
Dopo giorni in cui si sono susseguite diverse ricostruzioni di stampa circa ipotetici strappi tra la Segreteria di Stato e la Conferenza Episcopale Italiana relativi alle dimissioni del direttore di Avvenire Dino Boffo, la Santa Sede - attraverso la Segreteria di Stato - ha diffuso un laconico quanto duro comunicato in cui si parla senza mezzi termini di 'una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice'. Nel testo viene smentita l'implicazione nel 'caso Boffo' del direttore de L'Osservatore Romano Giovanni Maria Vian e dello stesso Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone. 'E' falso - spiega la nota vaticana - che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de "L’Osservatore Romano" abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di "Avvenire"; è falso che il direttore de "L’Osservatore Romano" abbia dato – o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo – informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate'. La Santa Sede bolla l'accaduto parlando di 'azione immotivata, irragionevole e malvagia'. 'Il Santo Padre Benedetto XVI che è sempre stato informato - conclude il testo della Segreteria di Stato - deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia'.
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