
Nell'Angelus odierno, dedicato come ogni anno alla benedizione dei Bambinelli, Benedetto XVI ha osservato come il presepe sia 'una scuola di vita, dove possiamo imparare il segreto della vera gioia che non consiste nell'avere tante cose, ma nel sentirsi amati dal Signore, nel farsi dono per gli altri e nel volersi bene'. Il Papa ha dunque lodato la tradizione natalizia anche se non è sufficiente 'ripetere un gesto tradizionale, per quanto importante. Bisogna cercare - ha aggiunto Papa Benedetto - di vivere nella realtà di tutti i giorni quello che il presepe rappresenta, cioe' l'amore di Cristo, la sua umiltà, la sua povertà'. 'La vera gioia - ha proseguito il Pontefice -è il sentire che la nostra esistenza personale e comunitaria viene visitata e riempita da un mistero grande, il mistero dell'amore di Dio. Per gioire abbiamo bisogno non solo di cose, ma di amore e di verità: abbiamo bisogno di un Dio vicino, che riscalda il nostro cuore, e risponde alle nostre attese profonde. Questo Dio si è manifestato in Gesu', nato dalla Vergine Maria'. 'Perciò - ha concluso il Papa - quel Bambinello, che mettiamo nella capanna o nella grotta, e' il centro di tutto, è il cuore del mondo. La madre Chiesa, mentre ci accompagna verso il santo Natale, ci aiuta a riscoprire il senso e il gusto della gioia cristiana, cosi' diversa da quella del mondo'. .
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