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venerdì 30 settembre 2011

22 settembre 2011 - Il Papa in Germania: 'Chiesa vicina agli Ebrei'

Prima di lasciare il Bundestag Benedetto XVI ha incontrato i rappresentanti della Comunità Ebraica di Berlino. ‘Il regime di terrore del nazionalsocialismo – ha ricordato il Papa - si fondava su un mito razzista, di cui faceva parte il rifiuto del Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, del Dio di Gesù Cristo e delle persone credenti in Lui. L’onnipotente Adolf Hitler, era questo un idolo pagano, che voleva porsi come sostituto del Dio biblico, Creatore e Padre di tutti gli uomini. Con il rifiuto del rispetto per questo Dio unico si perde sempre anche il rispetto per la dignità dell’uomo. Di che cosa sia capace l’uomo che rifiuta Dio e quale volto possa assumere un popolo nel no a tale Dio, l’hanno rivelato le orribili immagini provenienti dai campi di concentramento alla fine della guerra’. Il Pontefice ha anche espresso gratitudine per il ‘dialogo tra la Chiesa cattolica e l’Ebraismo, un dialogo che si sta approfondendo’. ‘La Chiesa – ha concluso - sente una grande vicinanza al Popolo ebraico’.

giovedì 9 settembre 2010

9 settembre 2010 - Il Papa agli Ebrei: 'Avanti nell'amicizia reciproca'

'Queste feste possano apportare copiose benedizioni dall'eterno ed essere fonte di intima gioia. Cresca in tutti noi la volontà di promuovere la giustizia e la pace, di cui tanto ha bisogno il mondo di oggi'. E' l'augurio espresso dal Papa al Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni in occasione del Capodanno ebraico, di Yom Kippur e di Sukkot. Dopo aver ricordato con 'gratitudine ed affetto' la visita in Sinagoga dello scorso gennaio, Benedetto XVI ha concluso il messaggio chiedendo a Dio di proteggere 'l'intera comunità e ci conceda di crescere, a Roma e nel mondo, nell'amicizia reciproca'.

venerdì 7 maggio 2010

4 maggio 2010 - Gli auguri del Papa al Rabbino Toaff

Benedetto XVI ha inviato ieri un suo messaggio autografo di auguri al Rabbino Emerito di Roma Elio Toaff, in occasione del suo 95° compleanno. Il Papa e Toaff si sono incontrati brevemente il 17 gennaio scorso in occasione della visita del Pontefice in Sinagoga. 'Penso - ha scritto Papa Benedetto - a come il Signore abbia rinfrancato l’anima Sua, guidandoLa per il giusto cammino, anche nella valle più scura, nell’ora della persecuzione e dello sterminio del popolo ebraico'. 'Il Signore nei suoi misteriosi disegni - ha aggiunto - ha voluto che Ella sperimentasse in maniera singolare la sua salvezza, divenendo un segno di speranza per la rinascita di molti Suoi fratelli.
Mi è specialmente caro ricordare il Suo impegno per la promozione di relazioni fraterne tra cattolici ed ebrei, e la sincera amicizia che La legò al mio venerato predecessore, il Papa Giovanni Paolo II'.

venerdì 2 aprile 2010

2 aprile 2010 - Il Papa al Colosseo per la Via Crucis

La sofferenza umana - fisica e spirituale - e il ricordo di Giovanni Paolo II - a 5 anni esatti dalla morte - sono stati gli assi portanti della Via Crucis del Venerdì Santo presieduta al Colosseo da Benedetto XVI. 'Nasca in noi - l'auspicio del Papa - un rinnovato desiderio di convertire il nostro cuore all'amore, che e' l'unica forza capace di cambiare il mondo'. 'Nella storia - ha aggiunto il Pontefice - l'uomo tocca il limite estremo della sua impotenza e la Croce appare come il segno dell'abbandono, della debolezza, del fallimento. Ma essa è diventata invece il segno del nuovo inzio, dell'amore sconfinato di Dio'. Intanto è scoppiata una nuova polemica tra Chiesa Cattolica ed Ebraismo. Riferendosi allo scandalo pedofilia il predicatore pontificio padre Raniero Cantalamessa ha paragonato - nell'omelia pronunciata nel corso della celebrazione della Passione del Signore nella Basilica di San Pietro - gli attacchi a Benedetto XVI all'antisemitismo. Immediata la reazione del mondo ebraico che ha definito le parole di padre Cantalamessa ripugnanti ed oscene. 'Smentisco nel modo più assoluto che ci sia un paragone di iniziativa vaticana tra l’antisemitismo e la situazione attuale relativa alla pedofilia', ha precisato il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi.

