‘La Chiesa cattolica è ben radicata ed operante, in modo capillare, nel territorio italiano. È una realtà viva e vivificante, come il lievito di cui parla il Vangelo; una presenza significativa, caratterizzata da prossimità alla gente, per coglierne i bisogni profondi nella logica della disponibilità al servizio’. Lo ha detto il Papa ricevendo stamane in Vaticano i Prefetti della Repubblica Italiana. A loro Benedetto XVI ha poi ricordato che la Chiesa ‘rispettosa delle legittime autonomie e competenze, considera suo preciso mandato rivolgersi all’uomo in ogni contesto: nella vita culturale, del lavoro, dei servizi, del tempo libero. Consapevole che tutti dipendiamo da tutti, essa desidera costruire, insieme con gli altri soggetti istituzionali e le varie realtà territoriali, una salda piattaforma di virtù morali, su cui edificare una convivenza a misura d'uomo’. Infine il Pontefice ha ribadito che ‘il ruolo di chi lavora nella pubblica amministrazione non va concepito come qualcosa di impersonale o burocratico, bensì come un aiuto premuroso per i cittadini, esercitato con spirito di servizio’.
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venerdì 14 ottobre 2011
14 ottobre 2011 - Il Papa: 'La Chiesa è realtà viva'
‘La Chiesa cattolica è ben radicata ed operante, in modo capillare, nel territorio italiano. È una realtà viva e vivificante, come il lievito di cui parla il Vangelo; una presenza significativa, caratterizzata da prossimità alla gente, per coglierne i bisogni profondi nella logica della disponibilità al servizio’. Lo ha detto il Papa ricevendo stamane in Vaticano i Prefetti della Repubblica Italiana. A loro Benedetto XVI ha poi ricordato che la Chiesa ‘rispettosa delle legittime autonomie e competenze, considera suo preciso mandato rivolgersi all’uomo in ogni contesto: nella vita culturale, del lavoro, dei servizi, del tempo libero. Consapevole che tutti dipendiamo da tutti, essa desidera costruire, insieme con gli altri soggetti istituzionali e le varie realtà territoriali, una salda piattaforma di virtù morali, su cui edificare una convivenza a misura d'uomo’. Infine il Pontefice ha ribadito che ‘il ruolo di chi lavora nella pubblica amministrazione non va concepito come qualcosa di impersonale o burocratico, bensì come un aiuto premuroso per i cittadini, esercitato con spirito di servizio’.
mercoledì 21 settembre 2011
19 giugno 2011 - Il Papa: 'La Chiesa lavora al servizio dell'uomo'
La visita pastorale del Papa a San Marino è proseguita con l’incontro con i membri del Governo, del Congresso e del Corpo Diplomatico accreditato presso la Repubblica di San Marino. ‘La Chiesa, rispettosa della legittima autonomia di cui il potere civile deve godere – ha sottolineato Benedetto XVI - collabora con esso al servizio dell’uomo, nella difesa dei suoi diritti fondamentali, di quelle istanze etiche che sono iscritte nella sua stessa natura’. In tal senso – ha proseguito il Pontefice – la Chiesa lavora ‘affinché le legislazioni civili promuovano e tutelino sempre la vita umana, dal concepimento fino al suo spegnersi naturale’. La famiglia – ha aggiunto – ha bisogno del ‘dovuto riconoscimento’ e di ‘un sostegno fattivo’. ‘Ben sappiamo infatti – ha incalzato ancora Papa Benedetto - come nell’attuale contesto l’istituzione familiare venga messa in discussione, quasi nel tentativo di disconoscerne l’irrinunciabile valore. A subirne le conseguenze sono le fasce sociali più deboli, specialmente le giovani generazioni, più vulnerabili e perciò più facilmente esposte al disorientamento, a situazioni di auto-emarginazione ed alla schiavitù delle dipendenze’. Di fronte alla crisi economica – ha concluso il Papa – ‘la mia vuole essere una parola di incoraggiamento’.
domenica 11 settembre 2011
26 maggio 2011 - Il Papa: 'Superare il precariato lavorativo'
‘La fede non è alienazione: sono altre le esperienze che inquinano la dignità dell’uomo e la qualità della convivenza sociale!’. Lo ha detto il Papa al termine della recita del Rosario insieme ai Vescovi Italiani in occasione del 150° anniversario dell’unità politica del Paese. L’Italia – ha rilevato Benedetto XVI – ‘celebrando i centocinquant’anni della sua unità politica, può essere orgogliosa della presenza e dell’azione della Chiesa. Essa non persegue privilegi né intende sostituirsi alle responsabilità delle istituzioni politiche; rispettosa della legittima laicità dello Stato, è attenta a sostenere i diritti fondamentali dell’uomo’. Anche oggi – ha proseguito il Pontefice – ‘la Chiesa continua a offrire il proprio contributo alla costruzione del bene comune, richiamando ciascuno al dovere di promuovere e tutelare la vita umana in tutte le sue fasi e di sostenere fattivamente la famiglia; questa rimane, infatti, la prima realtà nella quale possono crescere persone libere e responsabili, formate a quei valori profondi che aprono alla fraternità e che consentono di affrontare anche le avversità della vita. Non ultima fra queste, c’è oggi la difficoltà ad accedere ad una piena e dignitosa occupazione: mi unisco, perciò, a quanti chiedono alla politica e al mondo imprenditoriale di compiere ogni sforzo per superare il diffuso precariato lavorativo, che nei giovani compromette la serenità di un progetto di vita familiare, con grave danno per uno sviluppo autentico e armonico della società’. Rivolgendosi ai Vescovi Papa Benedetto li ha esortati ad incoraggiare ‘le iniziative di formazione ispirate alla dottrina sociale della Chiesa, affinché chi è chiamato a responsabilità politiche e amministrative non rimanga vittima della tentazione di sfruttare la propria posizione per interessi personali o per sete di potere’. Infine dal Papa l’auspicio che ‘le diverse e legittime sensibilità, esperienze e prospettive possano ricomporsi in un quadro più ampio per cercare insieme ciò che veramente giova al bene del Paese. L’esempio di Maria apra la via a una società più giusta, matura e responsabile, capace di riscoprire i valori profondi del cuore umano’.
