giovedì 31 dicembre 2009

Buon anno!

Il 2009 si conclude... e da fine maggio - da quando è nato questo piccolo blog - di strada ne abbiamo compiuta. Adesso ci aspetta il 2010! Auguri sinceri a tutti i lettori!

31 dicembre 2009 - Il Papa: 'Aiutare le famiglie in difficoltà'

Il Papa ha presieduto - come da tradizione - i Vespri dell'ultimo dell'anno nella Basilica Vaticana per poi intonare il Te Deum di ringraziamento. Nell'omelia pronunciata da Benedetto XVI il pensiero è andato ancora una volta alle 'tante famiglie provate dalla crisi economica e dalla disoccupazione' per le quali è necessario 'proseguire nell'impegno di alleviare le difficoltà in cui versano'. 'Il Natale - ha spiegato Papa Benedetto - che ci ricorda la gratuità con la quale Dio è venuto a salvarci, facendosi carico della nostra umanità e donandoci la sua vita divina, possa aiutare ogni uomo di buona volontà a comprendere che solo aprendosi all'amore di Dio l'agire umano cambia, si trasforma, diventando lievito di un futuro migliore per tutti'. Benedetto XVI, rivolgendosi ai romani, ha poi assicurato vicinanza spirituale a 'quanti si trovano in situazioni di difficoltà e di disagio'.

mercoledì 30 dicembre 2009

30 dicembre 2009 - Il Papa: 'Irrinunciabile presentazione organica della fede'

'La presentazione organica della fede è un'esigenza irrinunciabile'. Lo ha ribadito stamane Benedetto XVI nel corso dell'Udienza generale - l'ultima del 2009. 'Le singole verità della fede si illuminano a vicenda e in una loro visione totale e unitaria - ha spiegato il Papa - appare l'armonia del piano di salvezza di Dio e la centralità del Mistero di Cristo'. 'Invito tutti i teologi e i sacerdoti - ha poi proseguito il Pontefice - a tenere sempre presente l'intera visione della dottrina cristiana contro gli odierni rischi di frammentazione e di svalutazione di singole verità'. Papa Benedetto si è poi soffermato sul ruolo della donna. Richiamandosi alla Genesi ha osservato come 'Dio creò Eva da una costola di Adamo e non, ad esempio, dalla sua testa, perché fosse non una dominatrice e neppure una schiava dell'uomo ma una sua compagna'.

domenica 27 dicembre 2009

27 dicembre 2009 - Il Papa a pranzo con i poveri

Benedetto XVI ha visitato la Comunità di Sant'Egidio, in Trastevere, dove si è intrattenuto a pranzo con 180 poveri. 'Sono qui per dirvi che vi sono vicino, che vi voglio bene e che la Chiesa ha a cuore i più poveri', ha detto il Papa che ai suoi commensali ha offerto la torta e ha donato giocattoli ad una trentina di bambini. La visita si è svolta tra rigide ma discrete misure di sicurezza. Quella odierna infatti è stata la prima uscita pubblica del Pontefice dopo l'aggressione subita durante la Messa di Natale nella Basilica di San Pietro.

27 dicembre 2009 - Il Papa: 'La famiglia è icona di Dio'

'I primi testimoni della nascita del Cristo, i pastori, si trovarono di fronte non solo il Bambino Gesù, ma una piccola famiglia: mamma, papà e figlio appena nato. Dio ha voluto rivelarsi nascendo in una famiglia umana, e perciò la famiglia umana è diventata icona di Dio!'. Lo ha detto stamane il Papa, nel corso dell'Angelus in occasione della Festa della Santa Famiglia. 'L’uomo e la donna, creati ad immagine di Dio - ha aggiunto Benedetto XVI - diventano nel matrimonio "un’unica carne", cioè una comunione di amore che genera nuova vita. La famiglia umana, in un certo senso, è icona della Trinità per l’amore interpersonale e per la fecondità dell’amore'. Il Papa ha poi focalizzato l'attenzione sui figli. 'La famiglia cristiana - ha osservato Papa Benedetto - è consapevole che i figli sono dono e progetto di Dio. Pertanto, non li può considerare come proprio possesso, ma, servendo in essi il disegno di Dio, è chiamata ad educarli alla libertà più grande, che è proprio quella di dire "sì" a Dio per fare la sua volontà'. E rivolgendosi ai partecipanti alla manifestazione in difesa della famiglia a Madrid il Pontefice ha sollecitato la Chiesa iberica a 'salvaguardare e proteggere da tutte le insidie la famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna'.

