliere la intensa, affettuosa vicinanza nostra e del popolo italiano'. In precedenza Benedetto XVI e Giorgio Napolitano hanno avuto un colloquio privato di circa venti minuti svoltosi - fanno sapere fonti del Quirinale - in un clima di grande cordialità.

sabato 26 dicembre 2009

26 dicembre 2009 - Il Papa: 'L'amore non si arrende al male'

Tradizionale Angelus di Santo Stefano, quello recitato stamane da Benedetto XVI. 'La testimonianza di Stefano, come quella dei martiri cristiani - ha detto il Papa - indica ai nostri contemporanei spesso distratti e disorientati, su chi debbano porre la propria fiducia per dar senso alla vita. Il martire, infatti, è colui che muore con la certezza di sapersi amato da Dio e, nulla anteponendo all’amore di Cristo, sa di aver scelto la parte migliore'. 'Egli, come il suo Maestro -ha continuato Papa Benedetto - muore perdonando i propri persecutori e ci fa comprendere come l’ingresso del Figlio di Dio nel mondo dia origine ad una nuova civiltà, la civiltà dell’amore, che non si arrende di fronte al male e alla violenza e abbatte le barriere tra gli uomini, rendendoli fratelli nella grande famiglia dei figli di Dio'. 'La Festa di santo Stefano - ha ancora aggiunto il Pontefice - ci ricorda anche i tanti credenti, che in varie parti del mondo, sono sottoposti a prove e sofferenze a causa della loro fede. Affidandoli alla sua celeste protezione, impegniamoci a sostenerli con la preghiera e a non venir mai meno alla nostra vocazione cristiana, ponendo sempre al centro della nostra vita Gesù Cristo, che in questi giorni contempliamo nella semplicità e nell’umiltà del presepe'. Anche oggi dal Papa, infine, un pensiero all'Italia. 'Il Natale - ha auspicato Benedetto XVI - possa suscitare in tutti un rinnovato impegno di amore vicendevole e di reciproca comprensione, affinchè all’interno delle famiglie e dell’intera Nazione si viva quel clima di intesa e di comunione che tanto giova al bene comune'.