Giunto alla Certosa dei Santi Stefano e Bruno, Benedetto XVI ha osservato che ‘il progresso tecnico, segnatamente nel campo dei trasporti e delle comunicazioni, ha reso la vita dell’uomo più confortevole, ma anche più concitata, a volte convulsa’. Per questo – guardando proprio alla Certosa – l’uomo deve ‘sperimentare invece la Pienezza, la presenza di Dio, della Realtà più reale che ci sia, e che sta oltre la dimensione sensibile. E’ una presenza percepibile in ogni creatura: nell’aria che respiriamo, nella luce che vediamo e che ci scalda’. Rivolgendosi infine ai monaci il Papa ha sottolineato che il loro posto nella Chiesa ‘non è marginale: nessuna vocazione è marginale nel Popolo di Dio: siamo un unico corpo, in cui ogni membro è importante e ha la medesima dignità, ed è inseparabile dal tutto. Anche voi, che vivete in un volontario isolamento, siete in realtà nel cuore della Chiesa, e fate scorrere nelle sue vene il sangue puro della contemplazione e dell’amore di Dio’.
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domenica 9 ottobre 2011
9 ottobre 2011 - Il Papa: 'Riscoprire la presenza di Dio'
Giunto alla Certosa dei Santi Stefano e Bruno, Benedetto XVI ha osservato che ‘il progresso tecnico, segnatamente nel campo dei trasporti e delle comunicazioni, ha reso la vita dell’uomo più confortevole, ma anche più concitata, a volte convulsa’. Per questo – guardando proprio alla Certosa – l’uomo deve ‘sperimentare invece la Pienezza, la presenza di Dio, della Realtà più reale che ci sia, e che sta oltre la dimensione sensibile. E’ una presenza percepibile in ogni creatura: nell’aria che respiriamo, nella luce che vediamo e che ci scalda’. Rivolgendosi infine ai monaci il Papa ha sottolineato che il loro posto nella Chiesa ‘non è marginale: nessuna vocazione è marginale nel Popolo di Dio: siamo un unico corpo, in cui ogni membro è importante e ha la medesima dignità, ed è inseparabile dal tutto. Anche voi, che vivete in un volontario isolamento, siete in realtà nel cuore della Chiesa, e fate scorrere nelle sue vene il sangue puro della contemplazione e dell’amore di Dio’.
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martedì 27 settembre 2011
18 settembre 2011 - Il Papa: 'Dio torni nel nostro orizzonte'
A pochi giorni dal suo Viaggio Apostolico in Germania Benedetto XVI ha registrato un videomessaggio per la televisione ARD in cui ha voluto precisare che questa visita ‘non è turismo religioso, e meno ancora uno show. Di che cosa si tratta, lo dice il motto di questi giorni: Dove c’è Dio, là c’è futuro. Dovrebbe trattarsi del fatto che Dio torni nel nostro orizzonte, questo Dio così spesso totalmente assente, del quale però abbiamo tanto bisogno’. Il Papa ha poi spiegato che non potendo toccare Dio con mano è necessario ‘sviluppare la capacità di percezione di Dio, capacità che esiste in noi. Possiamo intuire qualcosa della grandezza di Dio nella grandezza del cosmo. Possiamo utilizzare il mondo attraverso la tecnica, perché esso è costruito in maniera razionale. Nella grande razionalità del mondo possiamo intuire lo spirito creatore dal quale esso proviene, e nella bellezza della creazione possiamo intuire qualcosa della bellezza, della grandezza e anche della bontà di Dio’.
domenica 21 agosto 2011
25 marzo 2011 - Il Papa: 'Credo nell'incontro tra fede e ragione'
In un videomessaggio inviato per l’inaugurazione del "Cortile dei Gentili" a Parigi, Benedetto XVI ha ribadito ancora una volta che ‘la questione di Dio non è un pericolo per la società, essa non mette in pericolo la vita umana! La questione di Dio non deve essere assente dai grandi interrogativi del nostro tempo’. Il Papa ha poi aggiunto di credere ‘profondamente che l’incontro tra la realtà della fede e quella della ragione permetta all’uomo di trovare se stesso. Ma troppo spesso la ragione si piega alla pressione degli interessi e all’attrattiva dell’utilità, costretta a riconoscere quest’ultima come criterio ultimo. La ricerca della verità non è facile. E se ciascuno è chiamato a decidersi, con coraggio, a favore della verità, è perché non esistono scorciatoie verso la felicità e la bellezza di una vita compiuta. Gesù lo dice nel Vangelo: La verità vi renderà liberi’. Non è mancato un accenno al tema della laicità. Secondo il Pontefice ‘le religioni non possono aver paura di una laicità giusta, di una laicità aperta che permette a ciascuno di vivere ciò che crede, secondo la propria coscienza. Se si tratta di costruire un mondo di libertà, di uguaglianza e di fraternità, credenti e non credenti devono sentirsi liberi di essere tali, eguali nei loro diritti a vivere la propria vita personale e comunitaria restando fedeli alla proprie convinzioni, e devono essere fratelli tra loro’.