domenica 24 gennaio 2010

24 gennaio 2010 - Il Papa in Sinagoga. Il Rabbino Rosen plaude

Se la Chiesa Cattolica ha unanimemente promosso la visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma, altrettanto - ad una settimana dall'evento - non si può dire per quel riguarda il mondo Ebraico, molto piu' variegato rispetto alla Chiesa Cattolica. Tra le tante critiche si sono levate anche voci favorevoli. Tra queste, c'è quella del Rabbino David Rosen, direttore dell'American Jewish Committee, che parla di un grande passo da parte del Papa e lo 'assolve' dalle accuse piovute soprattutto da Israele. 'Hanno dimenticato - spiega Rosen alla Radio Vaticana - che tutto il lavoro fatto per riavvicinare i lefebvriani fu iniziato da Giovanni Paolo II, mentre oggi e' Benedetto XVI che viene reso responsabile di tutto. Spero che questi eventi mettano a tacere tante paure e tanti sospetti'. Già nei giorni scorsi il Rabbino Rosen aveva lanciato bordate al governo di Israele accusandolo di 'trattare il Vaticano in modo oltraggioso'. Israele - ha aggiunto Rosen - 'non ha ratificato un accordo che riconosce lo status giuridico della Chiesa, ogni altra nazione avrebbe minacciato il ritiro del suo ambasciatore molto tempo prima, per il modo in cui Israele non onora gli accordi'.

martedì 19 gennaio 2010

19 gennaio 2010 - Presentato il Sinodo per il Medio Oriente

Presentati stamane in Vaticano i 'Lineamenta' dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi che si aprirà nell'ottobre prossimo. 'I Lineamenta - ha spiegato mons. Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi - si soffermano su alcune sfide attuali: i conflitti politici nella regione, menzionandone alcuni (Israele - Palestina, Iraq, Libano); la libertà di religione e di coscienza, lamentando non pochi ostacoli all’esercizio di tale diritto fondamentale della persona umana e di ogni comunità religiosa'. 'Si menziona - ha aggiunto il prelato l’evoluzione dell’Islam contemporaneo in cui non mancano correnti estremiste che sono una minaccia per tutti, cristiani e musulmani. Inoltre, si constata una forte emigrazione dei cristiani dai loro Paesi d’origine. D’altra parte si sottolinea l’immigrazione di cristiani, soprattutto come operai, provenienti da vari Paesi del mondo. Di fronte a tale situazione, il Documento propone la formazione dei cristiani affinché possano vivere con fedeltà ancora più grande la propria fede nella vita privata e pubblica. Inoltre, essi sono chiamati a continuare a dare il loro prezioso contributo all’edificazione di una società democratica, rispettosa dei diritti e dei doveri di tutti i suoi membri'. Mons. Eterovic chiarisce poi la posizione della Chiesa sul rapporto con le altre fedi non cristiane. 'Il dialogo con l’ebraismo - ha sottolineato il Segretario Generale del Sinodo - è la peculiarità delle Chiese di Gerusalemme. I rapporti con l’ebraismo sono condizionati dalla situazione politica che oppone da una parte Palestinesi e mondo arabo e dall’altra lo Stato d’Israele. Al riguardo, i Lineamenta citano le parole del Santo Padre pronunciate durante la sua Visita Apostolica in Terra Santa circa il diritto del popolo Palestinese e di quello Israeliano di vivere in pace e di avere ognuno una patria propria all’interno di confini sicuri ed internazionalmente riconosciuti'. 'A tal proposito - ha aggiunto - occorre sempre rammentare la distinzione tra il piano religioso e quello politico, non adoperando la Bibbia a scopi politici né la politica a scopi religiosi'. Infine i rapporti tra cristiani e musulmani. 'Le Costituzioni della maggior parte dei Paesi del Medio Oriente - ha osservato mons. Eterovic - garantiscono l’uguaglianza tra i cittadini a tutti i livelli. Tale quadro giuridico permette ai cristiani di esigere il rispetto dei loro diritti e doveri di cittadini. Purtroppo, per la mancanza di distinzione tra religione e politica in pratica i cristiani sono spesso in posizione di non-cittadinanza. Per migliorare la situazione, occorre promuovere di più il dialogo anche per conoscersi meglio'. 'Bisogna incoraggiare - ha concluso - la presentazione oggettiva del cristianesimo e dell’Islam tramite i mass media come pure in opuscoli accessibili anche a gente semplice. In tale opera grande importanza hanno non solamente i gruppi di dialogo interreligioso, bensì le opere cattoliche, come scuole e ospedali frequentati anche da musulmani'.

