Concludendo la visita a Venezia Benedetto XVI ha voluto incontrare i rappresentanti del mondo culturale, artistico e socioeconomico di Venezia. A loro il Papa ha ricordato che ‘Gesù ha rivelato che Dio ama la vita e vuole liberarla da ogni negazione, fino a quella radicale che è il male spirituale, il peccato, radice velenosa che inquina tutto’. ‘Il Vangelo – ha aggiunto il Pontefice - è la più grande forza di trasformazione del mondo, ma non è un’utopia, né un’ideologia. Le prime generazioni cristiane lo chiamavano piuttosto la via, cioè il modo di vivere che Cristo ha praticato per primo e che ci invita a seguire’.
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giovedì 8 settembre 2011
8 maggio 2011 - Il Papa a Venezia: 'Il Vangelo non è utopia'
Concludendo la visita a Venezia Benedetto XVI ha voluto incontrare i rappresentanti del mondo culturale, artistico e socioeconomico di Venezia. A loro il Papa ha ricordato che ‘Gesù ha rivelato che Dio ama la vita e vuole liberarla da ogni negazione, fino a quella radicale che è il male spirituale, il peccato, radice velenosa che inquina tutto’. ‘Il Vangelo – ha aggiunto il Pontefice - è la più grande forza di trasformazione del mondo, ma non è un’utopia, né un’ideologia. Le prime generazioni cristiane lo chiamavano piuttosto la via, cioè il modo di vivere che Cristo ha praticato per primo e che ci invita a seguire’.
8 maggio 2011 - Il Papa a Venezia: 'Costruite su Cristo'
Celebrando la Messa a Mestre Benedetto XVI ha avuto occasione di osservare come ‘il problema del male, del dolore e della sofferenza, il problema dell’ingiustizia e della sopraffazione, la paura degli altri, degli estranei e dei lontani che giungono nelle nostre terre e sembrano attentare a ciò che noi siamo’ possa portare ‘i cristiani di oggi a dire con tristezza: noi speravamo che il Signore ci liberasse dal male, dal dolore, dalla sofferenza, dalla paura, dall’ingiustizia’. Per reagire a questa condizione il Papa ha spiegato come sia necessario ‘lasciarsi istruire da Gesù: innanzitutto, ascoltando e amando la Parola di Dio, letta nella luce del Mistero Pasquale, perché riscaldi il nostro cuore e illumini la nostra mente, e ci aiuti ad interpretare gli avvenimenti della vita e dare loro un senso. Poi, occorre sedersi a tavola con il Signore, diventare suoi commensali, affinché la sua presenza umile nel Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue ci restituisca lo sguardo della fede, per guardare tutto e tutti con gli occhi di Dio, nella luce del suo amore. Rimanere con Gesù che è rimasto con noi, assimilare il suo stile di vita donata, scegliere con lui la logica della comunione tra di noi, della solidarietà e della condivisione. L’Eucaristia è la massima espressione del dono che Gesù fa di se stesso ed è un invito costante a vivere la nostra esistenza nella logica eucaristica, come un dono a Dio e agli altri’. Infine dal Pontefice un vero e proprio appello a porre Cristo al centro della vita. ‘Costruite su di Lui – ha concluso - l’edificio della vostra esistenza. In Gesù troverete la forza per aprirvi agli altri e per fare di voi stessi, sul suo esempio, un dono per l’intera umanità.’
lunedì 22 agosto 2011
17 aprile 2011 - Il Papa: 'L'umiltà di Dio è la forma estremo del suo amore'
Il Papa ha dato il via stamane ai riti della Settimana presiedendo la Messa della Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Nell’omelia Benedetto XVI ha messo in guardia dalla ‘forza di gravità che ci tira in basso è potente. Insieme con le nostre capacità non è cresciuto soltanto il bene. Anche le possibilità del male sono aumentate e si pongono come tempeste minacciose sopra la storia. Anche i nostri limiti sono rimasti: basti pensare alle catastrofi che in questi mesi hanno afflitto e continuano ad affliggere l’umanità’. Il Pontefice ha poi ricordato che ‘noi da soli siamo troppo deboli per sollevare il nostro cuore fino all’altezza di Dio. Non ne siamo in grado. Proprio la superbia di poterlo fare da soli ci tira verso il basso e ci allontana da Dio. Dio stesso deve tirarci in alto, ed è questo che Cristo ha iniziato sulla Croce. Egli è disceso fin nell’estrema bassezza dell’esistenza umana, per tirarci in alto verso di sé, verso il Dio vivente. Egli è diventato umile, dice oggi la seconda lettura. Soltanto così la nostra superbia poteva essere superata: l’umiltà di Dio è la forma estrema del suo amore, e questo amore umile attrae verso l’alto’.
