Visitando la Fondazione "Instituto San José" di Madrid che si occupa di giovani diversamente abili, il Papa ha ricordato citando l’Enciclica Spe Salvi che ‘una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la com-passione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente, è una società crudele e disumana’. Riferendosi a coloro che aiutano i ragazzi meno fortunati Benedetto XVI ha spiegato che la loro ‘vita e dedizione proclamano la grandezza alla quale è chiamato l’uomo: avere compassione e accompagnare per amore chi soffre, come ha fatto Dio’. ‘La nostra società, nella quale troppo spesso si pone in dubbio la dignità inestimabile della vita, di ogni vita – ha concluso Papa Benedetto - necessita di voi: voi contribuite decisamente a edificare la civiltà dell’amore. Ancora di più, siete protagonisti di questa civilizzazione. E come figli della Chiesa offrite al Signore le vostre vite, con le sue pene e le sue gioie, collaborando con Lui ed entrando così a far parte in qualche modo del tesoro di compassione di cui il genere umano ha bisogno’.
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sabato 24 settembre 2011
20 agosto 2011 - GMG. Il Papa: 'Una società che non accetta i sofferenti è disumana'
Visitando la Fondazione "Instituto San José" di Madrid che si occupa di giovani diversamente abili, il Papa ha ricordato citando l’Enciclica Spe Salvi che ‘una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la com-passione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente, è una società crudele e disumana’. Riferendosi a coloro che aiutano i ragazzi meno fortunati Benedetto XVI ha spiegato che la loro ‘vita e dedizione proclamano la grandezza alla quale è chiamato l’uomo: avere compassione e accompagnare per amore chi soffre, come ha fatto Dio’. ‘La nostra società, nella quale troppo spesso si pone in dubbio la dignità inestimabile della vita, di ogni vita – ha concluso Papa Benedetto - necessita di voi: voi contribuite decisamente a edificare la civiltà dell’amore. Ancora di più, siete protagonisti di questa civilizzazione. E come figli della Chiesa offrite al Signore le vostre vite, con le sue pene e le sue gioie, collaborando con Lui ed entrando così a far parte in qualche modo del tesoro di compassione di cui il genere umano ha bisogno’.
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lunedì 22 agosto 2011
21 aprile 2011 - Il Papa: 'Giovanni Paolo II grande testimone di Dio'
Presiedendo la Messa Crismale del Giovedì Santo e spiegando il significati degli Oli il Papa ha colto l’occasione per ‘ringraziare una volta tanto le sorelle e i fratelli che in tutto il mondo portano un amore risanatore agli uomini, senza badare alla loro posizione o confessione religiosa’ Da Benedetto XVI un grazie a ‘tutti coloro che, in virtù della fede e dell’amore, si mettono a fianco dei sofferenti, dando con ciò, in definitiva, testimonianza della bontà propria di Dio. L’olio per l’Unzione degli infermi è segno di quest’olio della bontà del cuore, che queste persone – insieme con la loro competenza professionale – portano ai sofferenti. Senza parlare di Cristo, Lo manifestano’. Il Pontefice ha poi osservato che ‘nonostante tutta la vergogna per i nostri errori, non dobbiamo, però, dimenticare che anche oggi esistono esempi luminosi di fede; che anche oggi vi sono persone che, mediante la loro fede e il loro amore, danno speranza al mondo’. Su tutte spicca – ha concluso il Papa – Karol Wojtyla. ‘Quando il prossimo 1o maggio – ha detto - verrà beatificato Papa Giovanni Paolo II, penseremo pieni di gratitudine a lui quale grande testimone di Dio e di Gesù Cristo nel nostro tempo, quale uomo colmato di Spirito Santo. Insieme con lui pensiamo al grande numero di coloro che egli ha beatificato e canonizzato e che ci danno la certezza che la promessa di Dio e il suo incarico anche oggi non cadono nel vuoto’.
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sabato 18 dicembre 2010
18 dicembre 2010 - Il Papa: 'Imparare ad accettare i sofferenti'
'Una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la compassione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è una società crudele e disumana'. Lo afferma Benedetto XVI nel consueto messaggio per la Giornata Mondiale del Malato, in calendario il prossimo 11 febbraio. 'La misura dell’umanità - ha aggiunto il Papa - si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Questo vale per il singolo come per la società'. E il Pontefice si rivolge anche ai governi chiedendo loro di investire in strutture sanitarie che curino soprattutto i più poveri e bisognosi.
giovedì 11 febbraio 2010
11 febbraio 2010 - Il Papa: 'Malati protagonisti nella Chiesa'
'I malati e tutti i sofferenti sono nella Chiesa non solo destinatari di attenzione e di cura, ma prima ancora e soprattutto protagonisti del pellegrinaggio della fede e della speranza, testimoni dei prodigi dell'amore, della gioia pasquale che fiorisce dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo'. Lo ha detto Benedetto XVI nell'omelia pronunciata nel corso della Messa, presieduta in San Pietro, in occasione della Giornata del Malato e del 25° anniversario di istituzione del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute. Il Papa ha sottolineato come 'la misura dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Questo - ha aggiunto il Pontefice - vale per il singolo come per la società'. Presente in Basilica anche il ministro della Salute Ferruccio Fazio.
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