In un messaggio inviato alla XIV Assemblea Generale dell’Azione Cattolica Italiana, Benedetto XVI ha ricordato che ‘per educare occorre andare oltre l’occasione, il momento immediato, e costruire con la collaborazione di tutti un progetto di vita cristiana fondato sul Vangelo e sul magistero della Chiesa, mettendo al centro una visione integrale della persona’. Per i cattolici – ha aggiunto il Papa – ‘la formazione all’impegno culturale e politico rappresenta un compito importante, che richiede un pensiero plasmato dal Vangelo, capace di argomentare idee e proposte valide per i laici. E’ questo un impegno che si attua anzitutto a partire dalla vita quotidiana, di mamme e papà alle prese con le nuove sfide dell’educazione dei figli, di lavoratori e di studenti, di centri di cultura orientati al servizio della crescita di tutti’. ‘L’Italia – ha sottolineato ancora il Pontefice – ha attraversato periodi storici difficili e ne è uscita rinvigorita anche per la dedizione incondizionata di laici cattolici, impegnati nella politica e nelle istituzioni. Oggi la vita pubblica del Paese richiede un’ulteriore generosa risposta da parte dei credenti, affinché mettano a disposizione di tutti le proprie capacità e le proprie forze spirituali, intellettuali e morali’. Dal Papa anche un pensiero sul tema immigrazione. I migranti ‘hanno bisogno di pane, di lavoro, di libertà, di giustizia, di pace, di veder riconosciuti i propri inderogabili diritti di figli di Dio. Hanno bisogno di fede, e noi possiamo aiutarli, nel rispetto delle loro convinzioni religiose, in uno scambio libero e sereno, offrendo con semplicità, franchezza e zelo la nostra fede in Gesù Cristo’. Oggi – ha concluso Benedetto XVI – ‘l’Azione Cattolica può aiutare l’Italia a rispondere alla sua vocazione peculiare, collocata nel Mediterraneo, crocevia di culture, di aspirazioni, di tensioni che esigono una grande forza di comunione, di solidarietà e di generosità. L’Italia ha sempre offerto ai popoli vicini e lontani la ricchezza della sua cultura e della sua fede, della sua arte e del suo pensiero. Oggi voi laici cristiani siete chiamati ad offrire con convinzione la bellezza della vostra cultura e le ragioni della vostra fede, oltre che la solidarietà fraterna, affinché l’Europa sia all’altezza della presente sfida epocale’.
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mercoledì 7 settembre 2011
7 maggio 2011 - Il Papa: 'L'Italia ha bisogno di cattolici impegnati'
In un messaggio inviato alla XIV Assemblea Generale dell’Azione Cattolica Italiana, Benedetto XVI ha ricordato che ‘per educare occorre andare oltre l’occasione, il momento immediato, e costruire con la collaborazione di tutti un progetto di vita cristiana fondato sul Vangelo e sul magistero della Chiesa, mettendo al centro una visione integrale della persona’. Per i cattolici – ha aggiunto il Papa – ‘la formazione all’impegno culturale e politico rappresenta un compito importante, che richiede un pensiero plasmato dal Vangelo, capace di argomentare idee e proposte valide per i laici. E’ questo un impegno che si attua anzitutto a partire dalla vita quotidiana, di mamme e papà alle prese con le nuove sfide dell’educazione dei figli, di lavoratori e di studenti, di centri di cultura orientati al servizio della crescita di tutti’. ‘L’Italia – ha sottolineato ancora il Pontefice – ha attraversato periodi storici difficili e ne è uscita rinvigorita anche per la dedizione incondizionata di laici cattolici, impegnati nella politica e nelle istituzioni. Oggi la vita pubblica del Paese richiede un’ulteriore generosa risposta da parte dei credenti, affinché mettano a disposizione di tutti le proprie capacità e le proprie forze spirituali, intellettuali e morali’. Dal Papa anche un pensiero sul tema immigrazione. I migranti ‘hanno bisogno di pane, di lavoro, di libertà, di giustizia, di pace, di veder riconosciuti i propri inderogabili diritti di figli di Dio. Hanno bisogno di fede, e noi possiamo aiutarli, nel rispetto delle loro convinzioni religiose, in uno scambio libero e sereno, offrendo con semplicità, franchezza e zelo la nostra fede in Gesù Cristo’. Oggi – ha concluso Benedetto XVI – ‘l’Azione Cattolica può aiutare l’Italia a rispondere alla sua vocazione peculiare, collocata nel Mediterraneo, crocevia di culture, di aspirazioni, di tensioni che esigono una grande forza di comunione, di solidarietà e di generosità. L’Italia ha sempre offerto ai popoli vicini e lontani la ricchezza della sua cultura e della sua fede, della sua arte e del suo pensiero. Oggi voi laici cristiani siete chiamati ad offrire con convinzione la bellezza della vostra cultura e le ragioni della vostra fede, oltre che la solidarietà fraterna, affinché l’Europa sia all’altezza della presente sfida epocale’.
