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domenica 2 ottobre 2011

23 settembre 2011 - Il Papa in Germania: 'La religione non è un fatto privato'

Incontrando a Berlino i rappresentanti delle Comunità Islamiche tedesche il Papa ha voluto ribadire l’impegno della Chiesa Cattolica affinchè ‘venga dato il giusto riconoscimento alla dimensione pubblica dell’appartenenza religiosa’. ‘Si tratta – ha precisato Benedetto XVI - di un’esigenza che non diventa irrilevante nel contesto di una società maggiormente pluralista. In ciò va fatta attenzione che il rispetto verso l’altro sia sempre mantenuto. Questo rispetto reciproco cresce solo sulla base dell’intesa su alcuni valori inalienabili, propri della natura umana, soprattutto l’inviolabile dignità di ogni persona in quanto creatura di Dio penso che sia possibile una collaborazione feconda tra cristiani e musulmani’. Così facendo – ha aggiunto il Pontefice – ‘contribuiamo alla costruzione di una società che, sotto molti aspetti, sarà diversa da ciò che abbiamo portato con noi dal passato’. Come credenti – ha concluso Papa Ratzinger –‘possiamo dare una testimonianza importante in molti settori cruciali della vita sociale. Penso, ad esempio, alla tutela della famiglia fondata sul matrimonio, al rispetto della vita in ogni fase del suo naturale decorso o alla promozione di una più ampia giustizia sociale’.

giovedì 29 settembre 2011

22 settembre 2011 - Il Papa in Germania: 'Verso la religione c'è indifferenza'

Primo impegno ufficiale in terra tedesca per il Papa è la cerimonia di benvenuto al Castello di Bellevue, a Berlino, dove ha incontrato il Presidente Federale Wulff. ‘Nei confronti della religione – ha osservato Benedetto XVI - vediamo una crescente indifferenza nella società che, nelle sue decisioni, ritiene la questione della verità piuttosto come un ostacolo, e dà invece la priorità alle considerazioni utilitaristiche’. E’ necessaria tuttavia – ha aggiunto il Pontefice – ‘una base vincolante per la nostra convivenza, altrimenti ognuno vive solo seguendo il proprio individualismo. La religione è uno di questi fondamenti per una convivenza riuscita’. Secondo Papa Ratzinger, infine, ‘la libertà ha bisogno di un legame originario ad un’istanza superiore. Il fatto che ci sono valori che non sono assolutamente manipolabili, è la vera garanzia della nostra libertà’.

lunedì 12 settembre 2011

4 giugno 2011 - Il Papa in Croazia: 'Religione è forza di pace'

La tabella di marcia del Viaggio papale in Croazia prevede l’ incontro con esponenti della società civile, del mondo politico, accademico, culturale ed imprenditoriale, con il Corpo Diplomatico e con i Leader religiosi. A loro il Papa ha ricordato che ‘la religione non è una realtà a parte rispetto alla società: è invece una sua componente connaturale, che costantemente richiama la dimensione verticale, l’ascolto di Dio come condizione per la ricerca del bene comune, della giustizia e della riconciliazione nella verità’. ‘La religione – ha aggiunto - mette l’uomo in relazione con Dio, Creatore e Padre di tutti, e deve quindi essere una forza di pace. Le religioni devono sempre purificarsi secondo questa loro vera essenza per corrispondere alla loro genuina missione’. Benedetto XVI ha poi spiegato che ‘la qualità della vita sociale e civile, la qualità della democrazia dipendono in buona parte da questo punto critico che è la coscienza, da come la si intende e da quanto si investe sulla sua formazione. Se la coscienza, secondo il prevalente pensiero moderno, viene ridotta all’ambito del soggettivo, in cui si relegano la religione e la morale, la crisi dell’occidente non ha rimedio e l’Europa è destinata all’involuzione. Se invece la coscienza viene riscoperta quale luogo dell’ascolto della verità e del bene, luogo della responsabilità davanti a Dio e ai fratelli in umanità – che è la forza contro ogni dittatura – allora c’è speranza per il futuro’. In questo contesto – ha proseguito Papa Ratzinger – si inserisce la Chiesa che ‘offre alla società il suo contributo più proprio e prezioso. Un contributo che comincia nella famiglia e che trova un importante rinforzo nella parrocchia, dove i bambini e i ragazzi, e poi i giovani imparano ad approfondire le Sacre Scritture, che sono il grande codice della cultura europea; e al tempo stesso imparano il senso della comunità fondata sul dono, non sull’interesse economico o sull’ideologia, ma sull’amore, che è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera’.