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domenica 21 agosto 2011
27 marzo 2011 - Il Papa: 'Alle Fosse Ardeatine offesa gravissima a Dio'
Toccante visita del Papa al Sacrario delle Fosse Ardeatine, teatro di uno dei tanti eccidi nazisti nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Il tedesco Joseph Ratzinger ha utilizzato parole forti e chiare. ‘Ciò che qui è avvenuto il 24 marzo 1944 – ha detto Benedetto XVI – è offesa gravissima a Dio, perché è la violenza deliberata dell’uomo sull’uomo. E’ l’effetto più esecrabile della guerra, di ogni guerra, mentre Dio è vita, pace, comunione’. Il Pontefice ha poi ricordato che ‘dovunque sia, in ogni continente, a qualunque popolo appartenga, l’uomo è figlio di quel Padre che è nei cieli, è fratello di tutti in umanità. Ma questo essere figlio e fratello non è scontato. Lo dimostrano purtroppo anche le Fosse Ardeatine. Bisogna volerlo, bisogna dire sì al bene e no al male. Bisogna credere nel Dio dell’amore e della vita, e rigettare ogni altra falsa immagine divina, che tradisce il suo santo Nome e tradisce di conseguenza l’uomo, fatto a sua immagine’.
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lunedì 15 agosto 2011
13 marzo 2011 - Il Papa prega per il Giappone
‘Di fronte al male morale, l’atteggiamento di Dio è quello di opporsi al peccato e salvare il peccatore. Dio non tollera il male, perché è Amore, Giustizia, Fedeltà; e proprio per questo non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Per salvare l’umanità, Dio interviene’. Lo ha detto il Papa nel corso del consueto Angelus domenicale, al termine del quale ha ricordato ‘le immagini del tragico terremoto e del conseguente tsunami in Giappone ci hanno lasciato tutti fortemente impressionati. Desidero rinnovare la mia spirituale vicinanza alle care popolazioni di quel Paese, che con dignità e coraggio stanno facendo fronte alle conseguenze di tali calamità. Prego per le vittime e per i loro familiari, e per tutti coloro che soffrono a causa di questi tremendi eventi’. ‘Incoraggio quanti con encomiabile prontezza – ha concluso Benedetto XVI - si stanno impegnando per portare aiuto. Rimaniamo uniti nella preghiera. Il Signore ci è vicino!’.
domenica 6 febbraio 2011
6 febbraio 2011 - Il Papa: 'Far crescere la cultura della vita'
Parlando, nel corso dell’Angelus, della prossima Giornata Mondiale del Malato il Papa ha spiegato che ‘Dio si oppone radicalmente alla prepotenza del male. Il Signore si prende cura dell’uomo in ogni situazione, condivide la sofferenza e apre il cuore alla speranza’. Benedetto XVI ha esortato ‘tutti gli operatori sanitari a riconoscere nell’ammalato non solo un corpo segnato dalla fragilità, ma prima di tutto una persona, alla quale donare tutta la solidarietà e offrire risposte adeguate e competenti’. Il Pontefice ha poi ricordato la Giornata per la Vita auspicando ‘che tutti si impegnino per far crescere la cultura della vita, per mettere al centro, in ogni circostanza, il valore dell’essere umano. Secondo la fede e la ragione la dignità della persona è irriducibile alle sue facoltà o alle capacità che può manifestare, e pertanto non viene meno quando la persona stessa è debole, invalida e bisognosa di aiuto’. Infine da Papa Benedetto un appello per l’Egitto, scosso da violente proteste interne. ‘Chiedo a Dio – la preghiera del Pontefice - che quella Terra, benedetta dalla presenza della Santa Famiglia, ritrovi la tranquillità e la pacifica convivenza, nell’impegno condiviso per il bene comune’.
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domenica 3 ottobre 2010
3 ottobre 2010 - Il Papa a Palermo: 'Non abbiate paura!'
