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venerdì 7 maggio 2010

4 maggio 2010 - Gli auguri del Papa al Rabbino Toaff

Benedetto XVI ha inviato ieri un suo messaggio autografo di auguri al Rabbino Emerito di Roma Elio Toaff, in occasione del suo 95° compleanno. Il Papa e Toaff si sono incontrati brevemente il 17 gennaio scorso in occasione della visita del Pontefice in Sinagoga. 'Penso - ha scritto Papa Benedetto - a come il Signore abbia rinfrancato l’anima Sua, guidandoLa per il giusto cammino, anche nella valle più scura, nell’ora della persecuzione e dello sterminio del popolo ebraico'. 'Il Signore nei suoi misteriosi disegni - ha aggiunto - ha voluto che Ella sperimentasse in maniera singolare la sua salvezza, divenendo un segno di speranza per la rinascita di molti Suoi fratelli.
Mi è specialmente caro ricordare il Suo impegno per la promozione di relazioni fraterne tra cattolici ed ebrei, e la sincera amicizia che La legò al mio venerato predecessore, il Papa Giovanni Paolo II'.

domenica 24 gennaio 2010

24 gennaio 2010 - Il Papa in Sinagoga. Il Rabbino Rosen plaude

Se la Chiesa Cattolica ha unanimemente promosso la visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma, altrettanto - ad una settimana dall'evento - non si può dire per quel riguarda il mondo Ebraico, molto piu' variegato rispetto alla Chiesa Cattolica. Tra le tante critiche si sono levate anche voci favorevoli. Tra queste, c'è quella del Rabbino David Rosen, direttore dell'American Jewish Committee, che parla di un grande passo da parte del Papa e lo 'assolve' dalle accuse piovute soprattutto da Israele. 'Hanno dimenticato - spiega Rosen alla Radio Vaticana - che tutto il lavoro fatto per riavvicinare i lefebvriani fu iniziato da Giovanni Paolo II, mentre oggi e' Benedetto XVI che viene reso responsabile di tutto. Spero che questi eventi mettano a tacere tante paure e tanti sospetti'. Già nei giorni scorsi il Rabbino Rosen aveva lanciato bordate al governo di Israele accusandolo di 'trattare il Vaticano in modo oltraggioso'. Israele - ha aggiunto Rosen - 'non ha ratificato un accordo che riconosce lo status giuridico della Chiesa, ogni altra nazione avrebbe minacciato il ritiro del suo ambasciatore molto tempo prima, per il modo in cui Israele non onora gli accordi'.

domenica 17 gennaio 2010

17 gennaio 2010 - Il Papa in Sinagoga: 'La Sede Apostolica agì di nascosto e con discrezione'

