Nazismo e comunismo sono state per i cristiani una ‘pioggia acida’. Lo ha denunciato il Papa nell’omelia pronunciata nella messa alla Domplatz di Erfurt. ‘Tante conseguenze tardive di quel tempo – ha spiegato Benedetto XVI – sono ancora da smaltire, soprattutto nell’ambito intellettuale e in quello religioso’. Molte persone che vivono nella ex DDR – ha aggiunto il Pontefice – sono lontane ‘dalla fede in Cristo e dalla comunione della Chiesa’. ‘Gli ultimi due decenni, però – ha ribattuto Papa Ratzinger - presentano anche esperienze positive: un orizzonte più ampio, uno scambio al di là delle frontiere, una fiduciosa certezza che Dio non ci abbandona e ci conduce per vie nuove. Dove c’è Dio, là c’è futuro’. Benedetto XVI ha poi ripetuto che ‘la fede è sempre anche essenzialmente un credere insieme con gli altri. Nessuno può credere da solo’. ‘Soltanto nella grande comunione dei fedeli di ogni tempo che hanno trovato Cristo e che sono stati trovati da Lui – ha concluso - posso credere. Il fatto di poter credere lo devo innanzitutto a Dio che si rivolge a me e, per così dire, accende la mia fede. Ma molto concretamente devo la mia fede a coloro che mi sono vicini e che hanno creduto prima di me e credono insieme con me’.
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lunedì 3 ottobre 2011
24 settembre 2011 - Il Papa in Germania: 'La fede è credere insieme'
Nazismo e comunismo sono state per i cristiani una ‘pioggia acida’. Lo ha denunciato il Papa nell’omelia pronunciata nella messa alla Domplatz di Erfurt. ‘Tante conseguenze tardive di quel tempo – ha spiegato Benedetto XVI – sono ancora da smaltire, soprattutto nell’ambito intellettuale e in quello religioso’. Molte persone che vivono nella ex DDR – ha aggiunto il Pontefice – sono lontane ‘dalla fede in Cristo e dalla comunione della Chiesa’. ‘Gli ultimi due decenni, però – ha ribattuto Papa Ratzinger - presentano anche esperienze positive: un orizzonte più ampio, uno scambio al di là delle frontiere, una fiduciosa certezza che Dio non ci abbandona e ci conduce per vie nuove. Dove c’è Dio, là c’è futuro’. Benedetto XVI ha poi ripetuto che ‘la fede è sempre anche essenzialmente un credere insieme con gli altri. Nessuno può credere da solo’. ‘Soltanto nella grande comunione dei fedeli di ogni tempo che hanno trovato Cristo e che sono stati trovati da Lui – ha concluso - posso credere. Il fatto di poter credere lo devo innanzitutto a Dio che si rivolge a me e, per così dire, accende la mia fede. Ma molto concretamente devo la mia fede a coloro che mi sono vicini e che hanno creduto prima di me e credono insieme con me’.
venerdì 30 settembre 2011
22 settembre 2011 - Il Papa in Germania: 'Chiesa vicina agli Ebrei'
Prima di lasciare il Bundestag Benedetto XVI ha incontrato i rappresentanti della Comunità Ebraica di Berlino. ‘Il regime di terrore del nazionalsocialismo – ha ricordato il Papa - si fondava su un mito razzista, di cui faceva parte il rifiuto del Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, del Dio di Gesù Cristo e delle persone credenti in Lui. L’onnipotente Adolf Hitler, era questo un idolo pagano, che voleva porsi come sostituto del Dio biblico, Creatore e Padre di tutti gli uomini. Con il rifiuto del rispetto per questo Dio unico si perde sempre anche il rispetto per la dignità dell’uomo. Di che cosa sia capace l’uomo che rifiuta Dio e quale volto possa assumere un popolo nel no a tale Dio, l’hanno rivelato le orribili immagini provenienti dai campi di concentramento alla fine della guerra’. Il Pontefice ha anche espresso gratitudine per il ‘dialogo tra la Chiesa cattolica e l’Ebraismo, un dialogo che si sta approfondendo’. ‘La Chiesa – ha concluso - sente una grande vicinanza al Popolo ebraico’.