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martedì 23 agosto 2011
24 aprile 2011 - Pasqua, il Papa: 'La luce della pace vinca l'odio'
Al termine della Messa di Pasqua il Papa ha rivolto il tradizionale messaggio ai Popoli e alle Nazioni a cui è seguita la solenne Benedizione Urbi et Orbi. ‘La risurrezione di Cristo – ha detto Benedetto XVI - non è il frutto di una speculazione, di un’esperienza mistica: è un avvenimento, che certamente oltrepassa la storia, ma che avviene in un momento preciso della storia e lascia in essa un’impronta indelebile’. Il Pontefice ha poi invocato la pace per il mondo, in particolare per il Medio Oriente ‘affinché la luce della pace e della dignità umana vinca le tenebre della divisione, dell’odio e delle violenze’. Da Papa Benedetto auspici di pace anche per la Libia e il Nord Africa. ‘Tutti i cittadini ed in particolare i giovani – ha aggiunto - si adoperino per promuovere il bene comune e per costruire società, dove la povertà sia sconfitta ed ogni scelta politica risulti ispirata dal rispetto per la persona umana. Ai tanti profughi e ai rifugiati, che provengono da vari Paesi africani e sono stati costretti a lasciare gli affetti più cari arrivi la solidarietà di tutti; gli uomini di buona volontà siano illuminati ad aprire il cuore all’accoglienza, affinché in modo solidale e concertato si possa venire incontro alle necessità impellenti di tanti fratelli; a quanti si prodigano in generosi sforzi e offrono esemplari testimonianze in questa direzione giunga il nostro conforto e apprezzamento’. Infine anche un pensiero per il Giappone devastato dallo tsumani.
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lunedì 15 agosto 2011
12 marzo 2011 - Il Papa: 'In Italia coniugare unità e pluralità'
Ricevendo in udienza i Membri dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, il Papa ha ricordato – che in Italia ‘la molteplicità dei soggetti, delle situazioni, non è in contraddizione con l'unità della Nazione, che è richiamata dal 150/mo anniversario che si sta celebrando’. Secondo Benedetto XVI ‘unità e pluralità sono, a diversi livelli, compreso quello ecclesiologico, due valori che si arricchiscono mutuamente, se vengono tenuti nel giusto e reciproco equilibrio. Due principi che consentono questa armonica compresenza tra unità e pluralità sono quelli di sussidiarietà e di solidarietà, tipici dell’insegnamento sociale della Chiesa’. Il Pontefice ha anche voluto ‘ribadire che la Chiesa non domanda privilegi, ma di poter svolgere liberamente la sua missione, come richiede un effettivo rispetto della libertà religiosa. Essa consente in Italia la collaborazione che esiste fra la comunità civile e quella ecclesiale. Purtroppo, in altri Paesi le minoranze cristiane sono spesso vittime di discriminazioni e di persecuzioni’. Papa Benedetto ha, infine, parlato anche del fenomeno dell’immigrazione. ‘Di fronte a questa realtà – ha concluso - bisogna saper coniugare solidarietà e rispetto delle leggi, affinché non venga stravolta la convivenza sociale e si tenga conto dei principi di diritto e della tradizione culturale e anche religiosa da cui trae origine la Nazione italiana’.
