
Pubblicata stamane la lettera che Benedetto XVI ha scritto in occasione dell'apertura dell'anno sacerdotale, al via domani, proclamato in occasione del 150° anniversario della morte di San Giovanni Maria Vianney, il Curato d’Ars. Il Papa - dopo l'ennesimo scandalo pedofilia in Irlanda - punta il dito contro quei sacerdoti che commettono ''infedeltà mai abbastanza deplorate''. Per tali comportamenti è "la Chiesa stessa a soffrirne" ed "é il mondo a trarne motivo di scandalo e di rifiuto". Nello stesso tempo Benedetto XVI elogia anche la maggioranza dei sacerdoti, fedeli alle regole della Chiesa." Ci sono tanti preti veri. Ciò che massimamente può giovare alla Chiesa - scrive il Pontefice - non è tanto la puntigliosa rilevazione delle debolezze dei suoi ministri, quanto le numerose situazioni di sofferenza in cui molti sacerdoti vivono, offesi nella loro dignità, impediti nella loro missione, a volte anche perseguitati fino alla suprema testimonianza del sangue". Sulle orme del Concilio Vaticano II, il Papa auspica poi un dialogo e una collaborazione sempre più intensi tra il clero e i fedeli laici. I sacerdoti - osserva Benedetto XVI - ''siano pronti ad ascoltare il parere dei laici, considerando con interesse fraterno le loro aspirazioni e giovandosi della loro esperienza e competenza nei diversi campi della attività umana, in modo da poter insieme riconoscere i segni dei tempi".
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