
Sulle orme di Leone XIII. Benedetto XVI si è recato stamane in visita pastorale a Carpineto Romano, paese natale di Gioacchino Pecci, eletto Papa nel 1878 con il nome di Leone XIII. Nell'omelia, pronunciata davanti a cinquemila fedeli, il Pontefice ha ricordato come i cristiani siano una forza di cambiamento all'interno della società. 'All'interno della realtà storica - ha spiegato Papa Ratzinger - i cristiani, agendo come singoli cittadini, o in forma associata, costituiscono una forza benefica e pacifica di cambiamento profondo, favorendo lo sviluppo delle potenzialità interne alla realtà'. Riferendosi al Papa della Rerum Novarum, non è mancato un riferimento alle questioni sociali trattate ed affrontate da Leone XIII attraverso il dialogo e la mediazione. Rientrato a Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha recitato l'Angelus nel corso del quale è tornato a rivolgersi ai giovani. E il Papa ha precisato il suo pensiero circa la cosidetta questione del posto fisso (strumentalizzata da alcuni giornali nei giorni scorsi!). Chi se non la Chiesa oggi propone ai giovani - ha specificato Papa Benedetto - di 'essere radicati e saldi?' 'Piuttosto - ha continuato il Pontefice - si esalta l'incertezza, la mobilità, la volubilità. Tutti aspetti che riflettono una cultura indecisa riguardo ai valori di fondo, ai principi in base ai quali orientare e regolare la propria vita'. 'Il giovane - ha concluso - è come un albero in crescita: per svilupparsi bene ha bisogno di radici profonde, che, in caso di tempeste di vento, lo tengano ben piantato al suolo'.
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