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mercoledì 19 gennaio 2011
16 gennaio 2011 - Il Papa: 'Formare una unica famiglia senza barriere'
Ricordando la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato il Papa ha ribadito, nel corso dell'Angelus, che anche 'i cristiani si sentono costretti a lasciare, con sofferenza, la loro terra, impoverendo così i Paesi in cui sono vissuti i loro avi'. L'obiettivo dell'umanità - ha spiegato ancora Benedetto XVI - è sempre quello di 'formare un’unica famiglia, naturalmente con tutte le differenze che la arricchiscono, ma senza barriere, riconoscendoci tutti fratelli'. Al termine dell'Angelus il Pontefice ha ricordato la recente decisione di beatificare Giovanni Paolo II. 'Quanti lo hanno conosciuto, quanti lo hanno stimato e amato - ha ammesso Papa Benedetto - non potranno non gioire con la Chiesa per questo evento'. Infine il Pontefice ha voluto esprimere solidarietà alle popolazioni alluvionate dell’Australia, del Brasile, delle Filippine e dello Sri Lanka.
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martedì 14 dicembre 2010
12 dicembre 2010 - Il Papa: 'Crescere nella comunione con tutti'
Benedetto XVI ha visitato stamane la parrocchia romana di San Massimiliano Kolbe. In un territorio a forte presenza di immigrati il Papa ha invitato i fedeli a 'crescere sempre più nella comunione con tutti: è importante creare occasioni di dialogo e favorire la reciproca comprensione tra persone provenienti da culture, modelli di vita e condizioni sociali differenti'. Un pensiero il Pontefice lo ha poi rivolto alle famiglie. 'Anche quando dovessero presentarsi difficoltà nella vita coniugale e nel rapporto con i figli - ha esortato Papa Benedetto - gli sposi non cessino mai di rimanere fedeli a quel fondamentale sì che hanno pronunciato davanti a Dio e vicendevolmente nel giorno del matrimonio, ricordando che la fedeltà alla propria vocazione esige coraggio, generosità e sacrificio'.
giovedì 11 novembre 2010
11 novembre 2010 - Il Papa: 'La Chiesa annunci il Vangelo'
La Santa Sede ha pubblicato stamane l'esortazione apostolica postsinodale di Benedetto XVI 'Verbum Domini', scritta in occasione della XII assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi che si è svolto in Vaticano dal 5 al 26 ottobre 2008. Secondo il Papa la famiglia 'oggi è posta per molti aspetti sotto attacco dalla mentalità corrente. Di fronte al diffuso disordine degli affetti e al sorgere di modi di pensare che banalizzano il corpo umano e la differenza sessuale, la Parola di Dio riafferma la bontà originaria dell'uomo, creato come maschio e femmina e chiamato all'amore fedele, reciproco e fecondo'. Compito della Chiesa spiega Papa Benedetto è l'annuncio della Parola di Dio che 'deve andare verso tutti con la forza dello Spirito e continuare profeticamente a difendere il diritto e la libertà delle persone di ascoltare la Parola di Dio, cercando i mezzi più efficaci per proclamarla, anche a rischio della persecuzione'. L'annuncio del Vangelo - prosegue Papa Ratzinger - coinvolgere anche gli immigrati perchè 'un grande numero di persone, che non conoscono Cristo o che ne hanno un'immagine inadeguata, si insediano in Paesi di tradizione cristiana ed hanno il diritto di ascoltare l'annuncio della salvezza, che viene loro proposto, non imposto'. Il Pontefice rileva infine come sia necessario 'riscoprire ciò che nel quotidiano rischiamo di dare per scontato: il fatto che Dio parli e risponda alle nostre domande'.
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martedì 26 ottobre 2010
26 ottobre 2010 - Il Papa: 'Emigrare è un diritto'
L'emigrazione è 'un diritto di ogni uomo'. Lo scrive Benedetto XVI nel messaggio pubblicato stamane in occasione della 97/a Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata domenica 16 gennaio 2011. Secondo il Papa 'il bene comune universale abbraccia l'intera famiglia dei popoli, al di sopra di ogni egoismo nazionalista. E' in questo contesto che va considerato il diritto ad emigrare: la Chiesa lo riconosce ad ogni uomo, nel duplice aspetto di possibilità di uscire dal proprio Paese e possibilità di entrare in un altro alla ricerca di migliori condizioni di vita'. Tuttavia, ha ancora specificato il Pontefice, 'gli Stati hanno il diritto di regolare i flussi migratori e di difendere le proprie frontiere, sempre assicurando il rispetto dovuto alla dignità di ciascuna persona umana'. E' quindi necessario, ha concluso Papa Benedetto, 'coniugare l'accoglienza che si deve a tutti gli esseri umani, specie se indigenti, con la valutazione delle condizioni indispensabili per una vita dignitosa e pacifica per gli abitanti originari e per quelli sopraggiunti'.
