
Presentati stamane in Vaticano i 'Lineamenta' dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi che si aprirà nell'ottobre prossimo. 'I Lineamenta - ha spiegato mons. Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi - si soffermano su alcune sfide attuali: i conflitti politici nella regione, menzionandone alcuni (Israele - Palestina, Iraq, Libano); la libertà di religione e di coscienza, lamentando non pochi ostacoli all’esercizio di tale diritto fondamentale della persona umana e di ogni comunità religiosa'. 'Si menziona - ha aggiunto il prelato l’evoluzione dell’Islam contemporaneo in cui non mancano correnti estremiste che sono una minaccia per tutti, cristiani e musulmani. Inoltre, si constata una forte emigrazione dei cristiani dai loro Paesi d’origine. D’altra parte si sottolinea l’immigrazione di cristiani, soprattutto come operai, provenienti da vari Paesi del mondo. Di fronte a tale situazione, il Documento propone la formazione dei cristiani affinché possano vivere con fedeltà ancora più grande la propria fede nella vita privata e pubblica. Inoltre, essi sono chiamati a continuare a dare il loro prezioso contributo all’edificazione di una società democratica, rispettosa dei diritti e dei doveri di tutti i suoi membri'. Mons. Eterovic chiarisce poi la posizione della Chiesa sul rapporto con le altre fedi non cristiane. 'Il dialogo con l’ebraismo - ha sottolineato il Segretario Generale del Sinodo - è la peculiarità delle Chiese di Gerusalemme. I rapporti con l’ebraismo sono condizionati dalla situazione politica che oppone da una parte Palestinesi e mondo arabo e dall’altra lo Stato d’Israele. Al riguardo, i Lineamenta citano le parole del Santo Padre pronunciate durante la sua Visita Apostolica in Terra Santa circa il diritto del popolo Palestinese e di quello Israeliano di vivere in pace e di avere ognuno una patria propria all’interno di confini sicuri ed internazionalmente riconosciuti'. 'A tal proposito - ha aggiunto - occorre sempre rammentare la distinzione tra il piano religioso e quello politico, non adoperando la Bibbia a scopi politici né la politica a scopi religiosi'. Infine i rapporti tra cristiani e musulmani. 'Le Costituzioni della maggior parte dei Paesi del Medio Oriente - ha osservato mons. Eterovic - garantiscono l’uguaglianza tra i cittadini a tutti i livelli. Tale quadro giuridico permette ai cristiani di esigere il rispetto dei loro diritti e doveri di cittadini. Purtroppo, per la mancanza di distinzione tra religione e politica in pratica i cristiani sono spesso in posizione di non-cittadinanza. Per migliorare la situazione, occorre promuovere di più il dialogo anche per conoscersi meglio'. 'Bisogna incoraggiare - ha concluso - la presentazione oggettiva del cristianesimo e dell’Islam tramite i mass media come pure in opuscoli accessibili anche a gente semplice. In tale opera grande importanza hanno non solamente i gruppi di dialogo interreligioso, bensì le opere cattoliche, come scuole e ospedali frequentati anche da musulmani'.
Nessun commento:
Posta un commento