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lunedì 22 agosto 2011

21 aprile 2011 - Il Papa: 'Giovanni Paolo II grande testimone di Dio'

Presiedendo la Messa Crismale del Giovedì Santo e spiegando il significati degli Oli il Papa ha colto l’occasione per ‘ringraziare una volta tanto le sorelle e i fratelli che in tutto il mondo portano un amore risanatore agli uomini, senza badare alla loro posizione o confessione religiosa’ Da Benedetto XVI un grazie a ‘tutti coloro che, in virtù della fede e dell’amore, si mettono a fianco dei sofferenti, dando con ciò, in definitiva, testimonianza della bontà propria di Dio. L’olio per l’Unzione degli infermi è segno di quest’olio della bontà del cuore, che queste persone – insieme con la loro competenza professionale – portano ai sofferenti. Senza parlare di Cristo, Lo manifestano’. Il Pontefice ha poi osservato che ‘nonostante tutta la vergogna per i nostri errori, non dobbiamo, però, dimenticare che anche oggi esistono esempi luminosi di fede; che anche oggi vi sono persone che, mediante la loro fede e il loro amore, danno speranza al mondo’. Su tutte spicca – ha concluso il Papa – Karol Wojtyla. ‘Quando il prossimo 1o maggio – ha detto - verrà beatificato Papa Giovanni Paolo II, penseremo pieni di gratitudine a lui quale grande testimone di Dio e di Gesù Cristo nel nostro tempo, quale uomo colmato di Spirito Santo. Insieme con lui pensiamo al grande numero di coloro che egli ha beatificato e canonizzato e che ci danno la certezza che la promessa di Dio e il suo incarico anche oggi non cadono nel vuoto’.

domenica 6 febbraio 2011

6 febbraio 2011 - Il Papa: 'Far crescere la cultura della vita'

Parlando, nel corso dell’Angelus, della prossima Giornata Mondiale del Malato il Papa ha spiegato che ‘Dio si oppone radicalmente alla prepotenza del male. Il Signore si prende cura dell’uomo in ogni situazione, condivide la sofferenza e apre il cuore alla speranza’. Benedetto XVI ha esortato ‘tutti gli operatori sanitari a riconoscere nell’ammalato non solo un corpo segnato dalla fragilità, ma prima di tutto una persona, alla quale donare tutta la solidarietà e offrire risposte adeguate e competenti’. Il Pontefice ha poi ricordato la Giornata per la Vita auspicando ‘che tutti si impegnino per far crescere la cultura della vita, per mettere al centro, in ogni circostanza, il valore dell’essere umano. Secondo la fede e la ragione la dignità della persona è irriducibile alle sue facoltà o alle capacità che può manifestare, e pertanto non viene meno quando la persona stessa è debole, invalida e bisognosa di aiuto’. Infine da Papa Benedetto un appello per l’Egitto, scosso da violente proteste interne. ‘Chiedo a Dio – la preghiera del Pontefice - che quella Terra, benedetta dalla presenza della Santa Famiglia, ritrovi la tranquillità e la pacifica convivenza, nell’impegno condiviso per il bene comune’.

domenica 30 gennaio 2011

30 gennaio 2011 - Il Papa: 'Pace per il Medio Oriente'

‘Le Beatitudini sono un nuovo programma di vita, per liberarsi dai falsi valori del mondo e aprirsi ai veri beni, presenti e futuri. Quando, infatti, Dio consola, sazia la fame di giustizia, asciuga le lacrime degli afflitti, significa che, oltre a ricompensare ciascuno in modo sensibile, apre il Regno dei Cieli’. Lo ha detto il Papa nel corso della recita dell’Angelus, al termine della quale ha ricordato la ricorrenza della Giornata mondiale dei malati di lebbra. Una malattia – ha detto Benedetto XVI – che ‘purtroppo colpisce ancora molte persone in condizione di grave miseria. A tutti i malati assicuro una speciale preghiera, che estendo a quanti li assistono e, in diversi modi, si impegnano a sconfiggere il morbo di Hansen’. Il Pontefice ha infine ricordato anche la Giornata internazionale di intercessione per la pace in Terra Santa. ‘Mi associo al Patriarca Latino di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa – ha concluso - nell’invitare tutti a pregare il Signore affinché faccia convergere le menti e i cuori a concreti progetti di pace’.

mercoledì 5 gennaio 2011

5 gennaio 2011 - Il Papa: 'Riscattare il Natale dal sentimentalismo'

