Visualizzazione post con etichetta Violenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Violenza. Mostra tutti i post

mercoledì 12 ottobre 2011

12 ottobre 2011 - Il Papa condanna la strage dei copti egiziani

All’indomani del massacro di numerosi cristiani copti in Egitto Benedetto XVI, al termine dell’Udienza Generale, si è detto ‘profondamente rattristato dagli episodi di violenza, che sono stati commessi’. Dopo aver espresso il dolore per l’accaduto il Papa si è unito al ‘popolo egiziano, lacerato dai tentativi di minare la coesistenza pacifica fra le sue comunità, che è invece essenziale salvaguardare, soprattutto in questo momento di transizione’. ‘Esorto i fedeli – ha concluso - a pregare affinché quella società goda di una vera pace, basata sulla giustizia, sul rispetto della libertà e della dignità di ogni cittadino. Inoltre, sostengo gli sforzi delle autorità egiziane, civili e religiose, in favore di una società nella quale siano rispettati i diritti umani di tutti e, in particolare, delle minoranze, a beneficio dell’unità nazionale’.

lunedì 26 settembre 2011

10 settembre 2011 - Il Papa ricorda l'11/9

In occasione del decimo anniversario degli attentati terroristici dell’11 settembre, Benedetto XVI ha inviato un messaggio all’Arcivescovo di New York Mons. Timothy Dolan. ‘La tragedia di quel giorno – ha scritto il Papa - è resa ancor più grave dalla rivendicazione dei suoi autori di agire in nome di Dio. Ancora una volta, bisogna affermare senza equivoci che nessuna circostanza può mai giustificare atti di terrorismo. Ogni vita umana è preziosa allo sguardo di Dio e non bisognerebbe lesinare alcuno sforzo nel tentativo di promuovere nel mondo un rispetto autentico per i diritti inalienabili e la dignità degli individui e dei popoli ovunque’. ‘Prego con fervore – ha concluso il Pontefice - affinché un fermo impegno per la giustizia e per una cultura globale di solidarietà aiuti a liberare il mondo dal rancore che così spesso scatena atti di violenza e crei le condizioni per una pace e una prosperità maggiori, offrendo un futuro più luminoso e più sicuro’.

venerdì 23 settembre 2011

24 luglio 2011 - Il Papa: 'Abbandonare la via dell'odio'

Anche all'Angelus Benedetto XVI è tornato a parlare delle stragi di pochi giorni fa in Norvegia. 'Ancora una volta purtroppo - ha detto il Papa - giungono notizie di morte e di violenza. Proviamo tutti un profondo dolore per i gravi atti terroristici accaduti venerdì scorso in Norvegia'. 'Preghiamo - ha concluso il Pontefice - per le vittime, per i feriti e per i loro cari. A tutti voglio ancora ripetere l’accorato appello ad abbandonare per sempre la via dell’odio e a fuggire dalle logiche del male'.

domenica 21 agosto 2011

27 marzo 2011 - Il Papa: 'Alle Fosse Ardeatine offesa gravissima a Dio'

Toccante visita del Papa al Sacrario delle Fosse Ardeatine, teatro di uno dei tanti eccidi nazisti nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Il tedesco Joseph Ratzinger ha utilizzato parole forti e chiare. ‘Ciò che qui è avvenuto il 24 marzo 1944 – ha detto Benedetto XVI – è offesa gravissima a Dio, perché è la violenza deliberata dell’uomo sull’uomo. E’ l’effetto più esecrabile della guerra, di ogni guerra, mentre Dio è vita, pace, comunione’. Il Pontefice ha poi ricordato che ‘dovunque sia, in ogni continente, a qualunque popolo appartenga, l’uomo è figlio di quel Padre che è nei cieli, è fratello di tutti in umanità. Ma questo essere figlio e fratello non è scontato. Lo dimostrano purtroppo anche le Fosse Ardeatine. Bisogna volerlo, bisogna dire sì al bene e no al male. Bisogna credere nel Dio dell’amore e della vita, e rigettare ogni altra falsa immagine divina, che tradisce il suo santo Nome e tradisce di conseguenza l’uomo, fatto a sua immagine’.