Solitamente non ho mai iniziato un articolo con un mio commento. Ma questa volta ci vuole. Eccome. Benedetto XVI in Sinagoga ribadisce la sua linea. Amicizia nei confronti del Popolo Ebraico, ma in piena autonomia ''confermando'' le differenze di opinione su taluni argomenti... Pio XII in primis. Il Papa parlando della Shoah è stato chiarissimo. 'Anche la Sede Apostolica svolse un’azione di soccorso, spesso nascosta e discreta'. E qui il riferimento non puo' non essere rivolto a colui che in quel periodo guidava la Santa Sede, ovvero Papa Pacelli. Benedetto XVI ha ribadito la condanna dell'Olocausto e di ogni forma di antisemitismo, così come dettato dalla dichiarazione conciliare Nostra Aetate. 'Il dramma singolare e sconvolgente della Shoah rappresenta - ha scandito Papa Benedetto - il vertice di un cammino di odio che nasce quando l’uomo dimentica il suo Creatore e mette se stesso al centro dell’universo'. 'In questo luogo - ha aggiunto - come non ricordare gli Ebrei romani che vennero strappati da queste case, davanti a questi muri, e con orrendo strazio vennero uccisi ad Auschwitz? Come è possibile dimenticare i loro volti, i loro nomi, le lacrime, la disperazione di uomini, donne e bambini? Lo sterminio del popolo dell’Alleanza di Mosè, prima annunciato, poi sistematicamente programmato e realizzato nell’Europa sotto il dominio nazista, raggiunse in quel giorno tragicamente anche Roma. Purtroppo, molti rimasero indifferenti, ma molti, anche fra i Cattolici italiani, sostenuti dalla fede e dall’insegnamento cristiano, reagirono con coraggio, aprendo le braccia per soccorrere gli Ebrei braccati e fuggiaschi, a rischio spesso della propria vita, e meritando una gratitudine perenne'. Nel suo discorso si riferisce piu' volte alla Terra Santa nella sua totalità, senza sancire mai - almeno a parole - la distinzione tra Israele e Palestina. Per quelle terre il Papa ha piu' volte invocato la pace. 'Invoco dal Signore - ha detto - il dono prezioso della pace in tutto il mondo, soprattutto in Terra Santa. Nel mio pellegrinaggio del maggio scorso, a Gerusalemme, presso il Muro del Tempio, ho chiesto a Colui che può tutto: manda la tua pace in Terra Santa, nel Medio Oriente, in tutta la famiglia umana; muovi i cuori di quanti invocano il tuo nome, perché percorrano umilmente il cammino della giustizia e della compassione'. Infine l'auspicio a rinsaldare i legami tra Cattolici ed Ebrei, pur non nascondendo difficoltà e differenze. 'La dottrina del Concilio Vaticano II - ha sottolineato - ha rappresentato per i Cattolici un punto fermo a cui riferirsi costantemente nell’atteggiamento e nei rapporti con il popolo ebraico, segnando una nuova e significativa tappa. L’evento conciliare ha dato un decisivo impulso all’impegno di percorrere un cammino irrevocabile di dialogo, di fraternità e di amicizia, cammino che si è approfondito e sviluppato in questi quarant’anni con passi e gesti importanti e significativi'.

venerdì 15 gennaio 2010

15 gennaio 2010 - Lefebvriani, il Papa non torna indietro

A due giorni dalla visita alla Sinagoga di Roma, Benedetto XVI torna a parlare della questione dei Lefebrviani - uno dei capitoli che hanno creato tensioni tra la Chiesa Cattolica e gli Ebrei. Ciò nonostante il Papa, ricevendo la plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha auspicato di confidare 'nell'impegno del Dicastero perchè vengano superati i problemi dottrinali che ancora permangono per il raggiungimento della piena comunione con la Chiesa da parte della Fraternità San Pio X'. Intanto si va delineando la delegazione vaticana che accompagnerà il Pontefice al Tempio Maggiore. Oltre al Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, ci sarà anche il Cardinale Walter Kasper - che si occupa in prima persona dei rapporti con il mondo Ebraico - e salvo sorprese dovrebbe esserci anche mons. Fouad Twal, Patriarca latino di Gerusalemme. Infine, tornando al discorso pronunciato stamane, il Papa ha ricordato che 'il Magistero della Chiesa intende offrire il proprio contributo alla formazione della coscienza non solo dei credenti, ma di quanti cercano la verità e intendono dare ascolto ad argomentazioni che vengono dalla fede ma anche dalla stessa ragione'.

giovedì 14 gennaio 2010

14 gennaio 2010 - Il Papa in Sinagoga e la Dichiarazione ''Nostra Aetate''