venerdì 8 ottobre 2010
8 ottobre 2010 - Il Papa riceve Nicolas Sarkozy
Mezz'ora di colloquio stamane in Vaticano tra Benedetto XVI ed il presidente francese Nicolas Sarkozy. L'udienza concessa al capo dell'Eliseo arriva dopo un periodo di tensione tra Francia e Chiesa Cattolica per le espulsioni dei rom decise dal governo di Parigi. Secondo quanto comunicato dalla Sala Stampa Vaticana 'al centro dei cordiali colloqui ci sono stati temi di politica internazionale, quali il processo di pace in Medio Oriente, la situazione dei cristiani in vari Paesi e l’allargamento della rappresentatività delle aree del mondo negli Organismi multilaterali. In seguito, è stata sottolineata l’importanza della dimensione etica e sociale delle problematiche economiche, nella prospettiva proposta dall’enciclica Caritas in Veritate'. 'Dopo aver evocato il Viaggio Apostolico di Sua Santità a Lourdes e a Parigi nel 2008 e la visita del Presidente Sarkozy nell’anno precedente, è stata ribadita - conclude la nota vaticana - la reciproca volontà di mantenere un dialogo permanente ai diversi livelli istituzionali e di continuare a collaborare costruttivamente nelle questioni di comune interesse'. La questione dei rom è tornata d'attualità durante una breve liturgia nella Basilica di San Pietro presieduta dal Cardinale francese Jean Luois Tauran a cui ha assistito Sarkozy. 'Domandiamo per il popolo francese e per i suoi dirigenti - ha esortato il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso - il coraggio e la perseveranza affinché ciascuno per il suo ruolo consideri quello che può fare, solo o con altri, al servizio del suo prossimo per il rispetto assoluto della vita, per la giustizia e l'occupazione, per l'educazione, la sicurezza, per l'ambiente, per l'accoglienza dei perseguitati e degli immigrati, per la verità dell'informazione, per la pace da noi e in tutto il mondo'.
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venerdì 28 maggio 2010
28 maggio 2010 - Il Papa: 'Garantire ai migranti asilo e integrazione'
'E’ apprezzabile lo sforzo di costruire un sistema di norme condivise che contemplino i diritti e i doveri dello straniero, come pure quelli delle comunità di accoglienza, tenendo conto, in primo luogo, della dignità di ogni persona umana, creata da Dio a sua immagine e somiglianza. Ovviamente, l'acquisizione di diritti va di pari passo con l'accoglienza di doveri'. Lo ha detto il Papa ricevendo stamane in Vaticano i partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. 'Prospettive di convivenza tra i popoli - ha spiegato Benedetto XVI - possono essere offerte tramite linee oculate e concertate per l'accoglienza e l'integrazione, consentendo occasioni di ingresso nella legalità, favorendo il giusto diritto al ricongiungimento familiare, all'asilo e al rifugio, compensando le necessarie misure restrittive e contrastando il deprecabile traffico di persone'. Secondo il Pontefice 'l'avvenire delle nostre società poggia sull'incontro tra i popoli, sul dialogo tra le culture nel rispetto delle identità e delle legittime differenze'.
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martedì 27 aprile 2010
27 aprile 2010 - Il Papa: 'Garantire ai migranti una vita degna'
E' necessario dare ai migranti la 'ferma speranza di vedere riconosciuti i loro diritti' e garantire loro 'una vita degna in tutti gli aspetti'. Lo ha scritto Benedetto XVI in un messaggio inviato all'ottavo Congresso europeo sulle migrazioni organizzato dal Consiglio delle Conferenze episcopali d'Europa. Le Chiese locali - ha aggiunto il Papa - lavorino per garantire 'una adeguata attenzione pastorale a tutti coloro che soffrono le conseguenze di aver abbandonato la loro patria o si sentono senza una terra di riferimento'. Siano coordinate - ha concluso Benedetto XVI - 'iniziative e programmi perchè possa arrivare a tutti la luce del Vangelo e, con essa, una ferma speranza di veder riconosciuti i loro diritti e favorite le loro possibilità di una vita degna in tutti gli aspetti'.