domenica 2 gennaio 2011

2 gennaio 2011 - Il Papa condanna la strage di Alessandria

'Questo vile gesto di morte, come quello di mettere bombe ora anche vicino alle case dei cristiani in Iraq per costringerli ad andarsene, offende Dio e l’umanità intera, che proprio ieri ha pregato per la pace e ha iniziato con speranza un nuovo anno'. Lo ha detto Benedetto XVI questa mattina nel corso dell'Angelus riferendosi alla strage di Alessandria d'Egitto, in cui - la notte di Capodanno - sono rimasti uccisi 21 cristiani copti. 'Davanti a questa strategia di violenze che ha di mira i cristiani, e ha conseguenze su tutta la popolazione - ha aggiunto un Papa preoccupato - prego per le vittime e i familiari, e incoraggio le comunità ecclesiali a perseverare nella fede e nella testimonianza di non violenza che ci viene dal Vangelo'. 'Rimaniamo uniti in Cristo, nostra speranza e nostra pace!', è stato l'appello conclusivo del Pontefice.

sabato 1 gennaio 2011

1 gennaio 2011 - Il Papa ai governanti: 'Difendete i cristiani'

'Di fronte alle minacciose tensioni del momento, specialmente alle discriminazioni, ai soprusi e alle intolleranze religiose, che colpiscono in modo particolare i cristiani, ancora una volta rivolgo un pressante invito a non cedere allo sconforto e alla rassegnazione'. Benedetto XVI esprime solidarietà ai cristiani che in diverse parti del mondo subiscono soprusi e persecuzione e lo fa nel giorno in cui si celebra la 44/ma Giornata Mondiale della Pace e all'indomani della strage di Alessandria d'Egitto, dove sono rimasti uccisi 21 copti. Il Papa si rivolge poi direttamente ai governi chiedendo loro di difendere i cristiani. 'Non bastano le parole. Occorre l’impegno dei responsabili delle nazioni', l'appello del Pontefice. Parlando della libertà religiosa Papa Ratzinger sottolinea come essa sia 'elemento imprescindibile di uno Stato di diritto; non la si può negare senza intaccare nel tempo tutti i diritti e le libertà fondamentali, essendone sintesi e vertice'. All'Angelus Benedetto XVI ha invece criticato laicismo e fondamentalismo. 'Assistiamo oggi a due tendenze opposte, due estremi entrambi negativi: da una parte il laicismo, che, in modo spesso subdolo, emargina la religione per confinarla nella sfera privata; dall’altra il fondamentalismo, che invece vorrebbe imporla a tutti con la forza'. Infine l'annuncio: ad ottobre Papa Ratzinger sarà ad Assisi per un incontro interreligioso sulle orme di Giovanni Paolo II.

domenica 26 dicembre 2010

26 dicembre 2010 - Il Papa: 'Basta alle violenze contro i cristiani'

'Ho appreso con grande tristezza l’attentato in una chiesa cattolica nelle Filippine, mentre si celebravano i riti del giorno di Natale, come pure l’attacco a chiese cristiane in Nigeria. Desidero esprimere il mio sentito cordoglio per le vittime di queste assurde violenze, e ripeto ancora una volta l’appello ad abbandonare la via dell’odio per trovare soluzioni pacifiche dei conflitti e donare alle care popolazioni sicurezza e serenità'. E' il nuovo accorato appello in difesa della libertà religiosa che Benedetto XVI ha lanciato - all'indomani del Natale - nel corso dell'odierno Angelus. 'Ricordiamo anche tutti coloro, in particolare le famiglie - ha aggiunto il Papa - che sono costretti ad abbandonare le proprie case a causa della guerra, della violenza e dell’intolleranza. Vi invito, quindi, ad unirvi a me nella preghiera per chiedere con forza al Signore che tocchi il cuore degli uomini e porti speranza, riconciliazione e pace'. E in precedenza, ricordando la festa della Santa Famiglia, il Pontefice ne aveva ribadito il valore fondamentale per la società. 'Quant’è importante - ha spiegato Papa Ratzinger - che ogni bambino, venendo al mondo, sia accolto dal calore di una famiglia! Non importano le comodità esteriori: Gesù è nato in una stalla e come prima culla ha avuto una mangiatoia, ma l’amore di Maria e di Giuseppe gli ha fatto sentire la tenerezza e la bellezza di essere amati. Di questo hanno bisogno i bambini: dell’amore del padre e della madre'.