In vista dell'imminente visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma, domenica prossima 17 gennaio, si è tornato a parlare - ovviamente - del rapporto tra la Chiesa Cattolica ed il mondo Ebraico. Ed in tutti, o quasi, gli interventi si fa riferimento alla Dichiarazione conciliare Nostra Aetate. Ma cos'è questa dichiarazione? Da dove e come nasce? E' forse uno dei documenti principali, uno dei pilastri, del Concilio Ecumenico Vaticano II voluto da Giovanni XXIII e portato a compimento dal suo successore, Paolo VI. La Nostra Aetate, come recita il titolo, è una dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane. Pubblicata il 28 ottobre 1965, essa porta le firme - oltre che di Papa Paolo VI - di numerosi Cardinali che hanno fatto la storia recente della Chiesa Cattolica: tra questi l'Arcivescovo di Genova Giuseppe Siri, l'Arcivescovo di Bologna Giacomo Lercaro, l'Arcivescovo di Varsavia e Primate di Polonia Stephan Wyszinski, l'Arcivescovo di Vienna Franz Koning e l'Arcivescovo di Lione Jean Marie Villot (futuro Segretario di Stato di Paolo VI). Ma veniamo ai contenuti di questo testo che 'ricorda il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo. La Chiesa di Cristo infatti riconosce che gli inizi della sua fede e della sua elezione si trovano già, secondo il mistero divino della salvezza, nei patriarchi, in Mosè e nei profeti'. Il documento prosegue rilevando come 'gli Ebrei in gran parte non hanno accettato il Vangelo, ed anzi non pochi si sono opposti alla sua diffusione. Tuttavia gli Ebrei, in grazia dei padri, rimangono ancora carissimi a Dio, i cui doni e la cui vocazione sono senza pentimento'. Smontata dal Concilio l'accusa di Deicidio: 'Essendo perciò tanto grande il patrimonio spirituale comune a cristiani e ad ebrei, questo sacro Concilio vuole promuovere e raccomandare tra loro la mutua conoscenza e stima, che si ottengono soprattutto con gli studi biblici e teologici e con un fraterno dialogo. E se autorità ebraiche con i propri seguaci si sono adoperate per la morte di Cristo, tuttavia quanto è stato commesso durante la sua passione, non può essere imputato né indistintamente a tutti gli Ebrei allora viventi, né agli Ebrei del nostro tempo. E se è vero che la Chiesa è il nuovo popolo di Dio, gli Ebrei tuttavia non devono essere presentati come rigettati da Dio, né come maledetti, quasi che ciò scaturisse dalla Sacra Scrittura'. La parte del documento relativa al rapporto con l'Ebraismo si conclude con una condanna chiara e netta di ogni forma di antigiudaismo e persecuzione ai danni del popolo ebraico. 'La Chiesa inoltre, che esecra tutte le persecuzioni contro qualsiasi uomo, memore del patrimonio che essa ha in comune con gli Ebrei, e spinta non da motivi politici, ma da religiosa carità evangelica, deplora gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell'antisemitismo dirette contro gli Ebrei in ogni tempo e da chiunque'.

14 gennaio 2010 - Il Papa in Sinagoga, critiche e dissensi. Anche da Israele

Piu' si avvicina l'evento e piu' aumentano le voci - tuttavia minoritarie, seppur autorevoli - di dissenso. Benedetto XVI visiterà la Sinagoga di Roma domenica 17 gennaio, un evento storico che però registrerà le assenze di personaggi di primo piano. Due su tutti. L'ex deportato Pietro Terracina, che non perdona i silenzi di Pio XII dinanzi all'Olocausto, e il presidente dell'Assemblea rabbinica italiana Giuseppe Laras che, in una intervista al Juedische Allgemeine Zeitung, giudica come negativa la visita del Papa al Tempio Maggiore di Roma. Secondo Laras da questo evento inter-religioso sarà solo la Chiesa Cattolica a 'trarne vantaggio, in particolare nelle sue correnti più retrive. Qualora si verificasse un nuovo motivo di attrito con il mondo Ebraico, potrà servirsi di questo evento per ribadire ed esibire la sua sincera amicizia nei nostri confronti'. Ma ancor piu' di rilievo sono le considerazioni dell'Ambasciatore d'Israele presso la Santa Sede, Mordechai Levy. 'L'antigiudaismo cattolico esiste ancora - dice il diplomatico - sono sicuro che quando il Concilio Vaticano II ha approvato la "Nostra Aetate" non tutti erano d'accordo come credo che non tutti lo siano ancora oggi'.

martedì 13 ottobre 2009

13 ottobre 2009 - Il Papa in Sinagoga il 17 gennaio

La notizia era nell'aria da tempo, ma oggi è arrivata la conferma ufficiale. Il Papa visiterà la Sinagoga di Roma domenica 21 gennaio 2010. A renderlo noto un comunicato ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede: 'Nel pomeriggio di domenica 17 gennaio 2010 - si legge nella nota - il Santo Padre Benedetto XVI si recherà nella Sinagoga di Roma per incontrare la Comunità Israelitica, in occasione della 21a Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo fra cattolici ed ebrei, e della Festa del "Mo’èd di Piombo", che coincide proprio con tale data'. Benedetto XVI sarà il secondo Pontefice, dopo Giovanni Paolo II, ad entrare nel Tempio Ebraico della Capitale. La Santa Sede ha anche annunciato per il prossimo 16 novembre la visita del Papa alla FAO.