In visita a Lamezia Terme, in Calabria, Benedetto XVI – dinanzi a 40.000 fedeli – ha presieduto la Messa nella Zona ex Sir. Qui ‘come in tutta la Calabria – ha ammesso il Papa - non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni. Se osserviamo questa bella regione, riconosciamo in essa una terra sismica non solo dal punto di vista geologico, ma anche da un punto di vista strutturale, comportamentale e sociale; una terra, cioè, dove i problemi si presentano in forme acute e destabilizzanti; una terra dove la disoccupazione è preoccupante, dove una criminalità spesso efferata, ferisce il tessuto sociale, una terra in cui si ha la continua sensazione di essere in emergenza’. Il popolo calabrese – ha detto il Pontefice – saprà rispondere a tutto ciò. ‘Sono certo – ha aggiunto Papa Ratzinger - che saprete superare le difficoltà di oggi per preparare un futuro migliore. Non cedete mai alla tentazione del pessimismo e del ripiegamento su voi stessi. Fate appello alle risorse della vostra fede e delle vostre capacità umane; sforzatevi di crescere nella capacità di collaborare, di prendersi cura dell’altro e di ogni bene pubblico, custodite l’abito nuziale dell’amore; perseverate nella testimonianza dei valori umani e cristiani così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione’. Dal Papa anche un incoraggiamento ai cattolici ad impegnarsi in politica. Auspico – ha concluso Benedetto XVI – ‘una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune’.
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domenica 9 ottobre 2011
9 ottobre 2011 - Il Papa: 'I cattolici si impegnino in politica'
In visita a Lamezia Terme, in Calabria, Benedetto XVI – dinanzi a 40.000 fedeli – ha presieduto la Messa nella Zona ex Sir. Qui ‘come in tutta la Calabria – ha ammesso il Papa - non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni. Se osserviamo questa bella regione, riconosciamo in essa una terra sismica non solo dal punto di vista geologico, ma anche da un punto di vista strutturale, comportamentale e sociale; una terra, cioè, dove i problemi si presentano in forme acute e destabilizzanti; una terra dove la disoccupazione è preoccupante, dove una criminalità spesso efferata, ferisce il tessuto sociale, una terra in cui si ha la continua sensazione di essere in emergenza’. Il popolo calabrese – ha detto il Pontefice – saprà rispondere a tutto ciò. ‘Sono certo – ha aggiunto Papa Ratzinger - che saprete superare le difficoltà di oggi per preparare un futuro migliore. Non cedete mai alla tentazione del pessimismo e del ripiegamento su voi stessi. Fate appello alle risorse della vostra fede e delle vostre capacità umane; sforzatevi di crescere nella capacità di collaborare, di prendersi cura dell’altro e di ogni bene pubblico, custodite l’abito nuziale dell’amore; perseverate nella testimonianza dei valori umani e cristiani così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione’. Dal Papa anche un incoraggiamento ai cattolici ad impegnarsi in politica. Auspico – ha concluso Benedetto XVI – ‘una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune’.
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martedì 27 settembre 2011
11 settembre 2011 - Il Papa: 'Senza Dio pietre al posto del pane!'