'Sono qui per darvi un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani, così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione'. Così Benedetto XVI ha aperto la sua omelia al Foro Italico di Palermo, dove è giunto questa mattina in visita pastorale. Anche qui - ha detto il Papa - 'non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni: penso, in particolare, a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell’incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale e a causa della criminalità organizzata. Oggi sono in mezzo a voi per testimoniare la mia vicinanza ed il mio ricordo nella preghiera'. Dal Pontefice poi un anatema contro coloro che compiono il male. 'Ci si deve vergognare del male - ha tuonato Papa Benedetto - di ciò che offende Dio, di ciò che offende l’uomo; ci si deve vergognare del male che si arreca alla Comunità civile e religiosa con azioni che non amano venire alla luce!' 'L'empio - ha aggiunto - colui che non agisce secondo Dio, confida nel proprio potere, ma si appoggia su una realtà fragile e inconsistente, perciò si piegherà, è destinato a cadere'. Concludendo l'omelia Benedetto XVI ha poi invitato i siciliani a guardare a persone come Don Pino Pugliusi. Possano - ha esortato - 'alimentare in ciascuno il desiderio di proclamare, con le parole e con le opere, la presenza e l’amore di Cristo. Popolo di Sicilia, guarda con speranza al tuo futuro!'.
sabato 26 dicembre 2009
26 dicembre 2009 - Il Papa: 'L'amore non si arrende al male'
Tradizionale Angelus di Santo Stefano, quello recitato stamane da Benedetto XVI. 'La testimonianza di Stefano, come quella dei martiri cristiani - ha detto il Papa - indica ai nostri contemporanei spesso distratti e disorientati, su chi debbano porre la propria fiducia per dar senso alla vita. Il martire, infatti, è colui che muore con la certezza di sapersi amato da Dio e, nulla anteponendo all’amore di Cristo, sa di aver scelto la parte migliore'. 'Egli, come il suo Maestro -ha continuato Papa Benedetto - muore perdonando i propri persecutori e ci fa comprendere come l’ingresso del Figlio di Dio nel mondo dia origine ad una nuova civiltà, la civiltà dell’amore, che non si arrende di fronte al male e alla violenza e abbatte le barriere tra gli uomini, rendendoli fratelli nella grande famiglia dei figli di Dio'. 'La Festa di santo Stefano - ha ancora aggiunto il Pontefice - ci ricorda anche i tanti credenti, che in varie parti del mondo, sono sottoposti a prove e sofferenze a causa della loro fede. Affidandoli alla sua celeste protezione, impegniamoci a sostenerli con la preghiera e a non venir mai meno alla nostra vocazione cristiana, ponendo sempre al centro della nostra vita Gesù Cristo, che in questi giorni contempliamo nella semplicità e nell’umiltà del presepe'. Anche oggi dal Papa, infine, un pensiero all'Italia. 'Il Natale - ha auspicato Benedetto XVI - possa suscitare in tutti un rinnovato impegno di amore vicendevole e di reciproca comprensione, affinchè all’interno delle famiglie e dell’intera Nazione si viva quel clima di intesa e di comunione che tanto giova al bene comune'.
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martedì 8 dicembre 2009
8 dicembre 2009 - Il Papa bacchetta i media
In occasione del tradizionale omaggio alla statua della Madonna in piazza di Spagna, a Roma, nel giorno della Solennità dell'Immacolata Concezione Benedetto XVI ha rivolto una 'bacchettata' ai mezzi di informazione. 'Ogni giorno - ha detto il Papa - attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono. Per questo la città ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di Dio, ci ricorda la vittoria della Grazia sul peccato, e ci induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili'. Nella città - ha aggiunto Papa Benedetto - vivono – o sopravvivono – persone invisibili, che ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi, e vengono sfruttate fino all’ultimo, finché la notizia e l’immagine attirano l’attenzione. E’ un meccanismo perverso, al quale purtroppo si stenta a resistere. La città prima nasconde e poi espone al pubblico. Senza pietà, o con una falsa pietà. C’è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perché ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto'. Dal Pontefice poi un omaggio a quanti lavorano, in silenzio e senza clamore, per il bene comune. 'Voglio rendere omaggio pubblicamente - ha scandito Benedetto XVI - a tutti coloro che in silenzio, non a parole ma con i fatti, si sforzano di praticare questa legge evangelica dell’amore, che manda avanti il mondo. Sono tanti, anche qui a Roma, e raramente fanno notizia. Uomini e donne di ogni età, che hanno capito che non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società'.
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