venerdì 9 settembre 2011

11 maggio 2011 - Il Papa: 'L'uomo non è autosufficiente'

'Guardando alla storia recente, è fallita la previsione di chi, dall’epoca dell’Illuminismo, preannunciava la scomparsa delle religioni ed esaltava una ragione assoluta, staccata dalla fede, una ragione che avrebbe scacciato le tenebre dei dogmatismi religiosi e avrebbe dissolto il mondo del sacro, restituendo all’uomo la sua libertà, la sua dignità e la sua autonomia da Dio. L’esperienza del secolo scorso, con le due tragiche Guerre mondiali ha messo in crisi quel progresso che la ragione autonoma, l’uomo senza Dio sembrava poter garantire'. Lo ha detto Benedetto XVI nel corso della consueta Udienza Generale del mercoledì. In ogni epoca - ha proseguito il Papa - l'uomo 'cerca nell’esperienza religiosa le vie per superare la sua finitezza e per assicurare la sua precaria avventura terrena. Del resto, la vita senza un orizzonte trascendente non avrebbe un senso compiuto e la felicità, alla quale tendiamo tutti, è proiettata spontaneamente verso il futuro, in un domani ancora da compiersi'. L'uomo - ha concluso il Pontefice - non è autosufficiente ed 'ha bisogno di aprirsi ad altro, a qualcosa o a qualcuno, che possa donargli ciò che gli manca, deve uscire da se stesso verso Colui che sia in grado di colmare l’ampiezza e la profondità del suo desiderio'.

martedì 6 settembre 2011

30 aprile 2011 - Il Papa: 'La religione vuole aiutare la ragione'

Ricevendo in udienza i partecipanti alla 17.ma Assemblea delle Radio dell’European Broadcasting Union, Benedetto XVI ha ricordato che ‘anche nello sviluppo delle comunicazioni sociali si nascondono difficoltà e rischi’. Secondo il Papa ‘alimentare ogni giorno una corretta ed equilibrata informazione e un approfondito dibattito per trovare le migliori soluzioni condivise’ ‘è un compito che richiede alta onestà professionale, correttezza e rispetto, apertura alle prospettive diverse, chiarezza nell’affrontare i problemi, libertà da steccati ideologici, consapevolezza della complessità dei problemi. Si tratta di una ricerca paziente di quella verità quotidiana che meglio traduce i valori nella vita e meglio orienta il cammino della società, e che va cercata insieme con umiltà’. Il Pontefice ha poi ribadito che ‘la religione non intende prevaricare nei confronti dei non credenti, ma aiutare la ragione nella scoperta dei principi morali oggettivi. La religione contribuisce a purificare la ragione, aiutandola a non cadere in distorsioni, come la manipolazione da parte dell’ideologia, o l’applicazione parziale che non tenga conto pienamente della dignità della persona umana. Allo stesso tempo, anche la religione riconosce di aver bisogno del correttivo della ragione per evitare eccessi, come l’integralismo o il settarismo’. Gli operatori della comunicazione – ha aggiunto Papa Benedetto – svolgono ‘servizio pubblico, servizio alla gente, per aiutarla ogni giorno a conoscere e a capire meglio ciò che succede e perché succede, e a comunicare attivamente per concorrere al cammino comune della società’. ‘So bene – ha concluso Papa Ratzinger - che questo servizio incontra difficoltà, con differenti aspetti e proporzioni nei diversi Paesi. Vi possono essere la sfida della concorrenza da parte dell’emittenza commerciale; il condizionamento di una politica vissuta come spartizione del potere invece che come servizio del bene comune; la scarsezza di risorse economiche accentuata da situazioni di crisi; l’impatto degli sviluppi delle nuove tecnologie di comunicazione; la ricerca affannosa dell’audience. Ma troppo grandi e urgenti sono le sfide del mondo odierno di cui dovete occuparvi, per lasciarvi scoraggiare e arrendervi di fronte a queste difficoltà’.

lunedì 22 agosto 2011

16 aprile 2011 - Il Papa: 'La Chiesa veglia su vita e famiglia'