domenica 5 dicembre 2010

5 dicembre 2010 - Il Papa: 'Il Natale porti consolazione e pace'

'Nel Tempo dell’Avvento siamo chiamati ad ascoltare la voce di Dio, che risuona nel deserto del mondo attraverso le Sacre Scritture, specialmente quando sono predicate con la forza dello Spirito Santo. La fede, infatti, si fortifica quanto più si lascia illuminare dalla Parola divina'. Lo ha detto questa mattina Benedetto XVI nel corso dell'Angelus, commentando il Vangelo della II Domenica di Avvento. Successivamente il Papa ha invitato a 'pregare per tutte le situazioni di violenza, di intolleranza, di sofferenza che ci sono nel mondo, affinché la venuta di Gesù porti consolazione, riconciliazione e pace'. Il pensiero del Pontefice è andato ai 'continui attentati che si verificano in Iraq contro cristiani e musulmani, agli scontri in Egitto in cui vi sono stati morti e feriti, alle vittime di trafficanti e di criminali, come il dramma degli ostaggi eritrei e di altre nazionalità, nel deserto del Sinai'. 'Il rispetto dei diritti di tutti - ha concluso Papa Benedetto - è il presupposto per la civile convivenza. La nostra preghiera al Signore e la nostra solidarietà possano portare speranza a coloro che si trovano nella sofferenza'.

lunedì 1 novembre 2010

1 novembre 2010 - Iraq, il Papa: 'Cessi violenza feroce'

'La santità, imprimere Cristo in sé stessi, è lo scopo della vita del cristiano'. Lo ha detto stamane il Papa in occasione dell'Angelus recitato per la Solennità di Tutti i Santi. Da Benedetto XVI anche un pensiero sulla commemorazione dei Defunti, che cade domani. 'La morte cristiana - ha ricordato il Pontefice - fa parte del cammino di assimilazione a Dio e scomparirà quando Dio sarà tutto in tutti. La separazione dagli affetti terreni è certo dolorosa, ma non dobbiamo temerla, perché essa, accompagnata dalla preghiera di suffragio della Chiesa, non può spezzare il legame profondo che ci unisce in Cristo'. Al termine dell'Angelus Benedetto XVI ha condannato l'attentato avvenuto nella cattedrale siro-cattolica di Bagdad, in Iraq. 'Prego - ha detto il Papa - per le vittime di questa assurda violenza, tanto più feroce in quanto ha colpito persone inermi, raccolte nella casa di Dio, che è casa di amore e di riconciliazione. Esprimo inoltre la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, nuovamente colpita, e incoraggio pastori e fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza. Davanti agli efferati episodi di violenza, che continuano a dilaniare le popolazioni del Medio Oriente, vorrei infine rinnovare il mio accorato appello per la pace: essa è dono di Dio, ma è anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle istituzioni nazionali e internazionali. Tutti uniscano le loro forze affinché termini ogni violenza!'.

domenica 10 ottobre 2010

10 ottobre 2010 - Il Papa apre il Sinodo per il Medio Oriente

Con una messa solenne presieduta dal Papa si è aperta stamane in Vaticano l'Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi. 177 i Padri Sinodali che hanno concelebrato. Nel corso dell'omelia Benedetto XVI ha ricordato come 'nonostante le difficoltà, i cristiani di Terra Santa sono chiamati a ravvivare la coscienza di essere pietre vive della Chiesa in Medio Oriente, presso i Luoghi santi della nostra salvezza'. E' fondamentale - ha poi ribadito il Pontefice - che i cristiani del Medio Oriente possano 'vivere dignitosamente nella propria patria'. 'Perciò - ha aggiunto Papa Benedetto - occorre favorire condizioni di pace e di giustizia, indispensabili per uno sviluppo armonioso di tutti gli abitanti della regione. Tutti dunque sono chiamati a dare il proprio contributo: la comunità internazionale, sostenendo un cammino affidabile, leale e costruttivo verso la pace; le religioni maggiormente presenti nella regione, nel promuovere i valori spirituali e culturali che uniscono gli uomini ed escludono ogni espressione di violenza. I cristiani continueranno a dare il loro contributo non soltanto con le opere di promozione sociale, quali gli istituti di educazione e di sanità, ma soprattutto con lo spirito delle Beatitudini evangeliche, che anima la pratica del perdono e della riconciliazione'. E all'Angelus, infine, il Papa ha indicato il ruolo della Chiesa nel Medio Oriente 'chiamata ad essere segno e strumento di unità e di riconciliazione'.