mercoledì 21 aprile 2010
21 aprile 2010 - Pedofilia, il Papa: 'Ho condiviso la sofferenza delle vittime'
Benedetto XVI ha dedicato l'Udienza Generale di questa mattina al recente Viaggio Apostolico a Malta. Il Papa ne ha tratto un bilancio sostanzialmente positivo. Parlando dell'incontro con le vittime dei sacerdoti pedofili, il Pontefice ha raccontato di aver 'condiviso la loro sofferenza' e di aver pregato 'con commozione con loro assicurando l'azione della Chiesa'. Poi un riferimento alle tematiche dell'immigrazione. 'Crocevia naturale - ha sottolineato Papa Ratzinger - Malta è al centro di rotte di migrazione: uomini e donne, come un tempo san Paolo, approdano sulle coste maltesi, talvolta spinti da condizioni di vita assai ardue, da violenze e persecuzioni, e ciò comporta, naturalmente, problemi complessi sul piano umanitario, politico e giuridico, problemi che hanno soluzioni non facili, ma da ricercare con perseveranza e tenacia, concertando gli interventi a livello internazionale'. 'Così è bene che si faccia - ha auspicato ancora Benedetto XVI - in tutte le Nazioni che hanno i valori cristiani nelle radici delle loro Carte Costituzionali e delle loro culture'.
domenica 24 gennaio 2010
24 gennaio 2010 - Immigrati, il Papa: 'Soluzioni giuste e pacifiche'
Tre gli argomenti che stamane hanno trovato spazio nell'Angelus recitato da Benedetto XVI. Il Papa ha ricordato la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani e ha confermato la sua presenza domani pomeriggio nella Basilica di san Paolo per la celebrazione dei Vespri. 'Invocheremo da Dio - ha annunciato il Pontefice - il dono della piena unità di tutti i discepoli di Cristo e, in particolare, secondo il tema di quest’anno, rinnoveremo l’impegno di essere insieme testimoni del Signore crocifisso e risorto. La comunione dei cristiani, infatti, rende più credibile ed efficace l’annuncio del Vangelo'. La ricorrenza odierna di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, ha poi permesso al Papa di tornare sul tema dei mezzi di comunicazione affidando alla sua intercessione il Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Infine la questione immigrazione. Benedetto XVI ha auspicato che per questa problematica si trovino 'soluzioni giuste e pacifiche'.
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giovedì 14 gennaio 2010
14 gennaio 2010 - Il Papa alla politica: 'Garantire il bene comune'
Nuovo monito di Benedetto XVI alla politica. Ricevendo gli amministratori del Comune e della Provincia di Roma e i rappresentanti della Regione Lazio il Papa ha ricordato come sia 'fondamentale che quanti hanno ricevuto dalla fiducia dei cittadini l'alta responsabilità di governare le istituzioni avvertano come prioritaria l'esigenza di perseguire costantemente il bene comune, che non è un bene ricercato per se stesso, ma per le persone che fanno parte della comunità sociale e che solo in essa possono realmente e più efficacemente conseguire il loro bene'. 'Affinché ciò avvenga - ha aggiunto il Pontefice - è opportuno che nelle sedi istituzionali si cerchi di favorire una sana dialettica perché quanto più le decisioni e i provvedimenti saranno condivisi tanto più essi permetteranno un efficace sviluppo per gli abitanti dei territori amministrati'. Papa Benedetto ha poi affrontato i temi etici e la crisi economica. 'Nel pronunciare i suoi no - ha chiarito - la Chiesa in realtà dice dei sì alla vita, all’amore vissuto nella verità del dono di sé all’altro, all'amore che si apre alla vita e non si chiude in una visione narcisistica della coppia'. La crisi - secondo il Pontefice - ha offerto la possibilità di ripensare il modello di crescita perseguito in questi ultimi anni. Lo sviluppo umano per essere autentico deve riguardare l'uomo nella sua totalità. La persona umana, infatti, è al centro dell'azione politica e la sua crescita morale e spirituale deve essere la prima preoccupazione per coloro che sono stati chiamati ad amministrare la comunità civile'. Infine un'amara presa di posizione su quanto accaduto in Calabria. 'I recenti gravi incidenti - ha sottolineato Benedetto XVI - ci hanno offerto l'immagine tragica di una guerra tra poveri, tra immigrati sfruttati e popolazioni italiane indigenti. Una guerra provocata da una criminalità organizzata che dopo aver sfruttato per anni i clandestini cerca ora di liberarsene come oggetti ingombranti'.