mercoledì 13 ottobre 2010
13 ottobre 2010 - Il Papa: 'Dio ha mille modi per mostrarsi'
Anche oggi, nel corso dell'Udienza Generale, Benedetto XVI ha posto l'accento sul rischio di vivere dimenticandosi di Dio. 'Siamo tutti in pericolo di vivere come se Dio non esistesse - ha osservato il Papa - ma Dio ha mille modi, per ognuno il suo, di farsi presente nella nostra anima, di mostrare che esiste e ci conosce'. Il Pontefice ha poi invitato i fedeli a vedere in Cristo crocifisso il 'maestro di perfezione'. Papa Benedetto infine non ha mancato di ricordare i 33 cileni intrappolati da oltre due mesi nella miniera di San Josè e la cui 'liberazione' è iniziata con successo nella notte. 'Continuo a raccomandarli con speranza alla bontà divina', la preghiera di Benedetto XVI parlando ai pellegrini di lingua spagnola.
venerdì 17 settembre 2010
17 settembre 2010 - Il Papa: 'Salvare i Paesi poveri'
In serata Benedetto XVI ha incontrato nella Westminster Hall, a Londra, i rappresentanti della società civile inglese, compresi politici - quali gli ex primi ministri Brown, Blair, Major e Thatcher - ed imprenditori. Riprendendo alcuni temi sviluppati nell'Enciclica Caritas in Veritate il Papa ha invitato i governi che hanno salvato in piena crisi economica 'istituzioni finanziarie ritenute troppo grandi per fallire' ad agire parimenti con le Nazioni più svantaggiate. La mancanza di etica in economia - ha aggiunto - ha 'contribuito a creare la situazione di grave difficoltà nella quale si trovano ora milioni di persone nel mondo'. Il Pontefice è poi tornato sulla rilevanza pubblica della religione. Nel mondo di oggi - ha osservato - 'vi sono alcuni che sostengono che la voce della religione andrebbe messa a tacere, o tutt'al più relegata alla sfera puramente privata. Vi sono alcuni che sostengono che la celebrazione pubblica di festività come il Natale andrebbe scoraggiata, secondo la discutibile convinzione che essa potrebbe in qualche modo offendere coloro che appartengono ad altre religioni o a nessuna. E vi sono altri ancora che, paradossalmente con lo scopo di eliminare le discriminazioni, ritengono che i cristiani che rivestono cariche pubbliche dovrebbero, in determinati casi, agire contro la propria coscienza'.
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giovedì 16 settembre 2010
16 settembre 2010 - Il Papa: 'Senza Dio c'è visione riduttiva della società'
Benedetto XVI è stato ricevuto con tutti gli onori dalla Regina Elisabetta II ad Holyroodhouse, ad Edimburgo. Nel discorso rivolto alla Sovrana il Papa ha ricordato l'impegno profuso dalla Gran Bretagna in opposizione al nazismo che 'fu negazione dell'umanità' e che 'aveva in animo di sradicare Dio dalla società'. Dopo aver auspicato la prosecuzione del processo di pace in Irlanda del Nord, il Pontefice ha parlato del rischio di escludere la dimensione trascendente dal contesto in cui si vive. 'Non possiamo mai dimenticare - ha osservato come l'esclusione di Dio, della religione e della virtù dalla vita pubblica conduce in ultima analisi ad una visione monca dell'uomo e della società, e pertanto a una visione riduttiva della persona e del suo destino'. Infine Papa Benedetto ha fatto riferimento alle radici cristiane della Gran Bretagna per poi ribadire che i cattolici 'non sono in concorrenza con gli anglicani'. 'Una Chiesa che - ha precisato - cerca di essere attrattiva per avere più fedeli è già su una strada sbagliata. Cattolici e anglicani non lavorano per se stessi, ma sono strumenti di Cristo. Se entrambi seguono questa priorità che li accomuna, non sono più concorrenti tra loro'.
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