mercoledì 15 settembre 2010

15 settembre 2010 - Il Papa: 'Rispettare la libertà religiosa'

'Seguo con preoccupazione gli avvenimenti verificatisi in questi giorni in varie regioni dell’Asia meridionale, specialmente in India, in Pakistan ed in Afghanistan. Prego per le vittime e chiedo che il rispetto della libertà religiosa e la logica della riconciliazione e della pace prevalgano sull’odio e sulla violenza'. E' l'appello lanciato dal Papa stamane, concludendo l'Udienza Generale, all'indomani delle uccisioni di numerosi cristiani come rappresaglia per il rogo di alcune copie del Corano. In precedenza Benedetto XVI aveva parlato della figura di Santa Chiara ricordando che 'la sua testimonianza ci mostra quanto la Chiesa tutta sia debitrice a donne coraggiose e ricche di fede come lei, capaci di dare un decisivo impulso per il rinnovamento della Chiesa'.

giovedì 2 settembre 2010

2 settembre 2010: M.O., il Papa: 'Si lavori ad un accordo rispettoso delle due parti'

Mentre a Washington israeliani e palestinesi riprendono i colloqui di pace diretti anche la diplomazia vaticana cerca di fare la sua parte. Ed oggi è sceso in campo personalmente Benedetto XVI che, a Castel Gandolfo, ha ricevuto il Presidente di Israele Shimon Peres. Sulla maratona negoziale in corso negli Stati Uniti il Papa e Peres hanno auspicato che - si legge nella nota ufficiale diffusa dalla Sala Stampa Vaticana - 'essa aiuti a raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due Popoli e capace di portare una pace stabile in Terra Santa e in tutta la Regione. E’ stata quindi ribadita la condanna di ogni forma di violenza e la necessità di garantire a tutte le popolazioni dell'area migliori condizioni di vita'. Le due parti hanno inoltre affrontato la questione dei rapporti tra le autorità statali e le comunità cattoliche locali e si è auspicata la felice conclusione della stipula 'di un Accordo relativo a questioni di carattere economico'. Al termine dell'udienza con Benedetto XVI Peres ha poi incontrato anche il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone.

domenica 22 agosto 2010

22 agosto 2010 - Il Papa: 'Accogliere gli uomini di ogni nazione'

'I testi liturgici di oggi ci ripetono che tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza. Contengono quindi un invito a saper accogliere le legittime diversità umane, seguendo Gesù venuto a riunire gli uomini di tutte le nazioni e di tute le lingue. Cari genitori possiate educare i vostri figli alla fraternità universale'. Parola di Benedetto XVI all'Angelus di oggi recitato da Castel Gandolfo. Il Papa, parlando in francese, ha fatto dunque riferimento alla decisione del governo di Parigi di procedere al rimpatrio forzato di decine di rom, una scelta criticata dall'Unione Europea e dalla stessa Chiesa Cattolica. In precedenza il Pontefice aveva invocato l'intercessione della Madonna 'per la pace specialmente là dove più infierisce l'assurda logica della violenza; affinchè tutti gli uomini si persuadano che in questo mondo dobbiamo aiutarci gli uni gli altri come fratelli per costruire la civiltà dell'amore'.

domenica 6 giugno 2010

6 giugno 2010 - Il Papa: 'In M.O. si rischia il bagno di sangue'. Monito a Israele