'Occorre riscattare questo tempo natalizio da un rivestimento troppo moralistico e sentimentale'. E' l'auspicio di Benedetto XVI espresso nel corso dell'odierna Udienza Generale, la prima del 2011. 'La festa del Natale - ha aggiunto il Papa - affascina oggi come una volta, più di altre grandi feste della Chiesa, perchè tutti in qualche modo intuiscono che la nascita di Gesù ha a che fare con le aspirazioni e le speranze piu' profonde dell'uomo'. Guardando in quest'ottica, ha concluso il Pontefice, 'le luci degli addobbi natalizi possono diventare piuttosto un riflesso della Luce che si è accesa con l'incarnazione di Dio'. Nel pomeriggio Papa Benedetto si è recato al Policlinico Gemelli per visitare i bambini ricoverati. 'Voglio dirvi - ha detto il Papa - che vi voglio bene e che vi sono vicino con la mia preghiera e il mio affetto, anche per darvi forza nell’affrontare la malattia'.

sabato 18 dicembre 2010

18 dicembre 2010 - Il Papa: 'Imparare ad accettare i sofferenti'

'Una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la compassione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è una società crudele e disumana'. Lo afferma Benedetto XVI nel consueto messaggio per la Giornata Mondiale del Malato, in calendario il prossimo 11 febbraio. 'La misura dell’umanità - ha aggiunto il Papa - si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Questo vale per il singolo come per la società'. E il Pontefice si rivolge anche ai governi chiedendo loro di investire in strutture sanitarie che curino soprattutto i più poveri e bisognosi.

giovedì 13 maggio 2010

13 maggio 2010 - Il Papa: 'Profezia di Fatima non è conclusa'

Il messaggio di Fatima è un monito contro gli 'egoismi di nazione, razza, ideologia'. Lo ha detto Benedetto XVI questa mattina nell'omelia pronunciata nel corso della Messa sulla Spianata del Santuario di Fatima, in occasione del X anniversario della beatificazione dei due pastorelli Giacinta e Francesco Marto. Mezzo milione i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione. Prego - ha spiegato il Papa - 'per la nostra umanità afflitta da miserie e sofferenze'. 'Si illuderebbe - ha aggiunto il Pontefice - chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. L'uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo'. Concludendo il rito Papa Benedetto ha voluto incontrare i malati. 'Potrai superare - ha auspicato il Pontefice - la sensazione di inutilità della sofferenza che consuma la persona nell'intimo di se stessa e la fa sentire un peso per gli altri, quando, in verità, la sofferenza, vissuta con Gesù, serve per la salvezza dei fratelli'.

domenica 2 maggio 2010

2 maggio 2010 - Il Papa in ginocchio davanti alla Sindone

'So che anche a Torino non mancano difficoltà, problemi, preoccupazioni: penso, in particolare a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell'incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale; penso alle famiglie, ai giovani, alle persone anziane che spesso vivono la solitudine, agli emarginati, agli immigrati'. Lo ha detto il Papa stamane nel corso dell'omelia pronunciata durante la Messa in piazza San Carlo, a Torino dove si è recato in visita pastorale. 'Desidero incoraggiare - ha aggiunto Benedetto XVI - lo sforzo, spesso difficile, di chi è chiamato ad amministarre la cosa pubblica. La collaborazione per perseguire il bene comune e rendere la città sempre più umana e vivibile è un segno che il pensiero cristiano sull'uomo non è mai contro contro la sua libertà, ma in favore di una maggiore pienezza che solo in una 'civiltà dell'amorè trova la sua realizzazione'. Nel pomeriggio l'incontro con i giovani ai quali Papa Benedetto invitati a 'vivere' e non a 'vivacchiare'. Poi l'omaggio alla Sindone, il telo di lino che secondo la tradizione avvolse il corpo di Gesù crocifisso. 'Questo è per me - ha confessato il Pontefice - un momento molto atteso. In un'altra occasione mi sono trovato davanti alla sacra Sindone, ma questa volta vivo questo pellegrinaggio e questa sosta con particolare intensità: forse perchè il passare degli anni mi rende ancora più sensibile al messaggio di questa straordinaria Icona. Forse e direi soprattutto perchè sono qui come Successore di Pietro e porto nel cuore tutta la Chiesa, anzi tutta l'umanità. Ringrazio Dio per il dono di questo pellegrinaggio'. Prima del rientro in Vaticano la tappa al Cottolengo per incontrare i malati. 'Non sentitevi estranei al destino del mondo - ha detto il Pontefice agli ospiti della Piccola Casa - ma sentitevi tessere preziose di un bellissimo mosaico che Dio, come grande artista, va formando giorno per giorno anche attraverso il vostro contributo'.

giovedì 11 febbraio 2010

11 febbraio 2010 - Il Papa: 'Malati protagonisti nella Chiesa'