sabato 26 dicembre 2009

26 dicembre 2009 - Il Papa: 'L'amore non si arrende al male'

Tradizionale Angelus di Santo Stefano, quello recitato stamane da Benedetto XVI. 'La testimonianza di Stefano, come quella dei martiri cristiani - ha detto il Papa - indica ai nostri contemporanei spesso distratti e disorientati, su chi debbano porre la propria fiducia per dar senso alla vita. Il martire, infatti, è colui che muore con la certezza di sapersi amato da Dio e, nulla anteponendo all’amore di Cristo, sa di aver scelto la parte migliore'. 'Egli, come il suo Maestro -ha continuato Papa Benedetto - muore perdonando i propri persecutori e ci fa comprendere come l’ingresso del Figlio di Dio nel mondo dia origine ad una nuova civiltà, la civiltà dell’amore, che non si arrende di fronte al male e alla violenza e abbatte le barriere tra gli uomini, rendendoli fratelli nella grande famiglia dei figli di Dio'. 'La Festa di santo Stefano - ha ancora aggiunto il Pontefice - ci ricorda anche i tanti credenti, che in varie parti del mondo, sono sottoposti a prove e sofferenze a causa della loro fede. Affidandoli alla sua celeste protezione, impegniamoci a sostenerli con la preghiera e a non venir mai meno alla nostra vocazione cristiana, ponendo sempre al centro della nostra vita Gesù Cristo, che in questi giorni contempliamo nella semplicità e nell’umiltà del presepe'. Anche oggi dal Papa, infine, un pensiero all'Italia. 'Il Natale - ha auspicato Benedetto XVI - possa suscitare in tutti un rinnovato impegno di amore vicendevole e di reciproca comprensione, affinchè all’interno delle famiglie e dell’intera Nazione si viva quel clima di intesa e di comunione che tanto giova al bene comune'.

venerdì 25 dicembre 2009

25 dicembre 2009 - Urbi et Orbi, il Papa invoca la pace

Nonostante la paura vissuta per l'aggressione subita nel corso della Messa di Natale, Benedetto XVI ha pronunciato regolarmente stamane dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica Vaticana il messaggio natalizio, per poi impartire la solenne benedizione Urbi et Orbi. Pace per il mondo l'auspicio del Pontefice che ha chiesto alla comunità dei credenti di impegnarsi in tal senso. ' Il "noi" della Chiesa vive là dove Gesù è nato, in Terra Santa, per invitare i suoi abitanti ad abbandonare ogni logica di violenza e di vendetta e ad impegnarsi con rinnovato vigore e generosità nel cammino verso una convivenza pacifica. Il "noi" della Chiesa è presente negli altri Paesi del Medio Oriente. Come non pensare alla tribolata situazione in Iraq e a quel piccolo gregge di cristiani che vive nella Regione? Esso talvolta soffre violenze e ingiustizie ma è sempre proteso a dare il proprio contributo all’edificazione della convivenza civile contraria alla logica dello scontro e del rifiuto del vicino'. 'Il "noi" della Chiesa - ha aggiunto - opera in Sri Lanka, nella Penisola coreana e nelle Filippine, come pure in altre terre asiatiche, quale lievito di riconciliazione e di pace. Nel Continente africano non cessa di alzare la voce verso Dio per implorare la fine di ogni sopruso nella Repubblica Democratica del Congo; invita i cittadini della Guinea e del Niger al rispetto dei diritti di ogni persona ed al dialogo; a quelli del Madagascar chiede di superare le divisioni interne e di accogliersi reciprocamente; a tutti ricorda che sono chiamati alla speranza, nonostante i drammi, le prove e le difficoltà che continuano ad affliggerli'. 'In Europa e in America settentrionale - ha infine concluso Benedetto XVI - il "noi" della Chiesa sprona a superare la mentalità egoista e tecnicista, a promuovere il bene comune ed a rispettare le persone più deboli, a cominciare da quelle non ancora nate. In Honduras aiuta a riprendere il cammino istituzionale; in tutta l’America Latina il "noi" della Chiesa è fattore identitario, pienezza di verità e di carità che nessuna ideologia può sostituire, appello al rispetto dei diritti inalienabili di ogni persona ed al suo sviluppo integrale, annuncio di giustizia e di fraternità, fonte di unità'.