Ricevendo il nuovo Ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede il Papa ha parlato della situazione che sta vivendo il Paese iberico, e non solo, in questi ultimi tempi. Ci si trova – ha osservato Benedetto XVI – ‘in una situazione di grande difficoltà economica su scala mondiale che attanaglia anche la Spagna, con risultati veramente preoccupanti, soprattutto nel campo della disoccupazione, che genera sconforto e frustrazione soprattutto nei giovani e nelle famiglie meno favorite’. Da parte sua – ha aggiunto il Pontefice – ‘la Chiesa offre qualcosa che le è connaturale e che beneficia le persone e le nazioni: offre Cristo, speranza che incoraggia e rafforza, come un antidoto alla delusione di altre proposte fugaci e a un cuore carente di valori, che finisce con l'indurirsi al punto da non sapere percepire più l'autentico senso della vita e il perché delle cose’. Papa Benedetto ha proseguito rilevando ‘che in certi ambienti si tenda a considerare la religione come un fattore socialmente insignificante, e addirittura molesto, non giustifica il fatto che si cerchi di emarginarla, a volte mediante la diffamazione, la beffa, la discriminazione e persino l'indifferenza dinanzi a episodi di chiara profanazione, poiché così si viola il diritto fondamentale alla libertà religiosa inerente alla dignità della persona umana’. Poi un monito. ‘La Chiesa – ha scandito Benedetto XVI - veglia sui suoi diritti fondamentali, in dialogo sincero con tutti coloro che contribuiscono a renderli effettivi e a non farli limitare. Veglia sul diritto alla vita umana dal suo inizio al suo termine naturale, poiché la vita è sacra e nessuno può disporre di essa arbitrariamente’. Massima attenzione è riservata dalla Chiesa – ha concluso – ‘sulla tutela e sull'aiuto alla famiglia, e sostiene misure economiche, sociali e giuridiche affinché l'uomo e la donna che contraggono matrimonio e formano una famiglia abbiano il sostegno necessario per compiere la loro vocazione di essere santuario dell'amore e della vita. Sostiene anche un'educazione che includa i valori morali e religiosi secondo le convinzioni dei genitori, come è loro diritto, e come si addice allo sviluppo integrale dei giovani’.

domenica 21 agosto 2011

25 marzo 2011 - Il Papa: 'Credo nell'incontro tra fede e ragione'

In un videomessaggio inviato per l’inaugurazione del "Cortile dei Gentili" a Parigi, Benedetto XVI ha ribadito ancora una volta che ‘la questione di Dio non è un pericolo per la società, essa non mette in pericolo la vita umana! La questione di Dio non deve essere assente dai grandi interrogativi del nostro tempo’. Il Papa ha poi aggiunto di credere ‘profondamente che l’incontro tra la realtà della fede e quella della ragione permetta all’uomo di trovare se stesso. Ma troppo spesso la ragione si piega alla pressione degli interessi e all’attrattiva dell’utilità, costretta a riconoscere quest’ultima come criterio ultimo. La ricerca della verità non è facile. E se ciascuno è chiamato a decidersi, con coraggio, a favore della verità, è perché non esistono scorciatoie verso la felicità e la bellezza di una vita compiuta. Gesù lo dice nel Vangelo: La verità vi renderà liberi’. Non è mancato un accenno al tema della laicità. Secondo il Pontefice ‘le religioni non possono aver paura di una laicità giusta, di una laicità aperta che permette a ciascuno di vivere ciò che crede, secondo la propria coscienza. Se si tratta di costruire un mondo di libertà, di uguaglianza e di fraternità, credenti e non credenti devono sentirsi liberi di essere tali, eguali nei loro diritti a vivere la propria vita personale e comunitaria restando fedeli alla proprie convinzioni, e devono essere fratelli tra loro’.

mercoledì 2 febbraio 2011

2 febbraio 2011 - Il Papa: 'Nel mondo c'è emarginazione della religione'

Presiedendo i Vespri in occasione della Giornata della Vita Consacrata, Benedetto XVI ha spiegato che questa ‘è nel mondo e nella Chiesa segno visibile di questa ricerca del volto del Signore e delle vie che conducono a Lui’. Dopo aver ricordato che la società contemporanea è caratterizzata da ‘una progressiva emarginazione della religione dalla sfera pubblica, da un relativismo che tocca i valori fondamentali’, il Papa ha esortato i consacrati ad essere testimoni del Cristianesimo con ‘impegno di vita, che accede, con perseverante passione, alla Sapienza come verità e come bellezza, splendore della verità’.