'Da decenni la mancata risoluzione del conflitto israelo-palestinese, il non rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, e l'egoismo delle grandi potenze hanno destabilizzato l'equilibrio della regione e imposto alle popolazioni una violenza che rischia di gettarle nella disperazione'. Lo afferma l'Instrumentum Laboris dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi consegnato stamane a Cipro da Benedetto XVI ai prelati della Regione. L'occupazione israeliana - si legge ancora nel testo - è 'un'ingiustizia politica imposta ai palestinesi, che nessun cristiano può giustificare con pretese teologiche'. Dal Papa una preghiera diretta a tutti coloro che hanno responsabilità in Medio Oriente. 'Ripeto il mio appello personale - ha detto - per uno sforzo internazionale urgente e concertato al fine di risolvere le tensioni che continuano nel Medio Oriente, specie in Terra Santa, prima che tali conflitti conducano a uno spargimento maggiore di sangue'. Nell'Instrumentum poi un nuovo richiamo ai cristiani della regione 'chiamati a portare uno spirito di riconciliazione basata sulla giustizia e l’equità per le due parti'.

venerdì 4 giugno 2010

4 giugno 2010 - Cipro, il Papa: 'Avanti nel dialogo con l'Islam'

'Naturalmente sono profondamente addolorato della morte di mons. Padovese, che ha anche molto contribuito alla preparazione del sinodo, ha collaborato e sarebbe stato un elemento prezioso. Raccomandiamo alla bontà del Signore la sua anima'. Lo ha detto il Papa, riferendosi all'omicidio di mons. Luigi Padovese, a bordo dell'aereo che lo ha portato a Cipro meta del suo 16/mo viaggio apostolico internazionale. 'Questa ombra tuttavia - ha aggiunto Benedetto XVI - non ha niente a che fare con i temi del viaggio perchè non dobbiamo attribuire questo alla Turchia o ai turchi. Questa è una cosa sulla quale abbiamo poche informazioni. Di sicuro non si tratta di un assassinio politico, religioso. Si tratta di una cosa personale. Aspettiamo ancora tutte le spiegazioni, ma non vogliamo adesso mescolare questa situazione tragica al dialogo con l'Islam e ai problemi del nostro viaggio. È un caso a parte che rende tristi ma non dovrebbe oscurare in alcun modo il dialogo che sarà tema e intenzione del mio viaggio'. Papa Benedetto ha poi fatto riferimento all'attacco israeliano contro la Freedom Flottilia. 'In tutti questi episodi che viviamo - ha osservato - c'è sempre il pericolo che si perda la pazienza, che si dica adesso basta e che non si voglia più cercare la pace'. E' necessario invece - ha aggiunto Benedetto XVI - 'ogni giorno dobbiamo imitare Dio nella sua pazienza; dopo tutti i casi di violenza, non bisogna perdere la pazienza ed avere il coraggio di ricominciare'. La Santa Sede - ha concluso il Pontefice - è al lavoro per 'creare la disposizione del cuore per ricominciare di nuovo, nella certezza che possiamo andare avanti, che la violenza non è la soluzione'. A Cipro Benedetto XVI il Papa è stato accolto dal presidente Christofias e dall'Arcivescovo ortodosso Chrisostomos II.

mercoledì 2 giugno 2010

2 giugno 2010 - Gaza, il Papa: 'La violenza genera violenza'

'Con profonda trepidazione seguo le tragiche vicende avvenute in prossimità della Striscia di Gaza. Sento il bisogno di esprimere il mio sentito cordoglio per le vittime di questi dolorosissimi eventi, che preoccupano quanti hanno a cuore la pace nella regione'. Lo ha detto il Papa stamane, al termine dell'Udienza Generale, riferendosi all'attacco israeliano contro la flottiglia pacifista diretta a Gaza. 'Ancora una volta - ha aggiunto Benedetto XVI - ripeto con animo accorato che la violenza non risolve le controversie, ma ne accresce le drammatiche conseguenze e genera altra violenza. Faccio appello a quanti hanno responabilità politiche a livello locale e internazionale affinchè ricerchino incessantemente soluzioni giuste attraverso il dialogo, in modo da garantire alle popolazioni dell'area migliori condizioni di vita, in concordia e serenità'. Preghiamo - ha concluso Papa Benedetto - 'per le vittime, per i loro familiari e per quanti soffrono. Il Signore sostenga lo sforzo di coloro che non si stancano di operare per la riconciliazione e la pace'.