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giovedì 29 settembre 2011
22 settembre 2011 - Il Papa in Germania: 'Il politico combatta l'ingiustizia'
Storica visita di Benedetto XVI, Papa tedesco, al Bundestag. Qui il Pontefice ha ricordato l’esperienza del nazismo, periodo nel quale i tedeschi hanno ‘sperimentato il separarsi del potere dal diritto, il porsi del potere contro il diritto, il suo calpestare il diritto, così che lo Stato era diventato lo strumento per la distruzione del diritto – era diventato una banda di briganti molto ben organizzata, che poteva minacciare il mondo intero e spingerlo sull’orlo del precipizio. Servire il diritto e combattere il dominio dell’ingiustizia è e rimane il compito fondamentale del politico’. ‘I combattenti della resistenza – ha aggiunto il Papa - hanno agito contro il regime nazista e contro altri regimi totalitari, rendendo così un servizio al diritto e all’intera umanità’. Dal Pontefice anche un pensiero al movimento ecologista la cui comparsa ‘è stata e rimane un grido che anela all'aria fresca, un grido che non si può ignorare né accantonare’.
sabato 17 settembre 2011
12 giugno 2011 - Il Papa: 'Lo Spirito Santo ispiri propositi di pace'
Ricordando, nel corso del Regina Caeli, la prossima beatificazione di un martire del nazismo il Papa ha colto l’occasione di invocare l’intercessione di ‘quanti hanno dato la vita nel nome di Cristo nei campi di concentramento’ per ‘la causa della pace nel mondo’. ‘Possa lo Spirito Santo – ha auspicato Benedetto XVI - ispirare coraggiosi propositi di pace e sostenere l’impegno di portarli avanti, affinché il dialogo prevalga sulle armi e il rispetto della dignità dell’uomo superi gli interessi di parte. Lo Spirito, che è vincolo di comunione, raddrizzi i cuori deviati dall’egoismo e aiuti la famiglia umana a riscoprire e custodire con vigilanza la sua fondamentale unità’.
11 giugno 2011 - Il Papa torna a condannare il razzismo
‘Durante la mia visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, il 28 maggio 2006, ho pregato per le vittime della persecuzione e mi sono inchinato di fronte alla lapide in lingua romanes, che ricorda i vostri caduti. La coscienza europea non può dimenticare tanto dolore! Mai più il vostro popolo sia oggetto di vessazioni, di rifiuto e di disprezzo! Da parte vostra, ricercate sempre la giustizia, la legalità, la riconciliazione e sforzatevi di non essere mai causa della sofferenza altrui!’. E’ l’appello lanciato dal Papa nel corso dell’udienza concessa ai rappresentanti di diverse etnie di Zingari e Rom. Da Benedetto XVI anche l’invito a ‘a scrivere insieme una nuova pagina di storia per il vostro popolo e per l’Europa! La ricerca di alloggi e lavoro dignitosi e di istruzione per i figli sono le basi su cui costruire quell’integrazione da cui trarrete beneficio voi e l’intera società. Date anche voi la vostra fattiva e leale collaborazione, affinché le vostre famiglie si collochino degnamente nel tessuto civile europeo! Numerosi tra voi sono i bambini e i giovani che desiderano istruirsi e vivere con gli altri e come gli altri. A loro guardo con particolare affetto, convinto che i vostri figli hanno diritto a una vita migliore. Sia il loro bene la vostra più grande aspirazione!’ ‘Custodite – ha concluso il Pontefice - la dignità e il valore delle vostre famiglie, piccole Chiese domestiche, perché siano vere scuole di umanità. Le istituzioni, da parte loro, si adoperino per accompagnare adeguatamente questo cammino’.