19 gennaio 2010 - Pio XII, il Vaticano indaga sul miracolo

Forse ad una svolta definitiva il processo di beatificazione di Pio XII. Una persona di Castellammare di Stabia, affetta da cancro, avrebbe pregato Papa Pacelli chiedendo ed ottenendo l’intercessione per la guarigione. Secondo quanto si apprende da ambienti della Diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia - il condizionale è d'obbligo - la guarigione non sarebbe spiegabile dal punto di vista scientifico e quindi potrebbe essere ascrivibile come miracolo. Passo necessario per la beatificazione del Venerabile Pio XII. Se anche la commissione medica della Congregazione per le Cause dei Santi dovesse confermare il verdetto il processo di beatificazione potrebbe dirsi concluso. Per il momento, intanto, non sono giunti nè commenti nè reazioni dalla Comunità Ebraica da sempre critica sulla beatificazione di Papa Pacelli per il suo silenzio dinanzi alla Shoah

venerdì 15 gennaio 2010

15 gennaio 2010 - Lefebvriani, il Papa non torna indietro

A due giorni dalla visita alla Sinagoga di Roma, Benedetto XVI torna a parlare della questione dei Lefebrviani - uno dei capitoli che hanno creato tensioni tra la Chiesa Cattolica e gli Ebrei. Ciò nonostante il Papa, ricevendo la plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha auspicato di confidare 'nell'impegno del Dicastero perchè vengano superati i problemi dottrinali che ancora permangono per il raggiungimento della piena comunione con la Chiesa da parte della Fraternità San Pio X'. Intanto si va delineando la delegazione vaticana che accompagnerà il Pontefice al Tempio Maggiore. Oltre al Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, ci sarà anche il Cardinale Walter Kasper - che si occupa in prima persona dei rapporti con il mondo Ebraico - e salvo sorprese dovrebbe esserci anche mons. Fouad Twal, Patriarca latino di Gerusalemme. Infine, tornando al discorso pronunciato stamane, il Papa ha ricordato che 'il Magistero della Chiesa intende offrire il proprio contributo alla formazione della coscienza non solo dei credenti, ma di quanti cercano la verità e intendono dare ascolto ad argomentazioni che vengono dalla fede ma anche dalla stessa ragione'.

giovedì 14 gennaio 2010

14 gennaio 2010 - Il Papa in Sinagoga e la Dichiarazione ''Nostra Aetate''