'I malati e tutti i sofferenti sono nella Chiesa non solo destinatari di attenzione e di cura, ma prima ancora e soprattutto protagonisti del pellegrinaggio della fede e della speranza, testimoni dei prodigi dell'amore, della gioia pasquale che fiorisce dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo'. Lo ha detto Benedetto XVI nell'omelia pronunciata nel corso della Messa, presieduta in San Pietro, in occasione della Giornata del Malato e del 25° anniversario di istituzione del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute. Il Papa ha sottolineato come 'la misura dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Questo - ha aggiunto il Pontefice - vale per il singolo come per la società'. Presente in Basilica anche il ministro della Salute Ferruccio Fazio.

giovedì 3 dicembre 2009

3 dicembre 2009 - Malati, il Papa: 'La Chiesa dimostri impegno capillare'

Pubblicato questa mattina il messaggio di Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale del Malato, in programma il prossimo 11 febbraio. 'La Chiesa intende - scrive il Papa - sensibilizzare capillarmente la comunità ecclesiale circa l’importanza del servizio pastorale nel vasto mondo della salute, servizio che fa parte integrante della sua missione'. Ricordando l'esempio di Gesu' con l'episodio evangelico della lavanda dei piedi Papa Benedetto sollecita i cristiani 'a rivivere, in contesti diversi e sempre nuovi, la parabola del buon Samaritano'. Cristo - prosegue il Pontefice nel suo messaggio - 'esorta a chinarci sulle ferite del corpo e dello spirito di tanti nostri fratelli e sorelle che incontriamo sulle strade del mondo; ci aiuta a comprendere che, con la grazia di Dio accolta e vissuta nella vita di ogni giorno, l’esperienza della malattia e della sofferenza può diventare scuola di speranza'. Benedetto XVI in conclusione, non rinuncia ad un nuovo appello in difesa della vita. 'Mi preme aggiungere che, nell’attuale momento storico-culturale, si avverte anche più l’esigenza di una presenza ecclesiale attenta e capillare accanto ai malati, come pure di una presenza nella società capace di trasmettere in maniera efficace i valori evangelici a tutela della vita umana in tutte le fasi, dal suo concepimento alla sua fine naturale'.

domenica 29 novembre 2009

29 novembre 2009 - Il Papa: 'Moltiplicare gli sforzi contro l'AIDS'

Appello di Benedetto XVI a lavorare per debellare l'Aids. Il Papa - durante l'Angelus odierno - ha ricordato che martedì si celebrerà la Giornata mondiale contro l'Aids. 'Il mio pensiero e la mia preghiera - ha detto il Pontefice - vanno ad ogni persona colpita da questa malattia, in particolare ai bambini, ai più poveri, a quanti sono rifiutati. La Chiesa non cessa di prodigarsi per combattere l’AIDS, attraverso le sue istituzioni e il personale a ciò dedicato. Esorto tutti a dare il proprio contributo con la preghiera e l’attenzione concreta, affinché quanti sono affetti dal virus HIV sperimentino la presenza del Signore che dona conforto e speranza. Auspico infine che, moltiplicando e coordinando gli sforzi, si giunga a fermare e debellare questa malattia'. Benedetto XVI poi ha parlato anche del Crocifisso salutando i partecipanti 'alla marcia promossa dal Movimento dell’Amore Familiare per manifestare profondo amore al Crocifisso, riconoscendone il valore religioso, storico e culturale'. In precedenza il Papa si era rivolto a credenti e non credenti ricordando 'che Gesù Cristo non riguarda solo i cristiani, o solo i credenti, ma tutti gli uomini, perché Egli, che è il centro della fede, è anche il fondamento della speranza. E della speranza ogni essere umano ha costantemente bisogno'.

venerdì 20 novembre 2009

20 novembre 2009 - Il Papa: 'Esiste la sordità dello spirito'

Ricevendo in Udienza i partecipanti al convegno 'Effatà, la persona sorda nella vita della Chiesa' promosso dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Benedetto XVI ha osservato come 'Gesu' non sana solo la sordità fisica, ma indica che esiste un'altra forma di sordità da cui l'umanità deve guarire, anzi da cui deve essere salvata: e' la sordità dello spirito, che alza barriere sempre piu' alte alla voce di Dio e del prossimo, specialmente al grido di aiuto degli ultimi e dei sofferenti, e rinchiude l'uomo in un profondo e rovinoso egoismo'. Il Papa ha poi parlato anche della sordità fisica, rilevando come 'purtroppo l'esperienza non sempre attesta gesti di solerte accoglienza, di convinta solidarietà e di calorosa comunione verso le persone non udenti'. Esiste dunque, ha denunciato ancora Papa Benedetto 'una mai sopita cultura segnata da pregiudizi e discriminazioni', atteggiamenti 'deplorevoli e ingiustificabili - ha concluso il Pontefice - perchè contrari al rispetto per la dignità della persona non udente e alla sua piena integrazione sociale'