
Angelus dedicato al Natale imminente quello recitato stamane da Benedetto XVI in occasione della IV Domenica di Avvento. Il pensiero del Papa è andato immediatamente alla Terra Santa e rivolgendosi a Betlemme - città natale di Gesu' - ha osservato come questa sia una 'città-simbolo della pace, in Terra Santa e nel mondo intero. Purtroppo ai nostri giorni - ha aggiunto Papa Benedetto - essa non rappresenta una pace raggiunta e stabile, ma una pace faticosamente ricercata e attesa. Dio, però, non si rassegna mai a questo stato di cose, perciò anche quest’anno, a Betlemme e nel mondo intero, si rinnoverà nella Chiesa il mistero del Natale, profezia di pace per ogni uomo, che impegna i cristiani a calarsi nelle chiusure, nei drammi, spesso sconosciuti e nascosti, e nei conflitti del contesto in cui si vive, con i sentimenti di Gesù, per diventare ovunque strumenti e messaggeri di pace, per portare amore dove c’è odio, perdono dove c’è offesa, gioia dove c’è tristezza e verità dove c’è errore, secondo le belle espressioni di una nota preghiera francescana'. E sul significato del Natale Benedetto XVI ha precisato come non sia 'una favola per bambini, ma la risposta di Dio al dramma dell’umanità in cerca della vera pace. Egli stesso sarà la pace! – dice il profeta riferendosi al Messia. A noi spetta aprire, spalancare le porte per accoglierlo', ha concluso il Papa.
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