domenica 19 settembre 2010
19 settembre 2010 - Il Papa torna a condannare il nazismo
Benedetto XVI ha beatificato stamane a Birmingham il Cardinale John Henry Newman. Il nuovo beato è un esempio - ha detto il Papa - 'per le sue intuizioni sulla relazione tra fede e ragione, sullo spazio vitale della religione rivelata nella società civilizzata, che continuano a ispirare e ad illuminare molti in tutto il mondo'. Il Pontefice ha poi ricordato il 70° anniversario della Battaglia di Inghilterra. Il tedesco Joseph Ratzinger è tornato, ancora una volta, ad attaccare il nazismo definito 'ideologia maligna' che ha provocato la 'spaventosa quantità di morte e distruzione che la guerra porta con sè'. Un ricordo indelebile misto a 'vergogna ed orrore'. 'Per me che ho vissuto e sofferto lungo i tenebrosi giorni del regime nazista in Germania - ha spiegato -, è profondamente commovente essere qui con voi in tale occasione'. Oggi - ha concluso Papa Benedetto - rinnoviamo il nostro proposito di agire per la pace e la riconciliazione in qualunque luogo in cui sorga la minaccia di conflitti'.
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giovedì 16 settembre 2010
16 settembre 2010 - Il Papa: 'Senza Dio c'è visione riduttiva della società'
Benedetto XVI è stato ricevuto con tutti gli onori dalla Regina Elisabetta II ad Holyroodhouse, ad Edimburgo. Nel discorso rivolto alla Sovrana il Papa ha ricordato l'impegno profuso dalla Gran Bretagna in opposizione al nazismo che 'fu negazione dell'umanità' e che 'aveva in animo di sradicare Dio dalla società'. Dopo aver auspicato la prosecuzione del processo di pace in Irlanda del Nord, il Pontefice ha parlato del rischio di escludere la dimensione trascendente dal contesto in cui si vive. 'Non possiamo mai dimenticare - ha osservato come l'esclusione di Dio, della religione e della virtù dalla vita pubblica conduce in ultima analisi ad una visione monca dell'uomo e della società, e pertanto a una visione riduttiva della persona e del suo destino'. Infine Papa Benedetto ha fatto riferimento alle radici cristiane della Gran Bretagna per poi ribadire che i cattolici 'non sono in concorrenza con gli anglicani'. 'Una Chiesa che - ha precisato - cerca di essere attrattiva per avere più fedeli è già su una strada sbagliata. Cattolici e anglicani non lavorano per se stessi, ma sono strumenti di Cristo. Se entrambi seguono questa priorità che li accomuna, non sono più concorrenti tra loro'.
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venerdì 3 settembre 2010
3 settembre 2010 - Il Papa ai giovani: 'I punti fermi si trovano nella fede'
Pubblicato stamane il messaggio di Benedetto XVI in occasione della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, in calendario a Madrid dal 16 al 21 agosto del 2011. 'La domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi - ha sostenuto il Papa - è un problema grande e pressante, ma i punti fermi si trovano nella fede e nell'insieme dei valori che sono alla base della società e che provengono dal Vangelo'. Benedetto XVI ha poi invitato i giovani a non lasciarsi sedurre dal laicismo 'che vuole emarginare Dio dalla vita delle persone e della società, prospettando e tentando di creare un paradiso senza di Lui'. 'L'esperienza insegna - ha aggiunto - che il mondo senza Dio diventa un inferno'. Poi un nuovo affondo contro il relativismo che disegna un mondo in cui 'prevalgono gli egoismi, le divisioni nelle famiglie, l'odio tra le persone e tra i popoli, la mancanza di amore, di gioia e di speranza'. Infine Papa Benedetto ha ricordato la sua giovinezza, segnata dal nazismo. 'Durante la dittatura nazionalsocialista e nella guerra - ha scritto il Papa - noi siamo stati rinchiusì dal potere dominante. Quindi volevamo uscire all'aperto per entrare nell'ampiezza delle possibilità dell'essere uomo. Ma credo che, in un certo senso, questo impulso di andare oltre all'abituale ci sia in ogni generazione'. 'È parte dell'essere giovane - ha concluso il Pontefice - desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare di un impiego sicuro e sentire l'anelito per ciò che è realmente grande. Si tratta solo di un sogno vuoto che svanisce quando si diventa adulti? No, l'uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l'infinito'.