mercoledì 31 marzo 2010

30 marzo 2010 - Attentati a Mosca, il dolore del Papa

Benedetto XVI ha inviato al presidente russo Medvedev un telegramma di cordoglio per gli attentati di ieri mattina a Mosca, in cui sono rimaste uccise una quarantina di persona. 'Esprimo - ha scritto il Papa - profondo dolore e ferma riprovazione per gli efferati atti di violenza , desiderando far pervenire i sentimenti della mia solidarietà, vicinanza spirituale e le mie condoglianze ai familiari delle vittime'.

domenica 10 gennaio 2010

10 gennaio 2010 - Il Papa: 'Rispettare i migranti'

Le violenze scoppiate in Calabria tra italiani e migranti al centro dell'Angelus recitato stamane dal Papa. 'Un immigrato - ha osservato il Pontefice - è un essere umano, differente per provenienza, cultura, e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri, in particolare, nell'ambito del lavoro, dove è più facile la tentazione dello sfruttamento, ma anche nell'ambito delle condizioni concrete di vita. La violenza non deve essere mai per nessuno la via per risolvere le difficoltà'. 'Il problema - ha chiosato Benedetto XVI - è anzitutto umano!'. Secondo Papa Benedetto è necessario 'guardare il volto dell'altro e a scoprire che egli ha un'anima, una storia e una vita e che Dio lo ama come ama me'. Dal Papa anche la condanna - senza tuttavia fare espliciti riferimenti - per le uccisioni di cristiani copti in Egitto. 'La violenza verso i cristiani in alcuni Paesi - ha spiegato - ha suscitato lo sdegno di molti, anche perché si è manifestata nei giorni più sacri della tradizione cristiana. Occorre che le istituzioni sia politiche, sia religiose non vengano meno - lo ribadisco - alle proprie responsabilità. Non può esserci violenza nel nome di Dio - ha aggiunto - né si può pensare di onorarlo offendendo la dignità e la libertà dei propri simili'. Stamane, infine, Benedetto XVI ha amministrato nella Cappella Sistina il Battesimo a 14 neonati.

venerdì 1 gennaio 2010

1 gennaio 2010 - Il Papa: 'Basta violenza!'

Come anticipato nei giorni scorsi, Benedetto XVI - celebrando in San Pietro la Messa per la 43^ Giornata Mondiale per la Pace - ha dedicato l'omelia alla salvaguardia ambientale. Ma non solo. 'L’uomo - ha osservato il Papa - è capace di rispettare le creature nella misura in cui porta nel proprio spirito un senso pieno della vita, altrimenti sarà portato a disprezzare se stesso e ciò che lo circonda, a non avere rispetto dell’ambiente in cui vive, del creato. Chi sa riconoscere nel cosmo i riflessi del volto invisibile del Creatore, è portato ad avere maggiore amore per le creature, maggiore sensibilità per il loro valore simbolico'. 'Rinnovo - ha poi ribadito Papa Benedetto - il mio appello ad investire sull’educazione, proponendosi come obiettivo, oltre alla necessaria trasmissione di nozioni tecnico-scientifiche, una più ampia e approfondita "responsabilità ecologica", basata sul rispetto dell’uomo e dei suoi diritti e doveri fondamentali. Solo così l’impegno per l’ambiente può diventare veramente educazione alla pace e costruzione della pace'. Lo sguardo del Pontefice si è poi posato anche su altri aspetti legati indissolubilmente alla pace. 'Fin da piccoli - ha sottolineato Benedetto XVI - è importante essere educati al rispetto dell’altro, anche quando è differente da noi. Ormai è sempre più comune l’esperienza di classi scolastiche composte da bambini di varie nazionalità, ma anche quando ciò non avviene, i loro volti sono una profezia dell’umanità che siamo chiamati a formare: una famiglia di famiglie e di popoli. Più sono piccoli questi bambini, e più suscitano in noi la tenerezza e la gioia per un’innocenza e una fratellanza che ci appaiono evidenti: malgrado le loro differenze, piangono e ridono nello stesso modo, hanno gli stessi bisogni, comunicano spontaneamente, giocano insieme… I volti dei bambini sono come un riflesso della visione di Dio sul mondo. Perché allora spegnere i loro sorrisi? Perché avvelenare i loro cuori?'. 'Purtroppo - ha aggiunto il Papa - l’icona della Madre di Dio della tenerezza trova il suo tragico contrario nelle dolorose immagini di tanti bambini e delle loro madri in balia di guerre e violenze: profughi, rifugiati, migranti forzati. Volti scavati dalla fame e dalle malattie, volti sfigurati dal dolore e dalla disperazione. I volti dei piccoli innocenti sono un appello silenzioso alla nostra responsabilità: di fronte alla loro condizione inerme, crollano tutte le false giustificazioni della guerra e della violenza. Dobbiamo semplicemente convertirci a progetti di pace, deporre le armi di ogni tipo e impegnarci tutti insieme a costruire un mondo più degno dell’uomo'. E durante l'Angelus Benedetto XVI si è rivolto a tutti coloro che imbracciano le armi. 'Nel primo giorno dell’anno - ha scandito il Pontefice affacciato alla finestra del suo studio - vorrei rivolgere un appello alle coscienze di quanti fanno parte di gruppi armati di qualunque tipo. A tutti e a ciascuno dico: fermatevi, riflettete, e abbandonate la via della violenza! Sul momento, questo passo potrà sembrarvi impossibile, ma, se avrete il coraggio di compierlo, Dio vi aiuterà, e sentirete tornare nei vostri cuori la gioia della pace, che forse da tempo avete dimenticata'.

