Inaugurando la terza Assemblea ecclesiale del Patriarcato di Venezia Benedetto XVI ha esortato tutti a non aver paura ‘di andare controcorrente per incontrare Gesù, di puntare verso l’alto per incrociare il suo sguardo’. Tutti – ha aggiunto il Papa – devono avanzare ‘fiduciosi nel sentiero della nuova evangelizzazione, nel servizio amorevole dei poveri e nella testimonianza coraggiosa all’interno delle varie realtà sociali’. I cristiani – ha proseguito – siano ‘consapevoli d’essere portatori di un messaggio che è per ogni uomo e per tutto l’uomo; un messaggio di fede, di speranza e di carità’. Rivolgendosi poi ai laici il Pontefice li ha esortati a ‘rendere sempre e dappertutto ragione della speranza’ che è in loro. I laici – ha ancora detto Papa Benedetto - sappiano ‘dire sì a Cristo che chiama ad essere suoi discepoli, ad essere santi. Vorrei ricordare, ancora una volta, che la "santità" non vuol dire fare cose straordinarie, ma seguire ogni giorno la volontà di Dio, vivere veramente bene la propria vocazione, con l’aiuto della preghiera, della Parola di Dio, dei Sacramenti e con lo sforzo quotidiano della coerenza. Sì, ci vogliono fedeli laici affascinati dall’ideale della "santità", per costruire una società degna dell’uomo, una civiltà dell’amore’. Infine la richiesta di ‘dedicare particolare cura alla formazione cristiana dei bambini, degli adolescenti e dei giovani. Essi hanno bisogno di validi punti di riferimento: siate per loro esempi di coerenza umana e cristiana’.
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giovedì 8 settembre 2011
8 maggio 2011 - Il Papa a Venezia: 'I laici siano affascinati dalla santità'
Inaugurando la terza Assemblea ecclesiale del Patriarcato di Venezia Benedetto XVI ha esortato tutti a non aver paura ‘di andare controcorrente per incontrare Gesù, di puntare verso l’alto per incrociare il suo sguardo’. Tutti – ha aggiunto il Papa – devono avanzare ‘fiduciosi nel sentiero della nuova evangelizzazione, nel servizio amorevole dei poveri e nella testimonianza coraggiosa all’interno delle varie realtà sociali’. I cristiani – ha proseguito – siano ‘consapevoli d’essere portatori di un messaggio che è per ogni uomo e per tutto l’uomo; un messaggio di fede, di speranza e di carità’. Rivolgendosi poi ai laici il Pontefice li ha esortati a ‘rendere sempre e dappertutto ragione della speranza’ che è in loro. I laici – ha ancora detto Papa Benedetto - sappiano ‘dire sì a Cristo che chiama ad essere suoi discepoli, ad essere santi. Vorrei ricordare, ancora una volta, che la "santità" non vuol dire fare cose straordinarie, ma seguire ogni giorno la volontà di Dio, vivere veramente bene la propria vocazione, con l’aiuto della preghiera, della Parola di Dio, dei Sacramenti e con lo sforzo quotidiano della coerenza. Sì, ci vogliono fedeli laici affascinati dall’ideale della "santità", per costruire una società degna dell’uomo, una civiltà dell’amore’. Infine la richiesta di ‘dedicare particolare cura alla formazione cristiana dei bambini, degli adolescenti e dei giovani. Essi hanno bisogno di validi punti di riferimento: siate per loro esempi di coerenza umana e cristiana’.
domenica 7 marzo 2010
7 marzo 2010 - Il Papa: 'La Chiesa si apra al laicato'
E' necessario che la Chiesa cambi mentalità nei confronti dei laici. Lo ha auspicato Benedetto XVI nell'omelia pronunciata stamane nel corso della Messa celebrata nella parrocchia romana di San Giovanni della Croce al Colle Salario. Non bisogna considerare i laici come 'collaboratori del clero' ma 'riconoscerli realmente corresponsabili dell'essere e dell'agire della Chiesa, favorendo così la promozione di un laicato maturo ed impegnato'. Ogni credente, ha aggiunto il Papa, si deve fare missionario nell'ambito sociale affinchè non si presentino altri 'a portare altri messaggi, che non conducono alla vita'. E rientrato in Vaticano Papa Benedetto ha recitato come di consueto l'Angelus domenicale con i fedeli radunatisi in piazza San Pietro. Ai presenti il Pontefice ha ricordato come Dio non possa volere il male, le sventure - ha aggiunto - non sono 'l'effetto immediato delle colpe personali di chi le subisce'.
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