
Benedetto XVI, il Papa tedesco, torna ancora una volta a condannare senza remore il nazismo. Nel corso dell'Angelus recitato a Castel Gandolfo - ricordando le figure di San Massimiliano Kolbe e di Santa Teresa Benedetta della Croce - il Pontefice ha definito i campi di sterminio nazisti "simboli estremi del male, dell'inferno che si apre sulla terra quando l'uomo dimentica Dio e a Lui si sostituisce, usurpandogli il diritto di decidere che cosa è bene e che cosa è male, di dare la vita e la morte". Una nuova condanna - dopo quella fortissima pronunciata ad Auschwitz nel 2006 - di un sistema totalitario che Benedetto XVI conobbe da ragazzo.
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