Giunto ad Ancona per la conclusione del del 25.mo Congresso Eucaristico Nazionale, Benedetto XVI ha presieduto la messa al Cantiere Navale della città marchigiana. Qui il Papa ha usato parole nette per condannare le ideologie del passato, ed in un certo senso anche quelle dell'oggi. 'Dopo aver messo da parte Dio, o averlo tollerato come una scelta privata che non deve interferire con la vita pubblica - ha osservato il Pontefice - certe ideologie hanno puntato a organizzare la società con la forza del potere e dell’economia. La storia ci dimostra, drammaticamente, come l’obiettivo di assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione si sia risolto in un dare agli uomini pietre al posto del pane'. E' necessario dunque secondo Papa Ratzinger 'recuperare e riaffermare il primato di Dio' ripartendo 'dall’Eucaristia: qui Dio si fa così vicino da farsi nostro cibo, qui Egli si fa forza nel cammino spesso difficile, qui si fa presenza amica che trasforma'. L'Eucarestia - ha aggiunto Benedetto XVI - 'ci strappa dal nostro individualismo; ci unisce intimamente ai fratelli in quel mistero di comunione che è la Chiesa. Una spiritualità eucaristica è vero antidoto all’individualismo e all’egoismo che spesso caratterizzano la vita quotidiana, porta alla riscoperta della gratuità, della centralità delle relazioni, a partire dalla famiglia, con particolare attenzione a lenire le ferite di quelle disgregate'. Secondo il Papa, infine, 'una spiritualità eucaristica è via per restituire dignità ai giorni dell’uomo e quindi al suo lavoro, nella ricerca della sua conciliazione con i tempi della festa e della famiglia e nell’impegno a superare l’incertezza del precariato e il problema della disoccupazione. Una spiritualità eucaristica ci aiuterà anche ad accostare le diverse forme di fragilità umana consapevoli che esse non offuscano il valore della persona, ma richiedono prossimità, accoglienza e aiuto'.
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venerdì 14 gennaio 2011
14 gennaio 2011 - Il Papa: 'La politica sostenga la famiglia'
Ricevendo come ogni inizio anno gli Amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma Benedetto XVI ha ribadito l'importanza della famiglia 'cellula originaria della società, fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna'. Tale istituzione dunque - ha esortato il Papa - 'deve essere sostenuta da politiche organiche che non si limitino a proporre soluzioni ai problemi contingenti, ma abbiano come scopo il suo consolidamento e sviluppo e siano accompagnate da un’adeguata opera educativa'. Al contrario, ha ancora aggiunto il Pontefice, 'approvare forme di unione che snaturano l’essenza e il fine della famiglia, finisce per penalizzare quanti, non senza fatica, si impegnano a vivere legami affettivi stabili, giuridicamente garantiti e pubblicamente riconosciuti'. Dopo aver chiesto di fare tutto il possibile per 'aiutare le donne a superare le cause che possono indurre ad interrompere la gravidanza', Papa Ratzinger ha parlato anche della crisi economica sottolineando come la disoccupazione giovanile 'viene sfruttata dalle organizzazioni criminali per proporre attività illecite. È dunque urgente che, pur nel difficile momento, si faccia ogni sforzo per promuovere politiche occupazionali, che possano garantire un lavoro e un sostentamento dignitoso, condizione indispensabile per dare vita a nuove famiglie'.
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domenica 4 luglio 2010
4 luglio 2010 - Il Papa a Sulmona: 'Vicino a precari e terremotati'
'So bene che anche a Sulmona non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni: penso, in particolare, a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell'incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale e - come ha ricordato il Vescovo - del senso di smarrimento dovuto al sisma del 6 aprile 2009. A tutti voglio assicurare la mia vicinanza ed il mio ricordo nella preghiera, mentre incoraggio a perseverare nella testimonianza dei valori umani e cristiani così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione'. Lo ha detto Benedetto XVI questa mattina celebrando la Messa a Sulmona, in Abruzzo, meta della sua visita pastorale per rendere omaggio alle spoglie di Papa Celestino V. Nell'omelia il Pontefice non ha mancato di fare riferimento ai temi dell'ambiente, da lui stesso più volte difeso. Tutti noi - ha detto - siamo 'responsabili del proprio futuro, come pure di quello degli altri, anche rispettando e custodendo la creazione, frutto e segno dell'Amore di Dio'. Parlando poi durante l'Angelus Papa Benedetto ha voluto invitare i fedeli alla sobrietà. 'Anche noi, che viviamo in un'epoca di maggiori comodità e possibilità, siamo chiamati - ha osservato - ad apprezzare uno stile di vita sobrio, per conservare più liberi la mente ed il cuore e per poter condividere i beni con i fratelli'. Nel pomeriggio l'incontro tra il Pontefice e cinque detenuti del locale carcere, noto per il tasso elevato di suicidi. 'Vi auguro di cuore - l'auspicio di Benedetto XVI - che possiate trovare la vostra via e dare un contributo alla società secondo le vostre capacità e i doni che Dio vi ha dato'.
