
Nei giorni scorsi non ho avuto modo di pubblicare questa notizia, sfuggita alla maggior parte degli organi di informazione, ma vedo di rimediare adesso. In occasione del 31° anniversario della Rivoluzione islamica che rovesciò lo Scià Rheza Palevi, l'ambasciatore iraniano presso la Santa Sede Ali Akbar Naseri ha scritto, in data 11 febbraio, una lettera a Benedetto XVI in cui riporta il punto di vista di Teheran sulle problematiche interne ed internazionali che riguardano il Paese governato da Mahmoud Ahmadinejad. 'L’11 Febbraio del 1979 - ricorda il diplomatico - con una rivoluzione popolare e islamica guidata dall’Imam Khomeyni, rovesciarono il regime ereditario dello Scià e in seguito, con un referendum libero e con il 98.2% dei voti, fondarono la Repubblica Islamica. In questi trentuno anni di vita della Repubblica Islamica, tra elezioni presidenziali, parlamentari, del Consiglio degli Esperti, del Consiglio della Costituzione ed il voto diretto per la Costituzione, sono state realizzate più di trenta elezioni libere, tra le quali l’ultima, quella presidenziale del giugno scorso, nella quale hanno partecipato l’85% degli aventi il diritto al voto, pari a quaranta milioni di persone, una cifra unica nel suo genere in questo secolo!'. L'ambasciatore Naseri difende la politica dell'Iran e denuncia complotti ai danni di Teheran. 'Noi, in questi trentuno anni, per la "colpa" di esserci liberati dagli arroganti dispotici e aver resistito contro gli insaziabili, siamo stati oggetto di molteplici complotti e opposizioni ma, affidandoci al potere divino, alla guida religiosa e alla presenza e al sostegno del popolo, abbiamo superato con la testa alta tutte le cospirazioni'. Poi un richiamo alla storia, definita 'buona testimone'. 'La storia - afferma Naseri - è una buona testimone del comportamento degli iraniani e dell’Iran con gli altri popoli. In nessuna pagina della storia troverete qualcosa sulle violazioni dell’Iran verso il territorio di un altro paese e questo mentre la terra della mia patria è stata attaccata diverse volte da parte di paesi vicini e lontani'. Il diplomatico chiarisce poi al Papa la posizione dell'Iran sul programma nucleare. 'Crediamo - afferma - che l’uso pacifico dell’energia nucleare è un diritto indiscutibile di tutte le nazioni e non deve essere limitato solamente ai paesi totalitari. Noi garantiamo la natura pacifica della nostra scienza nucleare e per creare fiducia siamo disposti, come abbiamo già dimostrato, a ospitare permanentemente i supervisori dell’AIEA nel nostro paese'. 'Nonostante le continue affermazioni della Repubblica Islamica dell’Iran riguardo all’uso pacifico del nucleare e le numerse dichiarazioni dell’AIEA sull’assenza di prove della deviazione del programma nucleare dell’Iran dall’uso pacifico - conclude Naseri - un limitato gruppo di paesi, plagiando l’opinione pubblica e politicizzando la questione, cerca di preservare il loro monopolio sul nucleare, e ciò non sarà mai tollerato da parte della Repubblica Islamica dell’Iran e da altre nazioni libere del mondo'.
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