domenica 21 agosto 2011
25 marzo 2011 - Il Papa: 'Credo nell'incontro tra fede e ragione'
In un videomessaggio inviato per l’inaugurazione del "Cortile dei Gentili" a Parigi, Benedetto XVI ha ribadito ancora una volta che ‘la questione di Dio non è un pericolo per la società, essa non mette in pericolo la vita umana! La questione di Dio non deve essere assente dai grandi interrogativi del nostro tempo’. Il Papa ha poi aggiunto di credere ‘profondamente che l’incontro tra la realtà della fede e quella della ragione permetta all’uomo di trovare se stesso. Ma troppo spesso la ragione si piega alla pressione degli interessi e all’attrattiva dell’utilità, costretta a riconoscere quest’ultima come criterio ultimo. La ricerca della verità non è facile. E se ciascuno è chiamato a decidersi, con coraggio, a favore della verità, è perché non esistono scorciatoie verso la felicità e la bellezza di una vita compiuta. Gesù lo dice nel Vangelo: La verità vi renderà liberi’. Non è mancato un accenno al tema della laicità. Secondo il Pontefice ‘le religioni non possono aver paura di una laicità giusta, di una laicità aperta che permette a ciascuno di vivere ciò che crede, secondo la propria coscienza. Se si tratta di costruire un mondo di libertà, di uguaglianza e di fraternità, credenti e non credenti devono sentirsi liberi di essere tali, eguali nei loro diritti a vivere la propria vita personale e comunitaria restando fedeli alla proprie convinzioni, e devono essere fratelli tra loro’.
lunedì 15 agosto 2011
12 marzo 2011 - Il Papa: 'In Italia coniugare unità e pluralità'
Ricevendo in udienza i Membri dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, il Papa ha ricordato – che in Italia ‘la molteplicità dei soggetti, delle situazioni, non è in contraddizione con l'unità della Nazione, che è richiamata dal 150/mo anniversario che si sta celebrando’. Secondo Benedetto XVI ‘unità e pluralità sono, a diversi livelli, compreso quello ecclesiologico, due valori che si arricchiscono mutuamente, se vengono tenuti nel giusto e reciproco equilibrio. Due principi che consentono questa armonica compresenza tra unità e pluralità sono quelli di sussidiarietà e di solidarietà, tipici dell’insegnamento sociale della Chiesa’. Il Pontefice ha anche voluto ‘ribadire che la Chiesa non domanda privilegi, ma di poter svolgere liberamente la sua missione, come richiede un effettivo rispetto della libertà religiosa. Essa consente in Italia la collaborazione che esiste fra la comunità civile e quella ecclesiale. Purtroppo, in altri Paesi le minoranze cristiane sono spesso vittime di discriminazioni e di persecuzioni’. Papa Benedetto ha, infine, parlato anche del fenomeno dell’immigrazione. ‘Di fronte a questa realtà – ha concluso - bisogna saper coniugare solidarietà e rispetto delle leggi, affinché non venga stravolta la convivenza sociale e si tenga conto dei principi di diritto e della tradizione culturale e anche religiosa da cui trae origine la Nazione italiana’.
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venerdì 17 dicembre 2010
17 dicembre 2010 - Crocifisso, il Papa ringrazia l'Italia
'Vorrei assicurare che la mia preghiera accompagna da vicino le vicende liete e tristi dell’Italia, per la quale chiedo al Datore di ogni bene di conservarle il tesoro prezioso della fede cristiana e di concederle i doni della concordia e della prosperità'. Lo ha detto il Papa ricevendo in Vaticano il nuovo Ambasciatore italiano accreditato presso la Santa Sede. Ricordando la sentenza europea che prevedeva l'esposizione del Crocifisso dai luoghi pubblici, Benedetto XVI ha espresso apprezzamento 'al Governo italiano che a questo riguardo si è mosso in conformità a una corretta visione della laicità e alla luce della sua storia, cultura e tradizione, trovando in ciò il positivo sostegno anche di altre Nazioni europee'. L'Italia - ha infine concluso il Pontefice - ha 'dimostrato una particolare sensibilità per la sorte di quelle minoranze cristiane, che, a motivo della loro fede, subiscono violenze, vengono discriminate o sono costrette ad una forzata emigrazione dalla loro patria'.
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sabato 6 novembre 2010
6 novembre 2010 - Spagna, il Papa: 'Fede e laicità si incontrino'
‘Per il futuro della fede occorre un incontro, non uno scontro, tra fede e laicità’. Lo ha detto stamane Benedetto XVI conversando con i giornalisti a bordo dell’aereo che lo ha portato in Spagna. Inizia dunque con un appello al confronto il viaggio apostolico del Papa a Santiago e Barcellona. Secondo il Pontefice è necessaria una nuova evangelizzazione soprattutto in Occidente perché ‘la continuità della fede deve cercare di rinnovarsi’. Parlando poi della Spagna Papa Benedetto XVI ha osservato come questa sia ‘il paese originario della fede’ che tuttavia adesso deve confrontarsi con ‘una laicità, un anticlericalismo, un secolarismo forte e aggressivo’.
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