domenica 10 gennaio 2010
10 gennaio 2010 - Il Papa: 'Rispettare i migranti'
Le violenze scoppiate in Calabria tra italiani e migranti al centro dell'Angelus recitato stamane dal Papa. 'Un immigrato - ha osservato il Pontefice - è un essere umano, differente per provenienza, cultura, e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri, in particolare, nell'ambito del lavoro, dove è più facile la tentazione dello sfruttamento, ma anche nell'ambito delle condizioni concrete di vita. La violenza non deve essere mai per nessuno la via per risolvere le difficoltà'. 'Il problema - ha chiosato Benedetto XVI - è anzitutto umano!'. Secondo Papa Benedetto è necessario 'guardare il volto dell'altro e a scoprire che egli ha un'anima, una storia e una vita e che Dio lo ama come ama me'. Dal Papa anche la condanna - senza tuttavia fare espliciti riferimenti - per le uccisioni di cristiani copti in Egitto. 'La violenza verso i cristiani in alcuni Paesi - ha spiegato - ha suscitato lo sdegno di molti, anche perché si è manifestata nei giorni più sacri della tradizione cristiana. Occorre che le istituzioni sia politiche, sia religiose non vengano meno - lo ribadisco - alle proprie responsabilità. Non può esserci violenza nel nome di Dio - ha aggiunto - né si può pensare di onorarlo offendendo la dignità e la libertà dei propri simili'. Stamane, infine, Benedetto XVI ha amministrato nella Cappella Sistina il Battesimo a 14 neonati.
venerdì 27 novembre 2009
27 novembre 2009 - Il Papa: 'Anche Gesu' è stato un migrante'
Pubblicato questa mattina il messaggio di Benedetto XVI in occasione della 96/ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, calendarizzata il 17 gennaio 2010. Partendo dal tema 'I migranti e i rifugiati minorenni', il Papa ha immediatamente sottolineato come Gesu' stesso sia stato un migrante. 'Auspico di cuore - ha scritto Papa Ratzinger - che si riservi la giusta attenzione ai migranti minorenni, bisognosi di un ambiente sociale che consenta e favorisca il loro sviluppo fisico, culturale, spirituale e morale. Vivere in un paese straniero senza effettivi punti di riferimento crea ad essi, specialmente a quelli privi dell'appoggio della famiglia, innumerevoli e talora gravi disagi e difficoltà'. Dal Pontefice attenzione anche alla questione dell'asilo. 'Una particolare categoria di minori - ha sottolineato - è quella dei rifugiati che chiedono asilo, fuggendo per varie ragioni dal proprio paese, dove non ricevono adeguata protezione. Le statistiche rivelano che il loro numero è in aumento. Si tratta dunque di un fenomeno da valutare con attenzione e da affrontare con azioni coordinate, con misure di prevenzione, di protezione e di accoglienza adatte, secondo quanto prevede anche la stessa Convenzione dei Diritti del Bambino'. Infine Benedetto XVI si rivolge ai cristiani invitandoli 'a prendere consapevolezza della sfida sociale e pastorale che pone la condizione dei minori migranti e rifugiati'. La Chiesa - ha concluso il Papa - 'apre le sue braccia e opera perché siano rispettati i diritti dei migranti e dei rifugiati, stimolando i responsabili delle Nazioni, degli Organismi e delle istituzioni internazionali perché promuovano opportune iniziative a loro sostegno'.