domenica 2 maggio 2010
2 maggio 2010 - Il Papa in ginocchio davanti alla Sindone
'So che anche a Torino non mancano difficoltà, problemi, preoccupazioni: penso, in particolare a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell'incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale; penso alle famiglie, ai giovani, alle persone anziane che spesso vivono la solitudine, agli emarginati, agli immigrati'. Lo ha detto il Papa stamane nel corso dell'omelia pronunciata durante la Messa in piazza San Carlo, a Torino dove si è recato in visita pastorale. 'Desidero incoraggiare - ha aggiunto Benedetto XVI - lo sforzo, spesso difficile, di chi è chiamato ad amministarre la cosa pubblica. La collaborazione per perseguire il bene comune e rendere la città sempre più umana e vivibile è un segno che il pensiero cristiano sull'uomo non è mai contro contro la sua libertà, ma in favore di una maggiore pienezza che solo in una 'civiltà dell'amorè trova la sua realizzazione'. Nel pomeriggio l'incontro con i giovani ai quali Papa Benedetto invitati a 'vivere' e non a 'vivacchiare'. Poi l'omaggio alla Sindone, il telo di lino che secondo la tradizione avvolse il corpo di Gesù crocifisso. 'Questo è per me - ha confessato il Pontefice - un momento molto atteso. In un'altra occasione mi sono trovato davanti alla sacra Sindone, ma questa volta vivo questo pellegrinaggio e questa sosta con particolare intensità: forse perchè il passare degli anni mi rende ancora più sensibile al messaggio di questa straordinaria Icona. Forse e direi soprattutto perchè sono qui come Successore di Pietro e porto nel cuore tutta la Chiesa, anzi tutta l'umanità. Ringrazio Dio per il dono di questo pellegrinaggio'. Prima del rientro in Vaticano la tappa al Cottolengo per incontrare i malati. 'Non sentitevi estranei al destino del mondo - ha detto il Pontefice agli ospiti della Piccola Casa - ma sentitevi tessere preziose di un bellissimo mosaico che Dio, come grande artista, va formando giorno per giorno anche attraverso il vostro contributo'.
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domenica 19 luglio 2009
19 luglio 2009- Il Papa ai disoccupati: 'Coraggio!'
Il polso destro fratturato, operato ed ingessato non ferma Benedetto XVI che stamane si è recato a Romano Canavese - paese natale del Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone - per recitare l'Angelus. In buona forma e di ottimo umore, il Papa ha scherzato sulla sua disavventura. 'Sono un po' limitato nella mia agilità, ma il mio cuore è pieno di gioia', ha detto il Pontefice che poi si è rivolto a coloro i quali hanno perso il lavoro in questo periodo di crisi economica. 'So che qui, nella zona di Ivrea, molte famiglie sperimentano una situazione di difficoltà economiche a causa della carenza di occupazioni lavorative. Su questo problema sono intervenuto più volte ed ho voluto affrontarlo più approfonditamente nella recente enciclica Caritas in veritate. Cari amici - ha esortato il Papa - non scoraggiatevi. La Provvidenza aiuta sempre chi opera il bene e si impegna per la giustizia; aiuta quanti non pensano solo a sé, ma anche a chi sta peggio di loro'. Un pensiero Benedetto XVI lo ha rivolto poi ai giovani. 'La gioventù - ha osservato il Papa - è piena di risorse, ma va aiutata a vincere la tentazione di vie facili e illusorie, per trovare la strada della Vita vera e piena'. Al termine dell'Angelus il rientro a Les Combes, dove Benedetto XVI sta trascorrendo le vacanze.
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