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martedì 23 agosto 2011

25 aprile 2011 - Il Papa: 'Cristo ha sconfitto la morte'

Dal Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo Benedetto XVI ha recitato il Regina Caeli nel corso del quale ha ribadito che ‘la Risurrezione del Signore segna il rinnovamento della nostra condizione umana. Cristo ha sconfitto la morte, causata dal nostro peccato, e ci riporta alla vita immortale. Da tale evento promana l’intera vita della Chiesa e l’esistenza stessa dei cristiani’. Ai fedeli il Papa ha poi spiegato che ‘solo se sappiamo rivolgerci a Dio, pregarLo, noi possiamo scoprire il significato più profondo della nostra vita, e il cammino quotidiano viene illuminato dalla luce del Risorto’.

domenica 21 agosto 2011

10 aprile 2011 - Il Papa: 'Vincere la morte spirituale'

‘La vera novità, che irrompe e supera ogni barriera! Cristo abbatte il muro della morte, in Lui abita tutta la pienezza di Dio, che è vita, vita eterna’. Lo ha spiegato il Papa nel corso della preghiera mariana dell’Angelus. Benedetto XVI ha poi ammonito i fedeli, ricordando che ‘c’è un’altra morte, che è costata a Cristo la più dura lotta, addirittura il prezzo della croce: è la morte spirituale, il peccato, che minaccia di rovinare l’esistenza di ogni uomo. Per vincere questa morte Cristo è morto, e la sua Risurrezione non è il ritorno alla vita precedente, ma l’apertura di una realtà nuova, una "nuova terra", finalmente ricongiunta con il Cielo di Dio’.

lunedì 1 novembre 2010

1 novembre 2010 - Iraq, il Papa: 'Cessi violenza feroce'

'La santità, imprimere Cristo in sé stessi, è lo scopo della vita del cristiano'. Lo ha detto stamane il Papa in occasione dell'Angelus recitato per la Solennità di Tutti i Santi. Da Benedetto XVI anche un pensiero sulla commemorazione dei Defunti, che cade domani. 'La morte cristiana - ha ricordato il Pontefice - fa parte del cammino di assimilazione a Dio e scomparirà quando Dio sarà tutto in tutti. La separazione dagli affetti terreni è certo dolorosa, ma non dobbiamo temerla, perché essa, accompagnata dalla preghiera di suffragio della Chiesa, non può spezzare il legame profondo che ci unisce in Cristo'. Al termine dell'Angelus Benedetto XVI ha condannato l'attentato avvenuto nella cattedrale siro-cattolica di Bagdad, in Iraq. 'Prego - ha detto il Papa - per le vittime di questa assurda violenza, tanto più feroce in quanto ha colpito persone inermi, raccolte nella casa di Dio, che è casa di amore e di riconciliazione. Esprimo inoltre la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, nuovamente colpita, e incoraggio pastori e fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza. Davanti agli efferati episodi di violenza, che continuano a dilaniare le popolazioni del Medio Oriente, vorrei infine rinnovare il mio accorato appello per la pace: essa è dono di Dio, ma è anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle istituzioni nazionali e internazionali. Tutti uniscano le loro forze affinché termini ogni violenza!'.

domenica 26 settembre 2010

26 settembre 2010 - Il Papa: 'L'amore di Dio è più forte della morte'

Ultimo Angelus a Castel Gandolfo, stamane, per Benedetto XVI che giovedì rientrerà in Vaticano. Prima di recitare la preghiera mariana il Papa, prendendo spunto dal Vangelo domenicale, ha ricordato che ‘Dio ama i poveri e li solleva dalla loro umiliazione’. ‘Il nostro destino eterno – ha aggiunto il Pontefice - è condizionato dal nostro atteggiamento, sta a noi seguire la strada che Dio ci ha mostrato per giungere alla vita, e questa strada è l’amore, non inteso come sentimento, ma come servizio agli altri, nella carità di Cristo’. Il Papa ha poi ricordato la beatificazione, avvenuta ieri, di Chiara Badano – una ragazza morta di cancro a 19 anni. Benedetto XVI ha invitato i giovani a guardare alla nuova Beata come modello tenendo presente che l’amore di Dio ‘è più forte del male e della morte’.

mercoledì 16 dicembre 2009

16 dicembre 2009 - Il Papa: 'No ad aborto, eutanasia, eugenetica'

Nuovo intervento di Benedetto XVI in difesa della vita, dal concepimento alla morte naturale. Nell'Udienza generale odierna il Papa ha osservato come 'nel nostro tempo, soprattutto in alcuni Paesi, assistiamo a uno scollamento preoccupante tra la ragione, che ha il compito di scoprire i valori etici legati alla dignità della persona umana, e la libertà, che ha la responsabilità di accoglierli e promuoverli'. 'Sono conformi all’equità - ha scandito il Pontefice - solo quelle leggi che tutelano la sacralità della vita umana e respingono la liceità dell’aborto, dell’eutanasia e delle disinvolte sperimentazioni genetiche, quelle leggi che rispettano la dignità del matrimonio tra un uomo e una donna, che si ispirano a una corretta laicità dello Stato – laicità che comporta pur sempre la salvaguardia della libertà religiosa –, e che perseguono la sussidiarietà e la solidarietà a livello nazionale e internazionale'. Diversamente, ha concluso Benedetto XVI, si rischia 'la dittatura del relativismo: un relativismo che non riconosce nulla come definitivo e lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie'.