lunedì 9 novembre 2009
9 novembre 2009 - Il Papa: 'I migranti sono una risorsa'
'Donne, uomini, bambini, giovani e anziani, a milioni affrontano i drammi dell’emigrazione talvolta per sopravvivere, più che per cercare migliorate condizioni di vita per sé e per i loro familiari'. Lo ha detto stamane Benedetto XVI ricevendo nel Palazzo Apostolico i partecipanti al VI Congresso mondiale della Pastorale dei Migranti e dei Rifugiati. 'Oggi - ha aggiunto il Papa - molti migranti abbandonano il loro Paese per sfuggire a condizioni di vita umanamente inaccettabili senza però trovare altrove l’accoglienza che speravano'. Papa Benedetto ha poi lanciato la sfida: 'non ci può essere uno sviluppo effettivo se non si favorisce l’incontro tra i popoli, il dialogo tra le culture e il rispetto delle legittime differenze. In questa ottica, perché non considerare l’attuale fenomeno mondiale migratorio come condizione favorevole per la comprensione tra i popoli e per la costruzione della pace e di uno sviluppo che interessi ogni Nazione?' In conclusione il Pontefice ha sottolineato come 'ogni comunità cristiana non può non nutrire rispetto e attenzione per tutti gli uomini, creati a immagine e somiglianza di Dio e redenti dal sangue di Cristo, ancor più quando si trovano in difficoltà'.
martedì 7 luglio 2009
7 luglio 2009 - CARITAS IN VERITATE

Sei capitoli per affrontare tutte le sfaccettature della globalizzazione. E' l'obiettivo della 'Caritas in Veritate', la terza enciclica di Benedetto XVI - la prima 'sociale' dai tempi della Centesimus Annus di Giovanni Paolo II. Secondo il Papa è necessario 'garantire a tutti l'accesso al lavoro, e anzi: a un lavoro decente. Bisogna rafforzare e rilanciare il ruolo dei sindacati, combattere la precarizzazione e - a meno che non comporti reali benefici per entrambi i Paesi coinvolti - la delocalizzazione dei posti di lavoro'. Cardine di tutta l'enciclica è l'etica. 'Lo sviluppo - scrive infatti il Pontefice - è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello al bene comune'. Benedetto XVI non nasconde le difficoltà attuali, tuttavia guarda la crisi economica con spirito positivo: 'La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente'. Preoccupato il Pontefice per la piaga della fame nel fondo, una piaga da estirpare: 'Eliminare la fame nel mondo è divenuto, nell’era della globalizzazione, anche un traguardo da perseguire per salvaguardare la pace e la stabilità del pianeta. La fame non dipende tanto da scarsità materiale, quanto piuttosto da scarsità di risorse sociali, la più importante delle quali è di natura istituzionale. Manca, cioè, un assetto di istituzioni economiche in grado sia di garantire un accesso al cibo e all’acqua regolare e adeguato dal punto di vista nutrizionale, sia di fronteggiare le necessità connesse con i bisogni primari e con le emergenze di vere e proprie crisi alimentari, provocate da cause naturali o dall’irresponsabilità politica nazionale e internazionale'. E non mancano riferimenti al fenomeno migratorio. 'Ogni migrante - rileva il Papa - è una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione'. Una tirata d'orecchie - in realtà molto di piu' - viene riservata alle Nazioni Unite. 'Di fronte all'inarrestabile crescita dell'interdipendenza mondiale - osserva Papa Benedetto - è fortemente sentita, anche in presenza di una recessione altrettanto mondiale, l'urgenza della riforma sia dell'Organizzazione delle Nazioni Unite che dell'architettura economica e finanziaria internazionale, affinché si possa dare reale concretezza al concetto di famiglia di Nazioni'. L'enciclica poi non rinuncia a lanciare un nuovo appello in difesa della vita come fosse un contraltare di quella 'cultura di morte sempre più diffusa che apre scenari inquietanti per il futuro dell'umanità'. A presentare l'enciclica stamane in Vaticano il Cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ed il Cardinale Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum. Secondo il Card. Martino, Benedetto XVI ha affrontato la crisi 'non in senso tecnico, ma valutandola alla luce dei principi di riflessione e dei criteri di giudizio della Dottrina sociale della Chiesa ed all’interno di una visione più generale dell’economia, dei suoi fini e della responsabilità dei suoi attori'. Al Card. Cordes il compito di inquadrare l'enciclica all'interno dell'architettura della Dottrina sociale della Chiesa. 'La Chiesa ispira - ha ricordato il porporato tedesco - ma non fa politica. La Chiesa non è un partito politico, né un attore politicizzante'.
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