
Prima di lasciare Ancona Benedetto XVI ha voluto intrattenersi con i giovani fidanzati in Piazza del Plebiscito. 'La difficoltà di trovare un lavoro stabile - ha osservato il Papa - stende un velo di incertezza sull’avvenire. Questa condizione contribuisce a rimandare l’assunzione di decisioni definitive, e incide in modo negativo sulla crescita della società, che non riesce a valorizzare appieno la ricchezza di energie, di competenze e di creatività della vostra generazione'. Di fronte ad una situazione simile - ha proseguito il Pontefice - c'è la tentazione di 'muoversi in maniera individuale e autonoma, spesso nel solo perimetro del presente. La frammentazione del tessuto comunitario si riflette in un relativismo che intacca i valori essenziali; la consonanza di sensazioni, di stati d’animo e di emozioni sembra più importante della condivisione di un progetto di vita. Anche le scelte di fondo allora diventano fragili, esposte ad una perenne revocabilità, che spesso viene ritenuta espressione di libertà, mentre ne segnala piuttosto la carenza'. Papa Benedetto ha poi ricordato ai fidanzati di dire no alla banalizzazione della sessualità invitandoli a non avere paura. 'Non perdete mai la speranza - è stata l'esortazione del Papa - abbiate coraggio, anche nelle difficoltà, rimanendo saldi nella fede. Siate certi che, in ogni circostanza, siete amati e custoditi dall’amore di Dio, che è la nostra forza. Dio è buono'. Il matrimonio - ha concluso Benedetto XVI - è la scelta della 'indissolubilità'. Questa 'prima che una condizione, è un dono che va desiderato, chiesto e vissuto, oltre ogni mutevole situazione umana. E non pensate, secondo una mentalità diffusa, che la convivenza sia garanzia per il futuro. Bruciare le tappe finisce per bruciare l’amore, che invece ha bisogno di rispettare i tempi e la gradualità nelle espressioni.
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