domenica 13 settembre 2009

13 settembre 2009 - Il Papa riafferma l'obiezione di coscienza

'Nella distribuzione delle medicine il farmacista non può rinunciare alle esigenze della sua coscienza in nome delle leggi del mercato, nè in nome di compiacenti legislazioni. Il guadagno, legittimo e necessario, deve essere sempre subordinato al rispetto della legge morale e all'adesione al magistero della Chiesa'. Così Benedetto XVI torna a ribadire l'obiezione di coscienza per i cattolici in un messaggio indirizzato al Congresso mondiale dei farmacisti cattolici, che si sta svolgendo a Poznan. 'Non è possibile - ha aggiunto il Pontefice - anestetizzare le coscienze, ad esempio sugli effetti di molecole che hanno come fine quello di evitare l'annidamento di un embrione o di abbreviare la vita di una persona. Il farmacista deve invitare ciascuno a un sussulto di umanità, affinchè ogni essere sia tutelato dal suo concepimento fino alla sua morte naturale e i farmaci svolgano veramente il ruolo terapeutico'. E stamane nel corso dell'Angelus il Papa ha lanciato un monito ai fedeli affinchè mantengano uno stile di vita consono alla fede che si professa. 'Uno può anche avere una retta fede nel Padre e nel Figlio, così come nello Spirito Santo - ha detto Benedetto XVI - ma se non ha una retta vita, la sua fede non gli servirà per la salvezza'.

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