In vista dell'imminente visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma, domenica prossima 17 gennaio, si è tornato a parlare - ovviamente - del rapporto tra la Chiesa Cattolica ed il mondo Ebraico. Ed in tutti, o quasi, gli interventi si fa riferimento alla Dichiarazione conciliare Nostra Aetate. Ma cos'è questa dichiarazione? Da dove e come nasce? E' forse uno dei documenti principali, uno dei pilastri, del Concilio Ecumenico Vaticano II voluto da Giovanni XXIII e portato a compimento dal suo successore, Paolo VI. La Nostra Aetate, come recita il titolo, è una dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane. Pubblicata il 28 ottobre 1965, essa porta le firme - oltre che di Papa Paolo VI - di numerosi Cardinali che hanno fatto la storia recente della Chiesa Cattolica: tra questi l'Arcivescovo di Genova Giuseppe Siri, l'Arcivescovo di Bologna Giacomo Lercaro, l'Arcivescovo di Varsavia e Primate di Polonia Stephan Wyszinski, l'Arcivescovo di Vienna Franz Koning e l'Arcivescovo di Lione Jean Marie Villot (futuro Segretario di Stato di Paolo VI). Ma veniamo ai contenuti di questo testo che 'ricorda il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo. La Chiesa di Cristo infatti riconosce che gli inizi della sua fede e della sua elezione si trovano già, secondo il mistero divino della salvezza, nei patriarchi, in Mosè e nei profeti'. Il documento prosegue rilevando come 'gli Ebrei in gran parte non hanno accettato il Vangelo, ed anzi non pochi si sono opposti alla sua diffusione. Tuttavia gli Ebrei, in grazia dei padri, rimangono ancora carissimi a Dio, i cui doni e la cui vocazione sono senza pentimento'. Smontata dal Concilio l'accusa di Deicidio: 'Essendo perciò tanto grande il patrimonio spirituale comune a cristiani e ad ebrei, questo sacro Concilio vuole promuovere e raccomandare tra loro la mutua conoscenza e stima, che si ottengono soprattutto con gli studi biblici e teologici e con un fraterno dialogo. E se autorità ebraiche con i propri seguaci si sono adoperate per la morte di Cristo, tuttavia quanto è stato commesso durante la sua passione, non può essere imputato né indistintamente a tutti gli Ebrei allora viventi, né agli Ebrei del nostro tempo. E se è vero che la Chiesa è il nuovo popolo di Dio, gli Ebrei tuttavia non devono essere presentati come rigettati da Dio, né come maledetti, quasi che ciò scaturisse dalla Sacra Scrittura'. La parte del documento relativa al rapporto con l'Ebraismo si conclude con una condanna chiara e netta di ogni forma di antigiudaismo e persecuzione ai danni del popolo ebraico. 'La Chiesa inoltre, che esecra tutte le persecuzioni contro qualsiasi uomo, memore del patrimonio che essa ha in comune con gli Ebrei, e spinta non da motivi politici, ma da religiosa carità evangelica, deplora gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell'antisemitismo dirette contro gli Ebrei in ogni tempo e da chiunque'.

14 gennaio 2010 - Il Papa in Sinagoga, critiche e dissensi. Anche da Israele

Piu' si avvicina l'evento e piu' aumentano le voci - tuttavia minoritarie, seppur autorevoli - di dissenso. Benedetto XVI visiterà la Sinagoga di Roma domenica 17 gennaio, un evento storico che però registrerà le assenze di personaggi di primo piano. Due su tutti. L'ex deportato Pietro Terracina, che non perdona i silenzi di Pio XII dinanzi all'Olocausto, e il presidente dell'Assemblea rabbinica italiana Giuseppe Laras che, in una intervista al Juedische Allgemeine Zeitung, giudica come negativa la visita del Papa al Tempio Maggiore di Roma. Secondo Laras da questo evento inter-religioso sarà solo la Chiesa Cattolica a 'trarne vantaggio, in particolare nelle sue correnti più retrive. Qualora si verificasse un nuovo motivo di attrito con il mondo Ebraico, potrà servirsi di questo evento per ribadire ed esibire la sua sincera amicizia nei nostri confronti'. Ma ancor piu' di rilievo sono le considerazioni dell'Ambasciatore d'Israele presso la Santa Sede, Mordechai Levy. 'L'antigiudaismo cattolico esiste ancora - dice il diplomatico - sono sicuro che quando il Concilio Vaticano II ha approvato la "Nostra Aetate" non tutti erano d'accordo come credo che non tutti lo siano ancora oggi'.

martedì 13 ottobre 2009

13 ottobre 2009 - Il Papa in Sinagoga il 17 gennaio

La notizia era nell'aria da tempo, ma oggi è arrivata la conferma ufficiale. Il Papa visiterà la Sinagoga di Roma domenica 21 gennaio 2010. A renderlo noto un comunicato ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede: 'Nel pomeriggio di domenica 17 gennaio 2010 - si legge nella nota - il Santo Padre Benedetto XVI si recherà nella Sinagoga di Roma per incontrare la Comunità Israelitica, in occasione della 21a Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo fra cattolici ed ebrei, e della Festa del "Mo’èd di Piombo", che coincide proprio con tale data'. Benedetto XVI sarà il secondo Pontefice, dopo Giovanni Paolo II, ad entrare nel Tempio Ebraico della Capitale. La Santa Sede ha anche annunciato per il prossimo 16 novembre la visita del Papa alla FAO.