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mercoledì 27 gennaio 2010
27 gennaio 2010 - Il Papa: 'Ad Auschwitz crimini inauditi'
Nel giorno in cui il mondo ricorda il 65° anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschiwitz, Benedetto XVI - al termine dell'Udienza Generale - ha levato la sua voce per condannare ancora una volta l'Olocausto. 'Tale evento e le testimonianze dei sopravvissuti - ha osservato - rivelarono al mondo l'orrore di crimini di inaudita efferatezza, commessi nei campi di sterminio creati dalla Germania nazista'. Papa Ratzinger ha anche voluto ricordare 'quanti, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati, opponendosi alla follia omicida'. 'Con animo commosso - ha aggiunto il Papa - pensiamo alle innumerevoli vittime di un cieco odio razziale e religioso, che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte in quei luoghi aberranti e disumani'. Dalla Shoah il mondo impari il rispetto per la vita umana, è stato l'auspicio del Pontefice. 'La memoria di tali fatti, in particolare del dramma della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, susciti un sempre più convinto rispetto della dignità di ogni persona, perché tutti gli uomini si percepiscano una sola grande famiglia. Dio onnipotente illumini i cuori e le menti, affinché non si ripetano più tali tragedie!'.
sabato 16 gennaio 2010
16 gennaio 2010 - Il Papa: 'Cristo piu' forte della tirannide'
Ricevendo stamane una delegazione della città di Frisinga, che gli ha conferito la cittadinanza onoraria, Benedetto XVI ha ricordato la sua giovinezza. 'Il seminario di Frisinga poté riaprire le porte ai reduci. Visto dal punto di vista di oggi - ha spiegato Papa Benedetto - abbiamo vissuto in modo molto 'spartano' e senza 'comfort': riposavamo nei dormitori, studiavamo nelle sale da studio, ma eravamo felici, non solo perché eravamo sfuggiti alle miserie e ai pericoli della guerra e del dominio nazista, ma perché ormai eravamo liberi. E soprattutto, perché stavamo preparandoci alla nostra vocazione'. Riferendosi poi al nazismo il Pontefice ha voluto sottolineare, parlando rigorasamente a braccio, che 'sapevamo che Cristo è più forte della tirannide, della forza della sua ideologia e dei suoi meccanismi di oppressione. Sapevamo che il tempo e il futuro appartengono a Cristo. Sapevamo che lui ci aveva chiamati e sapevamo che lui aveva bisogno di noi, che c'era bisogno di noi. E sapevamo che gli uomini di questo tempo nuovo aspettavano noi, aspettavano sacerdoti che venivano con un nuovo slancio della fede per costruire la casa viva di Dio'.
domenica 9 agosto 2009
9 agosto 2009 - Il Papa: 'I lager nazisti un inferno in Terra'
Benedetto XVI, il Papa tedesco, torna ancora una volta a condannare senza remore il nazismo. Nel corso dell'Angelus recitato a Castel Gandolfo - ricordando le figure di San Massimiliano Kolbe e di Santa Teresa Benedetta della Croce - il Pontefice ha definito i campi di sterminio nazisti "simboli estremi del male, dell'inferno che si apre sulla terra quando l'uomo dimentica Dio e a Lui si sostituisce, usurpandogli il diritto di decidere che cosa è bene e che cosa è male, di dare la vita e la morte". Una nuova condanna - dopo quella fortissima pronunciata ad Auschwitz nel 2006 - di un sistema totalitario che Benedetto XVI conobbe da ragazzo.
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