
Nella prima Udienza generale tenuta stamane a Castel Gandolfo, Benedetto XVI parlando di San Giovanni Maria Vianney - il Curato d'Ars - è tornato a lanciare un attacco frontale al relativismo. Secondo il Papa ''il relativismo contemporaneo mortifica la ragione, perche' di fatto arriva ad affermare che l'essere umano non puo' conoscere nulla con certezza al di la' del campo scientifico positivo''. Contro quella che ha chiamato ''dittatura del relativismo'' il Papa si è speso fin dall'inizio del suo Pontificato. Anzi, il primo affondo si è registrato fin dalla Messa pro eligendo Romano Pontifice, quando l'allora Decano del Sacro Collegio Cardinale Joseph Ratzinger di fronte ai 114 Cardinali elettori disse che ''avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie''.
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