venerdì 25 dicembre 2009

25 dicembre 2009 - Urbi et Orbi, il Papa invoca la pace

Nonostante la paura vissuta per l'aggressione subita nel corso della Messa di Natale, Benedetto XVI ha pronunciato regolarmente stamane dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica Vaticana il messaggio natalizio, per poi impartire la solenne benedizione Urbi et Orbi. Pace per il mondo l'auspicio del Pontefice che ha chiesto alla comunità dei credenti di impegnarsi in tal senso. ' Il "noi" della Chiesa vive là dove Gesù è nato, in Terra Santa, per invitare i suoi abitanti ad abbandonare ogni logica di violenza e di vendetta e ad impegnarsi con rinnovato vigore e generosità nel cammino verso una convivenza pacifica. Il "noi" della Chiesa è presente negli altri Paesi del Medio Oriente. Come non pensare alla tribolata situazione in Iraq e a quel piccolo gregge di cristiani che vive nella Regione? Esso talvolta soffre violenze e ingiustizie ma è sempre proteso a dare il proprio contributo all’edificazione della convivenza civile contraria alla logica dello scontro e del rifiuto del vicino'. 'Il "noi" della Chiesa - ha aggiunto - opera in Sri Lanka, nella Penisola coreana e nelle Filippine, come pure in altre terre asiatiche, quale lievito di riconciliazione e di pace. Nel Continente africano non cessa di alzare la voce verso Dio per implorare la fine di ogni sopruso nella Repubblica Democratica del Congo; invita i cittadini della Guinea e del Niger al rispetto dei diritti di ogni persona ed al dialogo; a quelli del Madagascar chiede di superare le divisioni interne e di accogliersi reciprocamente; a tutti ricorda che sono chiamati alla speranza, nonostante i drammi, le prove e le difficoltà che continuano ad affliggerli'. 'In Europa e in America settentrionale - ha infine concluso Benedetto XVI - il "noi" della Chiesa sprona a superare la mentalità egoista e tecnicista, a promuovere il bene comune ed a rispettare le persone più deboli, a cominciare da quelle non ancora nate. In Honduras aiuta a riprendere il cammino istituzionale; in tutta l’America Latina il "noi" della Chiesa è fattore identitario, pienezza di verità e di carità che nessuna ideologia può sostituire, appello al rispetto dei diritti inalienabili di ogni persona ed al suo sviluppo integrale, annuncio di giustizia e di fraternità, fonte di unità'.