
‘Dobbiamo fare tutti, dal Papa fino all’ultimo vice parroco, lavori di amministrazione, lavori temporali; tuttavia lo facciamo come servizio, come parte di quanto il Signore ci impone nella Chiesa e facciamo quanto la Chiesa ci dice e quanto si aspetta da noi. E’ importante questo aspetto concreto del servizio, che non scegliamo noi cosa fare, ma siamo servitori di Cristo nella Chiesa e lavoriamo come la Chiesa ci dice, dove la Chiesa ci chiama, e cerchiamo di essere proprio così: servitori che non fanno la propria volontà, ma la volontà del Signore. Nella Chiesa siamo realmente ambasciatori di Cristo e servitori del Vangelo’. Lo ha ricordato Benedetto XVI ai sacerdoti della Diocesi di Roma incontrati all’inizio della Quaresima in Vaticano. Il Papa ha poi ricordato che ‘la Chiesa è un dono’ e tutti sono chiamati ad ‘essere felici’, ad ‘avere gioia di appartenere alla Chiesa’. Tutti – ha aggiunto – devono riscoprire la ‘felicità di essere Chiesa, gioia di essere Chiesa’. ‘La paura del trionfalismo – ha concluso il Pontefice - ci ha fatto forse un po’ dimenticare che è bello essere nella Chiesa, e che questo non è trionfalismo, ma è umiltà, essere grati per il dono del Signore’.
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